Vibonesiamo.it BLOG – Mario Vallone Editore

“Documenti storici Brattirò” di Vincenzo Rombolà

Condividi il post:

Inauguriamo una nuova rubrica intitolata “Documenti storici di Brattirò”, curata dal nostro compaesano Vincenzo Rombolà.

Mi complimento anzitutto con lui e lo ringrazio di cuore.

Con infinita pazienza e cordiale passione ha trascritto documenti autentici rinvenuti presso l’Archivio di Stato: un lavoro prezioso.

Parliamo di fonti di prima mano nelle quali si possono riscontrare variegate tracce dalle quali trarre innumerevoli informazioni.

Per ogni documento troverete una parte introduttiva scritta da Vincenzo in cui contestualizza, illustra e “interpreta” i documenti; quest’ultimi sono poi riportati di seguito, sia nel formato originale sia nella loro trascrizione.

Leggete con attenzione ciò che scrive Vincenzo: da questi documenti possiamo recuperare numerose informazioni storiche attendibili.

Mario Vallone

…LI BENI DI DON FRANCESCO CAPUTO LIMITO UN SUO MOLINO ET ACQUARI…

di Vincenzo Rombolà Cirino

Il documento che esaminiamo comprende tre atti del notaio Pietropaolo Gaetano di Tropea, in data 18, 19 e 20 luglio dell’anno 1713, conservati nell’Archivio di Stato di Vibo Valentia.

I primi due sono stipulati a Tropea, il terzo a Brattirò, definito “distretto di Tropea”.

Si tratta, in sostanza, della raccolta di testimonianze, in presenza del notaio e di autorevoli testimoni, per accertare il diritto di servitù, esistenti in passato, per il transito attraverso il fondo della Poya, per raggiungere altre località, poste tra la Poya e la fiumara, posseduti da altri proprietari.

Le località citate sono tre: la Poya, Farcuna e Giorgi; hanno sostanzialmente mantenuto gli stessi nomi ancora oggi, per cui sono facilmente identificabili. Dal nome dei proprietari citati negli atti, per alcuni di essi, possiamo individuare l’etimologia dei toponimi. Di una quarta località, invece, “Giorgicello” non ho mai sentito parlare.

Nell’atto stipulato a Brattirò, il 20 luglio 1713, rendono la loro testimonianza Aloisio Panzitta di circa 70 anni ed il Magnifico Pietro di Adamo di anni 80.

Entrambi i cognomi sono rintracciabili nello Stato delle anime di Brattirò, redatto dal Parroco Annibale Nigghjia nel 1697.

I due spontaneamente e sotto giuramento, dichiarano che:

“…Si ricordano benissimo fin da che erano fanciulli, che per andare alla possessione del D(otto)r fisico Giulio Riso, di questa sopradetta città, detta li Falconi sita e posta nelle pertinenze del Casale di Brattirò, vicino li beni della Si(gno)ra D(onn)a Porzia Scianna (i) quali prima erano di D(on) Felice, e Porzia ac Pio Loco d(ett)o Giorgio, limito similmente con li beni delli R(everen)di Padri Giesuiti di q(uest)a città e proprio con la possessione loco di Poya, e dall’altro lato dalla parte inferiore con li beni del Venerabile Monastero di S(an)ta Maria della Pietà di q(uest)a città loco detto Giorgicello, e dalla parte del fiume con li beni di D(on) Francesco Caputo limito con suo molino et acquari e medesimamente con li beni del q(uonda)m Dom(eni)co Tropeano e detta possessione delli Falconi prima era del Rev(eren)do D(on) Annibale Falcone dal padre proxy…”

Ancora più precisa è la testimonianza del Magnifico Pietro Adamo, ricca di interessanti particolari:

“Pietro D’Adamo di età di anni ottanta in circa asserisce, et attesta essendo ben pratico in

detto luogo che da quaranta in cinquant’anni addietro, era così chiaro, e manifesto l’introito, che dall’una, all’altra parte, e proprio principiando vicino d’un piede d’ulivo che presente si ritrova vi era la sepe dalla parte della posessione delli Re(veren)di Padri Giesuiti d(ett)a la Puya e dall’altra parte della posessione della Sig(no)ra D(onna) Portia Scianni detta Giorgi, e similmente che vi era un piede di noce antico dalla parte delli Re(veren)di Padri Giesuiti detta la Puya, dove limitava con la posessione delli Falconi, e similmente dal principio dell’introito sino al su(det)to piede

d’ulivo che principiava la sepe era tutto sentiero e si conosceva manifesta(me)nte l’introito vicinale e così dice et attesta con giuramento…”.

