{"id":8241,"date":"2011-11-15T14:56:26","date_gmt":"2011-11-15T14:56:26","guid":{"rendered":"http:\/\/cultura.vibonesiamo.it\/wordpress\/?p=252"},"modified":"2021-03-02T15:33:40","modified_gmt":"2021-03-02T14:33:40","slug":"la-relazione-della-prof-rombola-sul-libro-di-pasquale-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/la-relazione-della-prof-rombola-sul-libro-di-pasquale-de-luca\/","title":{"rendered":"La relazione della prof. Rombol\u00e0 sul libro di Pasquale De Luca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>RELAZIONE SU: \u201cLA TERRA DI FILOMENA\u201d \u2013 ROMANZO DEL PROF. DE LUCA PASQUALE \u2013 BRATTIR\u00d2\u00a0<\/strong><strong>EX SCUOLA MEDIA \u2013 6.11.2011 \u2013 ORE 18.00<\/strong>\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Il romanzo, che mi accingo a presentare<\/span>, gi\u00e0 \u00e8 stato illustrato in altre sedi a <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Tropea\">Tropea<\/a>: nel mese di luglio, presso la Biblioteca Comunale; presso il teatro del porto, in occasione del \u201cPremio nazionale di narrativa\u201d; a settembre a <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Parghelia\">Parghelia<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\u00a0Esso s\u2019intitola <em>\u201cLa terra di Filomena\u201d<\/em>, di cui \u00e8 autore il prof. De Luca Pasquale, molto conosciuto nella nostra zona e altrove, in quanto promotore del Premio Internazionale di Poesia <em>\u201cTropea: Onde Mediterranee\u201d<\/em>, giunto ormai alla nona edizione, e lui stesso \u201cpoeta dell\u2019anima e della natura\u201d o \u201cpoeta contadino\u201d (come \u00e8 stato definito); ne \u00e8 editore il dott. Meligrana Giuseppe, anche lui noto come giovane e audace imprenditore nel nostro ambiente e oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima d\u2019iniziare la presentazione del suddetto libro, \u00e8 doveroso soffermarmi brevemente sullo scrittore e sulla sua attivit\u00e0 letteraria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amico Pasquale De Luca nasce e vive a Tropea, si diploma presso il Liceo Classico e poi si laurea in Lettere Moderne all\u2019Universit\u00e0 Statale di Messina. Insegna materie letterarie in diverse scuole medie, ultima quella di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Rombiolo\">Rombiolo<\/a>, fino al pensionamento, avvenuto nel 2007. Collabora con riviste e giornali, anche a livello nazionale, dove pubblica alcuni racconti. Sue poesie si trovano in alcune antologie e in sue raccolte personali, pubblicate: <em>\u201cTristi le ore \u2013 poesie\u201d<\/em> &#8211; Carello Editore, <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Catanzaro\">Catanzaro<\/a> 1994; <em>\u201cFantasie poetiche \u2013 un pensiero d\u2019amore X amore &#8211; poesie\u201d<\/em> &#8211; Meligrana, Tropea 2007; <em>\u201cIo non capisco\u201d<\/em> &#8211; Meligrana, Tropea 2007. Attualmente dirige la collana \u03c0 (p greca) della Meligrana Editore di Tropea. Viene sempre apprezzato dalla critica di livello e dai lettori. La morte del padre in un tragico incidente ferroviario \u00e8 un evento traumatico, che segna profondamente la vita del nostro autore. Questa perdita \u00e8 evocata nel libro, anche se trasfigurata, sia nell\u2019episodio del grave incidente ferroviario capitato al padre di Filomena, che riesce a salvarsi, in quella circostanza, ma che perde la vita, in seguito, a causa dei bombardamenti americani su <em>\u201cTerra di Sopra\u201d<\/em>, la notte del 5 agosto 1943 (secondo il testo di Pasquale; la sera di quel giorno, secondo il racconto del testimone superstite, Onofrio Rizzo) e sia nelle pagine relative alla morte di Ciccillo, l\u2019amato marito della donna, sempre per un drammatico incidente ferroviario. <em>\u201cIl treno \u00e8 passato sempre nella vita di Filomena\u201d<\/em>\u2013 scrive il nostro scrittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa terra di Filomena\u201d<\/em> \u00e8 il primo romanzo di Pasquale De Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 1\u00b0.