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Caria, un anno fa si spegneva suor Rosetta F.M.A. – Nel suo ricordo una statua “all’amato Don Bosco”

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E’ giusto e doveroso ricordare anche  attraverso le pagine di questo blog, una figura importante per la comunità di Carìa: suor Rosetta Pugliese. Lo facciamo in questa giornata, 10 gennaio,  ad un anno esatto dalla sua morte. Una figura che tanto ha dato alla comunità, insegnante ed educatrice di fede e di vita. In occasione di questo primo  anniversario e a perenne ricordo dell’esperienza salesiana  vissuta a Caria dal 1965 al 2000, un gruppo di giovani cariesi nei mesi scorsi ha avuto l’idea di realizzare una statua di San Giovanni Bosco, sacra effigie che nei prossimi giorni sarà collocata nel giardino della casa parrocchiale sede oggi delle attività dell’oratorio Don Bosco Carìa.

La statua, realizzata  grazie al  generoso contributo economico delle famiglie cariesi, sarà sistemata  grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale di Drapia e alla disponibilità del parroco Don Antonio Gennaro. Verrà benedetta  il prossimo 31 gennaio, festa liturgica di San Giovanni Bosco, subito dopo la solenne celebrazione Eucaristica  in onore del santo.

SUOR ROSETTA PUGLIESE F.M.A.

Nome completo suor Maria Rosa Pugliese. Nacque a Carìa il 21 dicembre1921. Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1943. Penultima di sette fratelli, di cui tre sacerdoti Salesiani e due figlie di Maria Ausiliatrice, suor Rosetta, come era affettuosamente chiamata, nacque in una famiglia profondamente unita, intrisa di valori umani e cristiani, come traspare anche dalle sue note autobiografiche: “La nostra giornata cominciava molto presto con la preghiera che era vita quotidiana, e terminava con il santo rosario”. La sua vocazione era nata grazie alla lettura del Bollettino Salesiano, che ogni mese arrivava nella sua famiglia e aveva, come copertina, una bella immagine di Maria Ausiliatrice. Coltivando il sogno di calcare le orme di don Bosco e M.Mazzarello, Rosetta si sentì molto attratta dalle Missioni. Per questo, il 28 settembre 1939 partì per Torino dove fece l’Aspirantato e postulato, e iniziò gli studi. Completò la sua formazione religiosa del Noviziato di Casanova di Carmagnola, dove emise i primi voti nel 1943. Dopo un primo anno ad Arignano come assistente delle aspiranti, completò gli studi a Torino, conseguendo il diploma magistrale e, l’anno seguente, fu destinata alla casa di Chieri come maestra di scuola elementare. Per la salute assai debole e per il consiglio del medico curante, fu trasferita in Calabria, a Bova Marina, dove rimase dal 1946 al 1956 come insegnante, incarico che continuò a svolgere nei due anni successivi nella scuola di Napoli-Vomero, casa in cui fu anche aiutante della Segreteria ispettoriale. Nel 1958-1959 visse presso la famiglia per assistere la mamma e offrire un aiuto alla sorella molto malata. Passò poi nelle case di Rosarno, Bova, Reggio Calabria e Carìa. Rispettivamente come insegnante di scuola materna, vicaria, responsabile del doposcuola e del laboratorio di ricamo. In questa comunità, fu chiamata a svolgere il servizio di animazione dal 1968 al 1974 e, successivamente, dal 1977 al 1980, dopo un triennio trascorso a Rosarno, in qualità di vicaria e insegnante nei corsi professionali. Tornata per due anni a Napoli-Vomero con il compito di economa, passò subito dopo a Melito Porto Salvo dove rimase fino al 1987, come vicaria e insegnante nei corsi professionali. Dopo la breve tappa di un anno in cui fu economa a Sant’Apollinare, tornò nuovamente a Carìa dove restò fino alla sofferta chiusura della casa, avvenuta nel 2000. Nel cuore di suor Rosetta, gli anni vissuti a Carìa impressero una traccia indelebile perchè fervidi di attività tra le sorelle, le giovani e i giovani dell’oratorio, i fanciulli della parrocchia. Dal 2000, si trovava a Rosarno per aiuti vari. In questa casa, come in ogni altra realtà in cui è vissuta, con la sua umile disponibilità a qualunque bisogno, ma soprattutto con la sua preghiera silenziosa, suor Rosetta ha lasciato una preziosa testimonianza di vita. Il 3 novembre 2011, al passaggio della reliquia di Madre Mazzarello, itinerante nell’Ispettoria, aveva chiesto una grazia: stare ai piedi della croce. Una richiesta esaudita poichè il mattino seguente, per la caduta causata dalla frattura del femore, iniziava un calvario di sofferenze indicibili, che l’hanno accompagnata fino ai suoi ultimi giorni. Felice di patire silenziosamente, suor Rosetta ripeteva continuamente che Madre Mazzarello le aveva concesso la grazia da lei invocata. Negli ultimi due mesi di permanenza in clinica, la sua incessante preghiera, la sofferenza accolta con un dolce sorriso e la parolina saggia restano come testimonianza ed eredità per i medici, gli infermieri e tutte le persone che si avvicinano al suo letto attratte dalla sua santità semplice. Una signora ricorda con piacere le parole accorate che ella le rivolse in uno di questi ultimi giorni: “Chiedi perdono quando sei in vita e abbi il coraggio di chiedere scusa quando sbagli!” Sr. Rosetta si è spenta il 10 gennaio 2012 nella clinica “Villa Aurora di Reggio Calabria”.