Si rileva, dal contenuto degli atti notarili, che tutti i terreni, da Brattirò alla fiumara, erano di proprietà di Istituti Religiosi o persone di rilievo di Tropea.

Molto importante anche l’indicazione tra i beni, la presenza del mulino dei Farcuna, con i suoi acquari, unico esistente nel territorio di Brattirò, e già presente, come si evince dai documenti fin dal 1630.

L’altro mulino, infatti, pur essendo gestito da persone di Brattirò, era sulla sponda sinistra della fiumara, nel territorio della comunità di Spilinga.

I due mulini furono attivi e funzionanti, fino agli anni Sessanta.

Personalmente ho avuto la fortuna di visitarli entrambi.

Ai Farcuna, sono andato un paio di volte, l’ultima nel mese di luglio del 1961; si raggiungeva attraverso un viottolo, che partiva dalla strada, o meglio dalla “carrera” che dalla chiesetta di Sant’Anna, si ricongiungeva con quella proveniente dal Calvario, ai “Pettarei”. Era larga circa un metro e seguiva la morfologia del terreno, senza nessun manufatto. L’unico modo per portare il grano e gli altri cereali per farli macinare, era a dorso d’asino.

Il mulino funzionante era addossato alla costa con l’entrata rivolta verso la fiumara, rigogliosa d’acqua, e sullo spiazzo leggermente degradante un grosso maiale dormiva beatamente con lo “scifu” pieno.

Un mulino, posto a monte, era diruto ed irraggiungibile, sebbene fossero visibili tutte le parti architettoniche che lo componevano.

Il mulino era gestito dalla famiglia Speranza ed in particolare da Rosa, figlia dello zio Nicola e della zia Mica, con i cugini Michele e Pasquale Speranza.

Nella mia famiglia li chiamavano zii, perché Nicola Speranza, aveva sposato Maria Domenica Rombolà, sorella del mio bisnonno Vincenzo “Cirino” e la sorella Annunziata Speranza, aveva sposato Ferdinando “Pitisso”, avendo fatto una “Dubrera”.

L’altro mulino, nel territorio di Spilinga, si raggiungeva da una mulattiera che partendo dalla sinistra della chiesetta di Sant’Anna, scendeva verso la fiumara, che superava con un solido ponte in granito, con una larghezza sufficiente per far passare un asino carico; la parte centrale era piana ed ai due lati, ampi gradoni, permettevano agli asini di raggiungere il piano rialzato.

La piena del 1959 ha spazzato via il ponte e la fiumara ha modificato il suo corso, rendendo di fatto inutilizzabile il mulino.

Entrambi i mulini furono abbandonati qualche anno dopo, quando in località “Palumbo” ne costruirono uno elettrico, gestito dalle stesse famiglie  che in precedenza facevano funzionare gli altri.

 

In Nomine Domini etc. anno Eiusdem Millesimo septin/gentesimo decimo terzo nona Ind(izion)e die vero decima/octava M(ensi)s July in Civitate Tropea etc. Regnante etc./In presenza Nostra et in/pubblici Testimony personal(men)te/costituti il R(everen)do Abb(a)te D(on). Aloysio Caputo Patrizio/di q(uest)a Città di età d’anni settanta in circa, ut/dicit, olim Tesoriero, e Canonico, e Governatore/di q(uest)o Sacro monte della pietà di q(uest)a medesima Città/et prius consension in nos etc. e M(aghnific)o Domenico di/Adamo del casale di Brattirò distretto di q(uest)a Città/di sua età di anni settanta sei in circa, ut dicit/q(ua)li spont(aneamente). etc. sub eorum juramento veritatis in/nostris manibus prestita etc. Asseriscono, et attestano/qualmente si ricordano benissimo, che per andare/alla posessione del Dottor fisico Giulio Riso/di q(uest)a Città di Tropea detta li Falconi, sita /

