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“Passa un giorno, passa l’altro…”

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Andrea Locane

A fine anno è inevitabile fare consuntivi. Confrontare quello che ci si aspettava che accadesse e quello che in realtà è successo. Non proverò neppure a scrutare quello che potrà succedere nei prossimi mesi sulla scena politica di Parghelia e quindi non mi azzarderò a fare previsioni, essendo questo un compito difficile e delicato. E confesso che, ora che l’anno vecchio sta per andarsene, ho forte la tentazione di fare – per le ragioni che dirò appresso – un riassunto, un compendio di tutte le mie note pubblicate sul sito “parghelia85”dal 2009 in poi. Nei tre anni trascorsi, con la lista civica al governo del Comune, non è che non si sia fatto niente. Affermare ciò sarebbe ingiusto e non corrispondente al vero. La verità è che si è fatto poco, e quel poco, fra contraddizioni e fraintendimenti, fra frammentazioni e divisioni delle forze politiche in campo.

In effetti, non si sono notati forti segnali di cambiamento e di rinnovamento della politica, pur dovendosi riconoscere e rilevare che la gestione degli affari di ordinaria amministrazione della cosa pubblica, da parte del sindaco e della giunta comunale, è stata corretta, accorta e trasparente; e che di positivo c′è da rilevare un vero e proprio miracolo, cioè la presa di coscienza collettiva per quanto riguarda l′urgenza e la necessità di dare corso alla procedura di bonifica dell’ambiente dall′eternit. Continuando il discorso, c′è da rimarcare che le numerose iniziative dell′assessorato alla cultura, sempre accompagnate da un diluvio di comunicati e pubblicizzate e propagandate dalla stampa locale, non hanno nulla di radicalmente “rivoluzionario”, consistendo questa kermesse festaiola in una serie di eventi, che rientrano nella normalità di un paese che aspira a diventare un′ambita meta turistica balneare e che deve, per forza di cose, rendere interessanti e piacevoli i mesi estivi per i villeggianti che hanno scelto Parghelia per le loro vacanze. Si tratta, in ogni caso, di eventi che restano confinati nella normalità organizzativa di un′estate turistica e che non pare abbiano, in qualche misura, cambiato l′atteggiamento dei pargheliesi nei riguardi della politica e il loro modo di porsi nei confronti dei problemi di fondo, che condizionano da tempo la loro vita e che, al momento, risultano come “imballati” e “incartati” a tempo indeterminato.
La “campagna d′estate” dell′assessorato alla cultura non ha neppure sfiorato i temi fondamentali di una politica degna di questo nome, che continuano ad essere assenti nel discorso pubblico. Forse anche a causa dell′abituale rassegnazione “collettiva” al destino, oppure a causa della convinzione, anche di buona parte della classe politica, che, alla fin fine, gli argomenti della legalità, dell′ambiente, della sicurezza e della salute della collettività cittadina siano di natura “culturale” e “ideologica” e, non avendo perciò dei risvolti pratici e concreti, siano trascurabili e, comunque, non prioritari. Se ciò è vero, mi sento di affermare che il disinteresse, l′indifferenza dell′opinione pubblica e dei politici nei riguardi di tali problemi non fanno altro che destabilizzare, ancora di più, una situazione già abbastanza compromessa.
Mi si potrebbe, a questo punto, chiedere: “ma tu perché ritorni a tanta noia?” (Dante – Inferno – I, 76). Perché, stando così le cose, sono dell′opinione che è quasi obbligatorio scrivere continuativamente che le questioni legate alla legalità, all′ambiente, alla salute e alla sicurezza dei cittadini sono sostanziali, e non costituisce affatto una inutile perdita di tempo, ma piuttosto diventa un pungolo efficace affinché il governo comunale le affronti con decisione senza abbassare mai la guardia; ed un pungolo anche per i pargheliesi, per i quali le “feste” dell′estate – al di là delle buone intenzioni di chi organizza tali eventi – potrebbero diventare una potente e pericolosa “arma di distrazione di massa”, che   porterebbe di conseguenza a marginalizzare il catalogo, ancora molto lungo, dei problemi mai affrontati e mai risolti.
E, siccome ripetere le cose fa bene e giova, ritengo utile ribadire che le istituzioni pubbliche non possono sottrarsi al proprio ruolo, alle proprie responsabilità e al dovere di salvaguardare e difendere sempre i cosiddetti “beni comuni” – legalità, ambiente, sicurezza e salute dei cittadini – che appartengono, come tali, a tutti e devono essere “[…] governati anche nell′interesse delle generazioni che verranno” (Stefano Rodotà); ed è utile affermare, in proposito, anche che neppure i cittadini possono estraniarsi dai problemi, che emergono nella società di cui sono parte essenziale, perché, così facendo, rinunciano al diritto/dovere di partecipazione alla vita politica, nella dimensione che si declina in proposte e nel controllo dell′azione amministrativa del governo comunale.
“Passa un giorno, passa l′altro…”, e i problemi che l′anno vecchio consegna al nuovo sono sempre lì, sul tavolo delle intenzioni, e sono tanti, complessi e difficili e di fondamentale importanza.
Il mio augurio a Parghelia, per l′anno che sta per arrivare, è che all′orizzonte quantomeno si intravedano prospettive di tempi nuovi e che almeno sia viva e presente la speranza che i cambiamenti e le svolte radicali siano possibili e accadano; ed inoltre che la classe politica sia consapevole di avere il compito e il dovere di garantire che questa speranza non muoia nella vita della comunità pargeliese. Perché senza speranza non vi è visione del futuro e voglia di vivere. Una speranza, però, che non sia lo “stellone” o la fiducia mistica che le svolte e i cambiamenti possano accadere naturalmente e senza un impegno responsabile di tutti. Speranza è esattamente il contrario: è la convinzione, giustificata dai fatti, che il futuro possa essere migliore.

Andrea Locane

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