<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\">Per quanto riguarda l\u2019aspetto letterario<\/span>, l\u2019opera si pu\u00f2 inserire nella scia del Neorealismo, o meglio, del post- Neorealismo, per cos\u00ec dire, e Pasquale pu\u00f2 essere considerato una specie di suo successore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 2\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Nello stesso tempo<\/span>, essa appartiene al sottogenere del \u201cromanzo storico\u201d, perch\u00e9 ha un\u2019ambientazione storica, anche se la storia, a volte, volutamente, viene deformata dalla inesauribile fantasia del narratore, cos\u00ec come viene trasformata la vita politica, tanto da sembrare, entrambe, non del tutto vere, ma verisimili. Per esempio, le elezioni nazionali per il referendum sulla scelta della forma dello Stato, coincidono con quelle amministrative locali, a Tropea, per l\u2019elezione del sindaco, mentre nella realt\u00e0 sono avvenute in un periodo diverso, posteriore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 3\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Dal punto di vista storico-socio-politico ed economico<\/span>, osservo come nel libro la \u201cmicrostoria\u201d, cio\u00e8 la \u201cstoria locale\u201d di Tropea e del suo hinterland, viene collocata sapientemente nel pi\u00f9 ampio contesto della \u201cmacrostoria\u201d, cio\u00e8 della \u201cgrande storia\u201d, nazionale e internazionale, con un\u2019ambientazione ben definita: nel periodo del secondo conflitto mondiale, delle dittature (fascismo e nazismo) e del problematico secondo dopoguerra, nell\u2019et\u00e0 della ricostruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel romanzo si racconta come questi bui e difficili anni sono vissuti in una piccola citt\u00e0 di provincia del Sud, come Tropea, e nel suo comprensorio. Sono anni di trasformazioni epocali: politiche, economiche e sociali. La storia narrata \u00e8 una storia di duro lavoro, di sacrificio, di lotta per l\u2019esistenza, di dolore, ma anche di grande coraggio, di speranza, d\u2019amicizia e d\u2019amore. \u00c8 una storia umana, personale, ma pure \u201ccorale\u201d, che vede la partecipazione alla vita cittadina di una vasta gamma di personaggi, sull\u2019esempio dei grandi romanzi veristi di G. Verga: <em>\u201cI Malavoglia\u201d<\/em> e <em>\u201cMastro Don Gesualdo\u201d<\/em>. La dimensione corale \u00e8 data anche dal coinvolgimento nella vita agreste degli animali e delle piante, che vivono a contatto con la terra. Il libro \u00e8 avvincente e coinvolgente, tanto da spingere il lettore a leggerlo nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 4\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per quel che concerne il sistema dei personaggi<\/span>, in esso sono presenti figure femminili e maschili. Come dice il titolo dell\u2019opera, protagoniste femminili assolute sono: la <em>\u201cTerra di Sopra\u201d<\/em> e Filomena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragazza ama il suo campo come una creatura e lo cura con un lavoro pesante, senza tregua, zappando, tracciando solchi, piantando, annaffiando, togliendo erbacce e raccogliendo i frutti, che la terra offre generosa, dopo essere stata oltraggiata dalla violenza bellica. In questa continua fatica viene aiutata dal suo innamorato Ciccillo, da <em>\u201c\u2018a muta \u2018a Lena\u201d<\/em> e da altri vicini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl mito\u201d della terra e del tenace lavoro danno un alone di epopea eroica alla storia e mi fanno ricordare un\u2019altra terra famosa nella letteratura\u00a0 e nel cinema americani contemporanei, <em>\u201cTara\u201d<\/em> di Rossella \u201cO Hara\u201d nel famoso libro <em>\u201cVia col vento\u201d<\/em> di Margareth Mitchelle, e nell\u2019ancor pi\u00f9 celebre film, da esso tratto. Filomena stessa richiama alla mia mente Rossella. Infatti, le due donne, anche se profondamente diverse, in realt\u00e0 sono eguali nell\u2019attaccamento fortissimo alla propria terra e per essa sono pronte a qualsiasi cosa: combattere, lavorare da mattina a sera, soffrire, patire la fame, e\u2026 persino, uccidere. Filomena, in un impeto d\u2019ira, mette alle strette lo zio Gioacchino, tagliando di netto con la scure la pergola <em>\u201cdi \u2018i minni \u2018i vacca\u201d<\/em> (dalla caratteristica e saporita uva bianca), piantata da suo padre e rubata dallo zio, e come <em>\u201c\u2019na vipera\u201d<\/em> si scaglia contro il portone della casa, dove lo zio \u00e8 rinchiuso con la moglie per paura della nipote, intenzionata ad ucciderli. Quindi, la ragazza, insieme a Ciccillo, affronta don Rubino, il prete usuraio, <em>\u201cfiglio