L’INIZIO DELL’OPERA DI SUOR ROSETTA A CARIA

I bambini della prima comunione con suor Rosetta e don Giuseppe Furchì -Carìa Maggio 2000

L’opera di suor Rosetta a servizio della gioventù cariese iniziò alcuni anni prima dell’apertura della casa F.M.A. La sua attività a Carìa iniziò precisamente nel 1958 quando per due anni ( 1958- 1959) fu autorizzata dai superiori a rientrare a vivere a Caria, presso la famiglia per assistere mamma Orsola e offrire un aiuto alla sorella molto malata. Emessi i primi voti nel 1943, dopo il Noviziato di Casanova di Carmagnola, suor Rosetta fu destinata come assistente degli aspiranti per un anno ad Arignano per poi completare a Torino gli studi, conseguendo il diploma magistrale. Finiti gli studi fu destinata alla casa F.M.A. di Chieri come maestra di scuola elementare. Da quella comunità per la sua salute assai debole (da sempre) e per il consiglio del medico curante, fu trasferita in Calabria a Bova Marina, dove rimase dal 1946 al 1956 come insegnante. Stesso incarico che continuò a svolgere nei due anni successivi nella scuola di Napoli -Vomero. Nel 1958, come detto, fu autorizzata dai superiori a vivere a Carìa presso la famiglia ed è proprio in quegli anni che sr. Rosetta iniziò la sua missione salesiana al servizio della comunità di Carìa, la sua comunità. Prendendosi cura amorevolmente della mamma Orsola e della sorella riuscì a trovare spazio per le giovani del paese iniziando a curare “a modo suo”(salesiano) l’educazione religiosa, gettando le basi e preparando il terreno per ciò che da li a poco sarebbe avvenuto: l’apertura della casa F.M.A. La comunità, come visto in precedenza era già in un ottica salesiana, ma con la presenza di suor Rosetta “direttamente sul campo” in quegli anni iniziò a delinearsi un percorso preciso e chiaro. Ed è su quel percorso che sr Rosetta ha indirizzato le sue ragazze. All’educazione religiosa associò incontri tra le giovani ma soprattutto, corsi di cucito che allargarono la cerchia delle ragazze guidate da lei. Addirittura in estate diede origine ad una specie di colonia estiva( di sole ragazze) sempre con il beneplacito dei superiori. Quei due anni furono importantissimi perchè in qualche modo costituirono la prima cellula del futuro oratorio a Carìa. Il carisma salesiano con quelle attività iniziò a concretizzarsi all’interno della comunità. Le figure ed il carisma di Madre Mazzarello e di don Bosco sempre più conosciute ed amate. Dopo i due anni Passati in famiglia, suor Rosetta fu destinata a Rosarno per poi passare a Bova e poi Reggio Calabria. Già nei due anni in cui suor Rosetta è stata in famiglia, si andava sempre più concretizzando il sogno del fratello Don Agostino Pugliese Salesiano, che desiderava da tempo dar vita ad un opera salesiana nella sua comunità. Un sogno non solo per don Agostino ma anche per l’intera famiglia Pugliese, per la comunità di Carìa, ma soprattutto per suor Rosetta per poter così continuare a portare avanti la missione iniziata con quel gruppo di ragazze e poi interrotta. Un sogno che all’inizio sembrava irrealizzabile ma che con la fiducia nella divina provvidenza, la testardaggine di Don Agostino e la sua posizione di prestigio, l’entusiasmo di Suor Rosetta e l’appoggio della comunità di Carìa divenne realtà il 12 settembre del 1965.