/././././././

e posta nelle pertinenze del casale di Brattirò/limito li beni della Sig(no)ra D(onna). Portia Scianni, quali/prima erano di D(on). Felice, e Portia Nomicisio da/Giorgio limito li beni similmente del Ven(era)bile Col/leggio dei Padri Gesuiti di questa Città, e pressi del/lala posessione detta la Poya, e dall’altro lato/dalla parte inferiore con li beni del Ven(era)bile/Monastero di Santa Maria della Pietà, e dalla/parte del fiume con li beni di D(on) Francesco Ca/puto limito con suo molino, et acquaro e me/desimamente con li beni del q(uonda)m D(on). Domenico Tro/peano, e d(ett)a posess(io)ne prima era del R(everen)do Abb(a)te/Annibale Falcone, e suo Padre prozy di D(ett)o

di Riso, si passava da tutti li coloni general/mente che andavano con carri, e cavalca/ture in d(ett)o luogo delli Falconi limito la poses/sione delli R(everen)di Patri Giesuiti loco detto la Puya/e limito D(onna). Portia Scianni loco d(ett)o Giorgio, e l’/istesso essi costituti asseriscono haver visto pa

sare essendo figlioli, delle persone più anti/che e vecchie di d(ett)o Casale che intendevano/dire dalle persone antiche che quello era/introito della posessione delli Falconi, né si/ricordano trovarsi contrastato mai da detto/Dottor Giulio Riso, e suoi antecessori la/servitù di passare dentro d(ett)o introito dalli/Padri Giesuiti detta la Puya, e della Si(gno)ra Por/tia Scianni detta Giorgio, e così asseriscono,/et attestano essi costituti con giuramento etc. da/

/././././.

Quibus omnibus sic peractus

statim nequisierunt nos etc

…..

Presentibus opportunis etc

Di Dacò Polito Reg. ad contrabus judice

Mag.o Ambrosio La Ruffa Testimonio

D,co Francesco Baldanza Testimonio

Don Francesco Scattaretico Testimonio

In Nomine Domini etc. anno Eiusdem Millesimo se/ptingentesimo decimo terzo nona Ind(izion)e/die vero decimo nono M(ensi)s July in Civitate/Tropea etc Regnante etc.et ab tenta prius licentia/ab oliam Domimicus etc./In presenza Nostra et in pubblici Testimony personal(men)te/costituti Angelo di Adamo Massaro d’anni  ses/santa sette ut dicit, et Giuseppe Francolino Ma/nuale di sua età settanta cinque in/circa,  ut dicit del Casale di Brattirò distretto/di q(uest)a Citta, q(uamen)te/ s(pontaneamente).etc.ac sub eorum juramento/veritatis in nostris minibus prestita etc.qualmente

si ricordano benissimo, che per andare alla/posessione del Dottor Giulio Riso di q(uest)a Città

detta li Falconi sita, e posta nelle pertinenze/del casale di Brattirò limito li beni della/Sig(no)ra D(onna) Portia Scianni, quali prima erano/di D(on) Felice, e Portia Nomicisio detta Giorgi, limito

simil(men)te con li beni del Ven(era)bile Colleggio dei/Padri Giesuiti di q(ues)ta Città, e propria con la pos/essione detta la Poya, e dall’altro lato dalla/parte inferiore con li beni del Ven(era)bile Monas/tero di S. Maria della Pietà, e dalla parte/del fiume con li beni di D(on)Francesco Caputo limito con suo molino, et acquaro e medesimamen/te con li beni del q(uonda)m D(on). Domenico Tropeano, e/d(ett)a posess(io)ne prima era del R(everen)do Abb(a)te Anniba/le Falcone, e suo Padre prozy di D(on) Di Riso,/si passava da tutti li coloni generalmente/che andavano con carra, e cavalcature in/d(ett)o luogo delli Falconi limito la posessione/delli R(everen)di Padri Giesuini loco D(ett)o la Poya e/limito D(onna) Portia Scianni loco d(ett)o Giorgio, né si/ricordano haversi/ contrastato mai da detto/Dottor Giulio Riso e suoi Antecessori la servitù/di passare d(entr)o d(ett)o introito delli Padri Gie/suiti dentro la Puya da detta sig(not)a Portia/Scianni detto Giorgio; e così asseriscono essi/costituti congiunt(amen)te etc.

…….

