Il bando era stato pubblicato la scorsa primavera e le procedure si sono concluse il 31 ottobre.
Un risultato che mi rende felice e orgoglioso, soprattutto perché il progetto l’ho “ideato”, “scritto” e “realizzato” interamente io, compresa tutta la parte burocratica.
Ci ho messo passione, dedizione, determinazione e una visione ben precisa.
Non è stato semplice.
Oberato (anzi, straoberato!) di impegni lavorativi, personali, sociali e familiari, nel mese di giugno sono andato in ufficio anche la domenica pur di riuscire a compilare e predisporre tutto.
Ero convinto di poter rientrare nel finanziamento: avevo tutti i requisiti, tutti i codici a posto, tutte le ricevute in regola. Finanche l’assicurazione della sede legale per le calamità naturali!
Al centro di questo progetto c’è ciò che c’è sempre stato e continuerà a esserci: la cultura calabrese, e in particolare quella Vibonese.
Il mio obiettivo è sempre stato quello di valorizzare i nostri scrittori e poeti, le nostre storie (anzi: la nostra storia!), le nostre tradizioni, il nostro vernacolo e la nostra identità senza obbligare gli autori all’acquisto di copie ma da editore “puro”, non “a pagamento”.
Una “mission” che porto avanti dal 2008, da quando sono rientrato in Calabria dopo gli studi post universitari: quasi 300 volumi pubblicati e circa 20.000 articoli informativi e promozionali, tra giornali cartacei e testate telematiche.
Ciò che ho proposto attraverso questo progetto è: continuare lungo tale percorso, senza snaturarmi, senza rinnegare quanto fatto finora. Anzi, rivendicandolo con orgoglio: l’obiettivo è semplicemente quello di adoperare questo denaro per portare il mio lavoro a un pubblico sempre più vasto, con maggiore forza, con maggiore “incisività”: crescere, innovare, utilizzare nuovi strumenti digitali e aprirsi a nuovi mercati, ma senza cambiare paradigma e prospettiva, senza perdere le radici, senza dimenticare chi sono, da dove vengo e cosa ho costruito finora.
Continuerò a fare quello che facevo: lavorare per la cultura, per la Calabria, per il Vibonese e per i nostri autori.
Con le mie idee, le mie radici e la mia libertà.
E continuerò a farlo soprattutto nel nome di mia madre e di mio padre.
Più di ieri e meno di domani.
Il meglio deve ancora venire.
Mario Vallone
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