UN ANNO FA SI SPEGNEVA…

Nella mattinata del 10 gennaio 2012, giunse a Carìa la triste notizia della morte di suor Rosetta. Il rintocco delle campane della chiesa parrocchiale dedicata alla Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo annunciò la conclusione della vita terrena di sr. Rosetta. Quella campane che hanno suonato a festa nel giorno del suo battesimo, nel giorno della sua prima comunione, nel giorno in cui ha ricevuto il sacramento della cresima; quelle campane che hanno annunciato l’apertura della casa F.M.A, a Caria, che per tanti anni hanno suonato a festa nel giorno di Don Bosco e di Maria Ausiliatrice, che hanno scandito momenti belli e brutti nella famiglia di Sr Rosetta e della comunità cariese, in quella mattinata hanno annunciato la conclusione della sua “missione terrena”. Con il suono delle campane e la diffusione della notizia, tanti ricordi sono affiorati nella mente dei figli del suo oratorio, e un velo di tristezza si è posato nel loro cuore. A tale notizia, non restò altro che pregare e preparare tutto al meglio per accogliere suor Rosetta di ritorno nella sua comunità, questa volta per sempre.La mattina dell’ 11 Gennaio un gruppo di ex allieve si ritrovò in chiesa. Il primo pensiero fu quello di sistemare il quadro di San Giovanni Bosco sul lato destro dell’altare. Quel santo a lei tanto caro doveva accogliere sr. Rosetta al rientro nella sua comunità. Accanto al quadro la statua di Maria Ausiliatrice, che era presente nella cappella della casa F.M.A. a Carìa e che sr. Rosetta, alla chiusura della casa ha voluto fortemente che restasse ai suoi giovani nell’ oratorio parrocchiale. Sull’altare, in cui è raffigurato il Cristo Trasfigurato, gladioli rigorosamente bianchi e sulla mensa eucaristica venne distesa una bellissima tovaglia alla quale sr. Rosetta era legatissima perchè ricavata dai paramenti sacri appartenuti all’amato fratello don Antonio, Salesiano. Nel pomeriggio dell’ 11 Gennaio alle 15:00 i funerali di sr. Rosetta a Rosarno, comunità dove ha vissuto gli ultimi 11 anni della sua vita. Da Carìa un gruppo di ex allieve e il parroco partirono alla volta di Rosarno per assistere al rito, ma soprattutto per accompagnare sr. Rosetta, dopo la funzione funebre a Rosarno, nella sua Carìa. Arrivati a Rosarno, il gruppetto s’incamminò verso il duomo. Ai piedi dell’altare, su un tappeto, era adagiata la bara di sr. Rosetta ricoperta da un bellissimo cuscino di rose bianche. La bara era vegliata con amore dalle sue consorelle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il gruppetto di Caria si avvicinò all’altare…un brevissimo saluto a quella bara. Un saluto breve, ma in quel saluto era contenuto l’abbraccio, l’affetto e la gratitudine di un’intera comunità, in quel momento là rappresentata. Io ero in quel gruppetto e non posso descrivere le sensazioni provate appena arrivato davanti a quella bara coperta da rose