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“Nessuna lezione di coerenza da Saragò”

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28/08/12. RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO. “Leggendo le continue sortite estive del consigliere comunale Franco Saragò, e notandone la insolita vis polemica ed uno stile stranamente provocatorio, non possiamo fare a meno, come circolo del PD, di offrire ai lettori di Vibonesiamo ed alla gente di Ricadi la nostra modesta analisi, cercando, se possibile, di ricondurre fatti e circostanze ad un minimo di credibile obiettività.

Il Consigliere Saragò, nel rimescolare all’interno del suo minestrone ferragostano fatti e circostanze che nulla hanno a che vedere con le vicende di Legambiente e con la salute del mare ricadese, pensa di pescare nel torbido credendo di parlare a sciocchi smemorati.

Pensa di potere impartire lezioni dall’alto della sua particolare coerenza paesana a geometrie variabili, con parametri adattati di volta in volta alla sua personale storia politica.

Ricordiamo a noi stessi il Saragò candidato a Sindaco dell’Arcobaleno sulla scorta di un accordo DS-Partito Popolare, fiero oppositore del compianto Sindaco Laversa prima e del sindaco facente funzioni Mimmo Laria poi.

Il tutto, dopo essersi candidato otto anni prima con Mimmo Laria, nella lista che rappresentava la continuità dell’Amministrazione Laversa, poi battuta da Mimmo Grande.

Dopo questa prima piroetta, il coerente Saragò rimase per cinque anni con il centrosinistra ricadese, da capogruppo dell’arcobaleno, salvo poi, al termine del quinquennio, allorquando non venne ricandidato a Sindaco, ritornare, per ripicca o forse per vendetta, all’antico “amore”, sostenendo, contro i suoi già antichi alleati, Mimmo Laria nel 2006.

In buona sostanza il capogruppo dell’opposizione uscente divenne il primo grande sponsor del Sindaco ricandidato.

Questo secondo salto della quaglia venne lautamente ricompensato dall’Amministrazione Laria, che proprio in omaggio all’integerrima coerenza del Saragò, gli garantì un posto da consigliere d’Amministrazione del Consorzio della Costa Tirrenica (… a proposito, ma non doveva il consorzio occuparsi di depurazione?).

Finita l’esperienza Laria, nell’ultima tornata elettorale, per completare il proprio personale mosaico, il Saragò candida nella propria lista il Sindaco uscente di cui, in estrema sintesi, negli ultimi venti anni è stato, a fasi alterne, alleato nelle elezioni del 1993 e del 1998 (quando sostenne Laversa), avversario nelle elezioni del 2002, oppositore (capogruppo) dal 2002 al 2006, sponsor e sostenitore dal 2006 al 2012, di nuovo alleato nel 2012.

Dopo aver fatto tutti questi giri di valzer, sentire parlare Franco Saragò, locale primatista del “salto in là”, di coerenza, sentirlo distribuire pagelle sulle amministrazioni del passato, protagoniste a suo dire, dello scempio ambientale che è oggi sotto gli occhi di tutti, dopo averle votate e sostenute (nel 93, nel 98, nel 2006), francamente ci pare troppo.

Sentirlo tirare in ballo le scelte del Gruppo del PD “Ricadi Libera”, pensando di sollevare improbabili contraddizioni, dimentico del proprio ventennale tira e molla, ci pare grottesco.

Oggi Saragò veste i panni dell’integerrimo ambientalista. Venti anni fa vestiva i panni del conservatore e sosteneva quello stesso blocco di potere che nella sola breve parentesi del 2006 ha avversato e combattuto, e che con grande disinvoltura, senza arrossire nè battersi il petto, egli addita come responsabile di tutti i mali del territorio.

Del resto, non sfugge a nessuno che lo stesso Saragò, che ricordiamo candidato capolista sconfitto alle primarie per l’Assemblea Costituente del nostro partito nel 2007, quando, di fronte all’ennesima disfatta, non accettò di vestire i panni del comprimario, fuggiasco e fuoriuscito ha pensato bene di rifarsi una verginità politica utilizzando Legambiente e credendo di vivere in un Paese di smemorati.

Certo, a fronte delle (neanche tanto) recondite motivazioni che lo hanno spinto a fasi alterne di qua e di là, di lustro in lustro, comprendiamo il disorientamento di Saragò per la scelta pubblica e solare dei consiglieri Tripodi, Mirabello e De Carlo, che messi dinanzi alla crisi della maggioranza Ricadi Rinasce hanno scelto di proseguire l’esperienza amministrativa assumendosi sicuramente oneri più che onori. Omnia munda mundi, direbbe il grande Alessandro Manzoni.

Abituato ai passaggi ed ai salti del fosso silenziosi e ben ripagati, oggi non comprende come e perchè altri, una volta tanto, possano scegliere la propria collocazione per spirito di servizio, per disponibilità, per voglia di spendersi per il proprio territorio. Senza quelle “contropartite” che nel passato hanno pilotato le sue scelte.

Se il Saragò è ancora in cerca, bontà sua, delle motivazioni alla base delle scelte del 25 Novembre 2011, potrebbe, una volta tanto, e per la prima volta nella storia del Comune di Ricadi, rileggere gli atti del Consiglio Comunale.

Non è in sostanza necessario tornare nei catoi, di cui egli è stato gran cerimoniere per decenni, ma è sufficiente frequentare con un pò più di attenzione le stanze del pubblico consesso ed acquisire atti e verbali pubblici.

Se poi egli è ancora in preda alla bramosia da campagna elettorale, e la sua mente è ancora ferma alle cocenti e ripetute condanne subite dall’elettorato, sappia che basta aver pazienza, fra quattro anni avrà la tanto sospirata occasione per la rivincita della rivincita, o magari per l’ennesimo “salto in là.”

Nel frattempo, sarebbe opportuno continuare a lavorare alla crescita di questo territorio, ognuno dalla postazione che meglio crede, magari costruendo percorsi politici ed amministrativi credibili, evitando di fare becere propagande qualunquistiche.”

Il circolo PD di Ricadi

 

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