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Commemorazioni cinquecentenario…

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La messa solenne dello scorso 19 luglio

A Serra San Bruno, dal 27 febbraio 2014 sono cominciate le commemorazioni del cinquecentenario che vide i certosini fare ritorno nel loro eremo dopo un’assenza di oltre tre secoli.

L’evento ebbe origine dal ritrovamento delle ossa del monaco fondatore Brunone da Colonia, avvenuto nel 1514, al che il Papa Leone X, nello stesso anno, approvò il culto di san Bruno disponendo il ritorno dei certosini nel monastero di Serra (dal 1194 la certosa era stata ceduta all’ordine cistercense  per volontà di Papa Celestino III e del  re Tancredi di Sicilia).

La cerimonia detta di “recuperazione” si svolse  il 27 febbraio del 1514 alla presenza dei priori delle certose di San Martino in Napoli, Capri, Padula e Chiaromonte. Parteciparono rappresentanti del clero e numerosi personaggi della nobiltà napoletana e calabrese. La certosa fu denominata: “Domus sanctorum Stephani et Brunonis”. Il Capitolo Generale nominò priore della risorta certosa,  Dom Costanzo De Rigetis.

Dom Costanzo, da quella data, ne assunse la guida e avviò l’attività monastica nel rospetto della regola certosina.

I due ordini monastici si avvicendarono con una solenne cerimonia che vide i monaci cistercensi uscire dal monastero in corteo, lasciarono aperto il portone e andarono incontro ai certosini che nello stesso ordine dirigevano verso l’eremo. L’incontro avvenne sul viale alberato vicino all’ingresso del monastero; seguirono gli abbracci fraterni: i cistercensi arretrarono cedendo il passo ai certosini e, in fila, entrarono tutti in certosa intonando il TeDeum. Prima della partenza definitiva dei cistercensi, una messa solenne comune concluse la cerimonia del ritorno certosino.

Il Priore De Rigetis iniziò la sua missione annotando in un libretto; detto “Della Ricuperazione”  quello che trovò al suo arrivo in certosa; ne descrisse lo stato dei locali e il contenuto; compose una forma di inventario dove, a conclusione della stesura, lo stesso priore invocava l’avviamento dei lavori più urgenti chiedendo il sostegno economico ai confratelli della certosa di san Martino in Napoli.

Seguì un periodo di rinascita che vide prosperare sia la certosa che i suoi possedimenti circostanti, dette “grange”.

Ancora oggi la certosa di Serra, con l’annesso museo, è centro di spiritualità; meta di visitatori e pellegrini provenienti  da tutto il mondo.

Le manifestazioni di questa storica ricorrenza si protrarranno per tutto il 2014 con variegate forme di espressione storico-artistiche-culturali.

Nella cappella esterna della certosa, sempre aperta al pubblico, è esposta l’icona simbolo del duplice cinquecentenario; è l’ effige di san Bruno, opera di Madre Mirella Muià eremita di spiritualità orientale che vive, prega e dipinge icone nel modesto monastero di S. Maria di Monserrato nelle vicinanze di Gerace. Questo luogo di culto è stato originato dalla stessa Madre Mirella per l’Unità delle Chiese tra Oriente e Occidente.

L’icona, già benedetta da papa Francesco, esposta prima nella basilica di santa Maria degli Angeli in Roma, è stata successivamente intronizzata il 18 gennaio scorso con una solenne messa e ora esposta al pubblico nella cappella esterna della Certosa di Serra.

Il Museo della Certosa quest’anno compie venti anni dalla sua fondazione. In esso, il 6 maggio scorso, è stata inaugurata una Sala polivalente alla presenza di molte autorità civili, militari e religiose calabresi.

Il 18 luglio alle ore 18:30, nell’ampia sala del museo è stata inaugurata una mostra dal titolo: “Bruno: un cammino di santità. Scene della vita del santo. Nelle opere di Carmelo Zimatore e Diego Grillo a cura di Mario Panarello”. Per la prima volta sono stati esposti quadri storici sulla vita e sulle opere di San Bruno.

Sabato 19 luglio è stata celebrata, fuori le mura del monastero, una messa solenne, presieduta dal Priore della Certosa Dom Jacques Dupont, al seguente sito si trova il video che riporta alcuni momenti della celebrazione:

 http://it.gloria.tv/?media=637163

                                                            da Serra San Bruno: Girolamo Onda

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