Nel corso degli ultimi mesi la responsabilità sanitaria è stata interessata da interventi normativi e giurisprudenziali che incidono sia sull’organizzazione delle strutture sia sul funzionamento dei procedimenti. Dal 16 marzo 2026 è entrato a regime l’obbligo per le strutture sanitarie di adottare modelli di gestione del rischio clinico previsti dalla Legge Gelli-Bianco, con l’istituzione dei Comitati Valutazione Sinistri e la redazione di una relazione annuale sulla gestione del rischio, strumenti destinati a incidere anche sulla gestione del contenzioso.
Sul piano processuale, la sentenza n. 170 del 2025 della Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto per il medico imputato di citare l’assicuratore nel processo penale, consentendo così di trattare in un unico giudizio responsabilità e copertura assicurativa, in coerenza con il sistema introdotto dalla stessa legge che prevede obblighi assicurativi e azione diretta del danneggiato. Parallelamente, il legislatore ha avviato una revisione della responsabilità penale sanitaria, limitando la punibilità ai casi di colpa grave quando siano rispettate linee guida adeguate, mantenendo distinti i profili civile e disciplinare.
Sul versante civilistico, la Corte di Cassazione ha ribadito con l’ordinanza n. 34073 del 2025 che il risarcimento richiede la prova del nesso causale secondo il criterio del “più probabile che non”, con conseguente rigetto della domanda in caso di incertezza, anche a fronte di una condotta imperita. Il quadro che emerge evidenzia un sistema fondato sull’integrazione tra organizzazione del rischio, coperture assicurative e rigore probatorio nell’accertamento della responsabilità.
In questo contesto, l’evoluzione della disciplina si riflette anche sul piano operativo delle strutture e dei professionisti, chiamati a confrontarsi con un sistema più strutturato e formalizzato. Avvocato Davide Cornalba: “l’introduzione di strumenti interni di valutazione dei sinistri comporta una gestione più analitica delle richieste risarcitorie, con una verifica preventiva della loro fondatezza sotto il profilo clinico e giuridico.” Parallelamente, il rafforzamento delle coperture assicurative e la possibilità di coinvolgere direttamente l’assicuratore nel giudizio incidono sulla distribuzione del rischio economico e sulla definizione delle strategie difensive.
L’avvocato Davide Cornalba opera nel settore del diritto civile con specializzazione in responsabilità medica e sinistri stradali. “Sul piano processuale, la concentrazione delle posizioni all’interno dello stesso procedimento consente una trattazione più coordinata delle responsabilità – commenta – mentre sul versante civilistico l’accento posto sul nesso causale richiede una ricostruzione rigorosa dei fatti e delle risultanze medico-legali. Le consulenze tecniche assumono quindi un ruolo centrale nella formazione del convincimento del giudice, incidendo in modo diretto sull’esito della domanda risarcitoria.”
L’insieme di questi elementi contribuisce a delineare un assetto nel quale la gestione del rischio sanitario, l’organizzazione interna delle strutture e l’accertamento giudiziale risultano strettamente collegati.