bianche…tantissimi ricordi sono affiorati nella mia mente. Tanti ricordi affiorarono, accompagnati da una preghiera, segnati dalla commozione. Ebbe inizio il rito funebre, con il quale un’intera comunità, quella rosarnese, ha salutato una figlia della nostra terra che ha servito fedelmente, nella semplicità e nel silenzio, il Cristo Signore, suo sposo. Finito il rito funebre, la salma di sr. Rosetta accompagnata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e da numerose persone di Rosarno partì per Caria dove arrivò alle 17:00 dell’ 11 gennaio 2012. Il corteo, proveniente da Rosarno, si arrestò in piazza Cavour, proprio davanti alla sua casa natale. Sr. Rosetta là venne accolta dalla sua gente. La bara, portata a spalla, “dai figli del suo oratorio”, venne poi sistemata nella chiesa parrocchiale ai piedi dell’altare della Trasfigurazione con sul lato destro, il quadro dell’amato don Bosco e la statua di Maria Ausiliatrice. In serata un momento di preghiera animato dai canti del coro parrocchiale che, proprio dalla casa F.M.A. di Carìa, è nato. Il pomeriggio seguente, l’estremo saluto dell’intera comunità e dei figli del suo oratorio. Tanti i messaggi per lei, tante lacrime, tanti ricordi. A conclusione delle esequie ha avuto inizio il momento più triste e più toccante. All’uscita dalla chiesa, il feretro è stato accolto dai bambini della comunità, molti di essi in lacrime. In mano portavano dei palloncini colorati. Non colori casuali, ma colori precisi ben definiti, che richiamavano i colori del manto di Maria Ausiliatrice, manto sotto il quale sr. Rosetta, con le sue preghiere, ha posto,tante volte, i suoi ragazzi e la sua comunità. Il corteo aperto dai bambini accompagnò la salma di sr. Rosetta lungo tutta la via Duomo e la via Provinciale.La chiesa, la sua casa natale in cui è vissuta e poi …Villa Orsola. Davanti al cancello chiuso di Villa Orsola, la preghiera finale e l’ultimo saluto. Il passaggio, davanti alla statua di don Bosco, anticipò l’arrivo del feretro davanti alla statua di Maria Ausiliatrice. Davanti a quella statua, “la sua Madonna Ausiliatrice”, l’ultimo commosso saluto alla nostra cara suor Rosetta. Davanti a quella casa dove tutto è iniziato…tutto finisce. Un lungo applauso, tante lacrime mentre numerosi palloncini colorati celeste, rosa e bianco vengono lanciati in aria dai suoi bambini. Si alzarono, in volo nel cielo, quei palloncini sul calar della sera, si alzarono in volo per far strada e accompagnare colei che, molte volte in vita, ci ha mostrato la strada da seguire. Suor Rosetta riposa nella cappella di famiglia nel cimitero comunale di Drapia accanto ai fratelli sacerdoti e ai genitori. “Vi aspetto tutti in Paradiso” !

 

SERVIZIO a CURA di FRANCESCO PUGLIESE

I PEZZI CONTENUTI IN QUESTO ARTICOLO SONO TRATTI DAL LIBRO “FIGLI DEL SUO ORATORIO” (clicca qui per saperne di più)

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