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La “nuova” chiesetta

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Recentemente sono stati completati i lavori di restauro della chiesetta dedicata a San Rocco situata al bivio per Brattirò sulla provinciale 17.

Gli interventi, la cui spesa è ammontata a circa 20 mila euro, sono stati finanziati da un privato: Cono di San Rocco, proprietario del terreno su cui si trova l’edificio religioso e, di conseguenza, della chiesetta stessa.

Dal 2008 si reggeva grazie ai paletti utilizzati nell’edilizia per la costruzione dei solai.

Il restauro-rifacimento, in programma da decenni, era stato sempre procrastinato a causa di difficoltà e “rallentamenti” perlopiù di carattere burocratico. La chiesetta doveva essere demolita e ricostruita poco più in là per permettere il miglioramento e adeguamento del bivio. L’amministrazione provinciale aveva progettato l’intervento, promettendo di renderlo effettivo, ma poi la cosa, principalmente a causa dell’inadeguatezza (anzi, inesistenza) della Provincia, si era arenata. Cono si era dimostrato sempre disponibile a donare il terreno su cui sarebbe dovuta sorgere la nuova chiesetta, ma la procedura si era inceppata, né le amministrazioni comunali finora susseguitesi erano riuscite a venirne a capo per cercare di favorire una soluzione e fronteggiare il degrado che avvolgeva la struttura.

Negli ultimi tempi, come evidente, l’iter è ripreso e la questione si è conclusa nel migliore dei modi: chiesetta restaurata e lasciata al suo posto.

Non è stato possibile eliminare il precedente intonaco e lasciare visibili le pietre che la “compongono”, ma l’intervento sembra apprezzabile sotto tutti i punti di vista. Anche la statua del santo, presente all’interno dell’edificio religioso, è stata restaurata.

E’ davvero un piacere osservare questo “spazio” con  nuove “sembianze”.

Per noi, abitanti del circondario, la chiesetta, pur non essendo un capolavoro artistico o architettonico, ha un significato rilevante.

Fu costruita negli anni ’30 per volere del papà del già citato Cono, Rocco. Quest’ultimo aveva fatto un voto col santo del quale portava orgogliosamente il nome. In passato, ad agosto, qui veniva organizzata una festa per celebrare San Rocco, ricorrenza partecipata e sentita in tutta la zona. Non solo la messa e la processione, veniva anche predisposto un programma civile di intrattenimento, specie il cinema all’aperto realizzato nello spazio accanto alla chiesa. Poi, col passare degli anni, questa tradizione è andata perduta.

Ricordiamo, inoltre, che molti brattiroesi che emigravano – specie nell’immediato secondo dopoguerra – venivano accompagnati fino a qui da una sorta di corteo. E proprio in questo punto, al bivio di “santu Roccu”, salutavano tutti. Nei loro occhi l’ultimo “scatto”, intenso e significativo, immortalato nella mente per sempre, voltandosi prima di percorrere la curva a gomito che li avrebbe portati lontano e chissà per quanto tempo, probabilmente è stato proprio questo: la chiesetta di San Rocco attorniata dai loro affetti. Qui, queste persone hanno versato le – dolorosissime – lacrime del distacco. Alcuni non hanno più fatto ritorno.

MarioVallone

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