4 Responses to “Drapia rischia l’isolamento. Tra ritardi e dubbi”

  1. Cosmo Vallone ha detto:

    I lavori, a cui fa riferimento l’articolo, riguardano, in gran parte, la pavimentazione del centro storico di Drapia. La minaccia di frane e il dissesto idrogeologico non c’entrano nulla, sebbene Drapia avesse un gran bisogno di essere protetta. Si è utilizzato questo artificio di parole per recepire i finanziamenti della legge 24 del 1987 della Regione Calabria, secondo la quale la giunta regionale finanzierebbe “opere di consolidamento di abitati minacciati da frane” e “opere di difesa dalle acque e dai corsi d’acqua”. Si sa la pavimentazione di un corso è un’ottima barriera di protezione contro le frane e i corsi d’acqua!

  2. Associazione "Drapia in Europa" ha detto:

    Tranquilli, da quando – con ordinanza n. 1 del 5 gennaio 2011 (tuttora in vigore) – il Sindaco ha disposto la chiusura totale della S.P. 18, sono passati solo tre anni; e poi, grazie alle entrature dei nostri valenti amministratori, potremo certamente “beneficiare” di generose proroghe: manco si trattasse di un’emergenza!
    Forse sarebbe il caso che il Sindaco dai due fascicoli citati nell’articolo attingesse informazioni serie da fornire ai cittadini: che si tratta di intoppi legati ad una non meglio specificata “burocrazia regionale” lo ripete (sottovoce, hai visto mai che gli onorevoli amici Scopelliti e Gentile – tanto attenti al nostro territorio – se ne adontassero!) da circa due anni, cioè da quando la cittadinanza ha cominciato a manifestare il proprio malumore per l’eccessivo ritardo nell’avvio degli interventi di messa in sicurezza.
    Rinviando alla lettura di quanto da noi già pubblicato in materia, ci sia consentito un solo commento: vergogna!
    Invitiamo chiunque volesse trovare un riscontro documentale a quanto denunciato nel commento che precede a visitare la sezione “Amministrazione Trasparente”, alla voce “Opere Pubbliche”, del sito istituzionale del Comune di Drapia: vi troverà il progetto definitivo di quelle che dovrebbero essere le opere destinate a difendere(?) Drapia capoluogo dal rischio frane; progetto di cui, avvalendoci dei diritti che la legge attribuisce ai cittadini (almeno a quelli che rifuggono da comportamenti gregali), abbiamo preteso la pubblicazione, imponendola ad un’amministrazione che fino all’ultimo ha cercato di sottrarsi a tale obbligo legale di trasparenza. Ci risulta che anche per opere diverse altri si siano mossi nella stessa direzione e presto dovrebbero esserci importanti novità.
    Concludiamo con l’annuncio che sul tema del dissesto idrogeologico diffonderemo, da qui a non molto, una nostra nota stampa.
    Associazione “Drapia in Europa”

  3. Antonio Pantano ha detto:

    Per avere un minimo di conoscenza della situazione, volevo solo aggiungere e
    precisare che l’articolo della Mazzocca, abbastanza fedele alla verità, parla di tre diversi finanziamenti ottenuti dall’attuale Amministrazione. Ritengo la cosa fondata su informazioni vere, salvo repliche che sconfessino la giornalista.
    Per quanto riguarda in particolare il finanziamento riguardante le 700 000 €
    relativi al dissesto idrogeologico credo di non sbagliare se dico che la legge di stabilità
    2014 proroga l’inizio dei lavori al 31 dicembre 2014.
    Forse quindi anziché scrivere certezze poco certe sarebbe meglio informarsi
    bene.
    Antonio Pantano

  4. Associazione "Drapia in Europa" ha detto:

    Per essere precisi, la proroga al 31/12/2014 del termine per l’impegno delle risorse mediante l’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti da parte delle amministrazioni destinatarie è stata disposta dal CIPE nella seduta del 17/12/2013 (contributo di 700 mila euro per frana Ponte Burmaria). Noi non abbiamo minimamente contestato quanto riportato nell’articolo dalla brava autrice; abbiamo semplicemente ricordato, sia pure con un moto di sdegno nei confronti degli amministratori comunali e regionali, che sono passati tre anni da quando la strada è stata chiusa al transito e che si versa in una situazione emergenziale: queste ci paiono certezze! Non capiamo, dunque, il senso dell’intervento del sig. Pantano, se è a noi che si rivolge; in caso contrario lo preghiamo di volerci scusare.
    Associazione “Drapia in Europa”

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.