Presentubus opportunis etc.=

Di Dacò Polito Reg,a ad contrabus Judice

Mag.co Ambrosio La Russa Testimonio

  1. Franccsco Scattaretica Testimonio

In Nomine Domini etc. anno Eiusdem Millesimo septin/gentesimo decimo terzo nona Ind(izion)s die ve/ro vigesimo M(ensi)s July in Civitate Tropea Regnan/te etc. et proprio nel casale di Brattirò distretto di questa Città./In presenza Nostra et in pubblici Testimony personal(men)te/costituti Aloysio Pansitta di sua età di/anni settanta in circa, e Ma(gni)fico Pietro/di Adamo di sua età di anni ottanta in circa/ut dicerunt ab(itan)ti ambi di d(ett)o casale di Brattirò/li quali spont(aneament)e etc. ac sub cora. Juramento veri/tatjs in nostris manibus predito in inf(rascrt)to asseris/cono, et attestano per qual mente si ricordano/ benissimo fin di che erano fanciulli, che per andare/alla possessione del D(otto)r fisico Giulio/Riso di questa pred(ett)a Città detta li Falconi sita/e posta nelle pertinenze del casale di Brattirò/limito li beni della Sig(no)ra Portia Scianni

quali prima erano di D(on) Felice, e Porzia/Nomi ac pio loco d(ett)o Giorgio, limito similmente/

con li beni delli Rev(eren)di Padri Giesuiti di q(uest)a Città/e proprio con la possessione loco/ d(ett)o Poya, e dall’/altro lato dalla parte inferiore con li beni del/Venerabile Monastero di S(anta) Maria della/Pietà di q(uest)a Città loco d(ett)o Giorgicello, e dalla/Parte del fiume con li beni di D(on) Francesco/Caputo limito un suo molino et acquari/ e medesimamente con li beni del/ q(uonda)m don Dom(eni)co Tropeano, e d(ett)a pos(sessio)ne delli Falconi prima/era del Re(veren)do D(on) Annibale Falcone prove/nuta dal Padre proxy col d(ett)o di Riso si passava

da tutti li coloni general(men)te che andavano con/carra, e cavalcature in d(ett)o loco delli Falconi

dell’introito vicinale limito tra la posess(io)ne/delli Re(veren)di Padri Giesuiti di q(uest)a Città detta la Poya/e limito de Porzia Scianni loco d(ett)o Giorgio/e l’istessi asseriscono essi constituti haver/visto passare essendo figlioli tutte le genti/da detto introito vicinale, esse intendevano

 dalle persone dire dalle persone antiche e vecchie di d(etto)/casale che quello era introito vicinale della/posessione delli Falconi né si ricordano ha/versi contrastato mai a d(ett)o) D(otto)r fisico Giulio/Riso, e sua antecessora la servitù di passa/re dentro d(ett)o introito tra li R(everen)di Padri Gie/suiti d(ett)o la Poya, e dalla Sig(gnor)a d(onn)a Portia Scianni/detta Giorgio, e così asseriscono, et attestano oggi/essi Constituti, e di vantaggio il se d(etto) Ma(gni)fico/Pietro D’Adamo di età di anni ottanta in cir/ca asserisce, et attesta essendo ben prattico in/detto luogo che da quaranta in cinquanta/anni addietro, era così chiaro, e manifesto l’/introito, che dall’una, all’altra parte, e pro/prio principiando vicino d’un piede d’ulivo/che presente si ritrova vi era la sepe dalla/parte della posessione delli Re(veren)di Padri Gies/iti d(ett)a la Puya e dall’altra parte della/posessione della Sig(no)ra D(onna) Portia Scianni detta/Giorgi, e similmente che vi era un piede/Di noce antico dalla parte delli Re(veren)di Padri/Giesuiti detta la Puya, dove limitava con la

posessione delli Falconi, e similmente/dal principio dell’introito sino al su(det)to piede/d’ulivo che principiava la sepe era/tutto sentiero e si conosceva manifesta(me)nte/l’introito vicinale e così dice et attesta congiuramento in forma etc. de quibus omnibus

…..

Presentibus opportunis

Leonardo Laria…

Re(verend)o D(on) Domenico Messina Te(stimoni)o

D(on) Antonio Scattaretico Te(stimoni)o

C(larissim)o Domenico Rafaele Testimonio.

Commenti

comments

Exit mobile version