del demonio\u201d<\/em>, che <em>\u201csucchia il sangue\u201d <\/em>\u00a0alla gente, come riporta lo scrittore, spinta dal desiderio di uccidere pure lui, in un tragicomico scontro. Ma, i cattivi propositi di Filomena, in entrambi i casi, vengono fermati dal portentoso intervento della Madonna di Romania. Cos\u00ec, vedo come la dolce e sensibile ragazza, secondo le circostanze, sa mostrarsi anche aggressiva e determinata, tanto da essere temuta e rispettata nella zona, specie dopo l\u2019episodio di don Rubino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filomena \u00e8 una bella, minuta, semplice ragazza di campagna, una contadina povera, che <em>\u201cs\u2019ammazza di fatica\u201d <\/em>tutto il giorno, provata nel corpo e nell\u2019anima dai bombardamenti sulla sua terra, sulla sua casa, che feriscono le sue gambe e la sua anima. Ma ella trae forza e linfa vitale dalla terra, perch\u00e9 si sente in simbiosi con essa; <em>\u201cFilomena \u00e8 la terra\u201d<\/em> \u2013 scrive, ancora, Pasquale \u2013 ed \u00e8 la terra stessa che le infonde coraggio, che la sprona a lottare per la rinascita del suo campo, dopo l\u2019esperienza tragica della guerra. Battagliera nata, anche se alla fine riesce a far rivivere la sua campagna, sar\u00e0 sconfitta dal destino, a causa della morte improvvisa e prematura del suo amato marito Ciccillo, per un fatale incidente ferroviario, come gi\u00e0 riportato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, mi voglio soffermare su come l\u2019autore vede <em>\u201cTerra di Sopra\u201d<\/em> nel suo primo romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio amico rappresenta questo campo nel pulsare della sua vita campestre, nel ciclico avvicendarsi delle stagioni: nell\u2019esplosione della bellezza della multicolore primavera mediterranea, nella ricchezza della frutta estiva, nei raccolti autunnali, abbondanti di ortaggi e verdure, e, infine, nel riposo invernale, dopo i raccolti di Natale, di: <em>\u201cbroccoli, cavolfiori, cavuli \u2018i truzzu, e cavuli \u2018i verza\u201d.<\/em> Di questa terra Pasquale riporta: voci, colori, rumori. Sullo sfondo la visione dell\u2019azzurro mare di Tropea completa lo stupendo affresco. Egli si sofferma a cogliere altri scorci della \u201cCosta degli Dei\u201d, come Parghelia e <em>\u201c\u2019a Punti \u2018i Zambroni\u201d<\/em>. Parte integrante della campagna sono gli animali, molto amati da Filomena: l\u2019agnellino \u201cCarrabba\u201d, il maialino nero \u201cGru-Gru\u201d, la mucca \u201cBrunina\u201d; quindi, i vitelli, i galli, le galline, gli uccelli, ecc. ecc. ecc. Infine, <em>\u201cTerra di Sopra\u201d<\/em> partecipa delle sensazioni e dei sentimenti di chi vive in essa, in una specie di \u201cpanteismo\u201d classico (dal greco, significa che la natura \u00e8 animata, ha un\u2019anima nascosta). Pasquale, fine e sensibile conoscitore dell\u2019animo umano, ne modula tutte le sfumature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le altre figure femminili, prima tra tutte, emerge la Madonna di Romania, protettrice di Tropea, col suo apparire in un alone di luce, come un \u201cdeus ex machina\u201d (\u201cil marchingegno\u201d usato dal poeta greco Euripide nelle sue tragedie, che scende dall\u2019alto) o facendosi sentire con la sola voce, per risolvere nel migliore dei modi alcuni casi complessi, che sembrano non avere sbocchi. La Madonna \u00e8 presente, gi\u00e0, all\u2019inizio del racconto, quando vengono sganciate su <em>\u201cTerra di Sopra\u201d<\/em> , nelle zone \u201cGurnea\u201d e \u201cMichelizia\u201d, le tredici bombe americane, che colpiscono l\u2019albero dell\u2019arancio, su cui si trovano il padre di Filomena e il nipote Micareu, il cugino di Filomena, che perdono la vita la tragica sera del 5 agosto del 1943, come gi\u00e0 ricordato. \u00c8 allora che il buio della notte viene illuminato da una donna piena di luce, appunto la Madonna, che prende per mano Filomena, ferita dalle schegge delle bombe alle gambe, per portarla in salvo e che, dopo un po\u2019 di cammino insieme, scompare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il manto della Vergine protegge sempre Tropea nelle varie calamit\u00e0, verificatesi nei secoli in <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Calabria\">Calabria<\/a>: nelle epidemie di peste, nei terremoti e nelle guerre, Tropea non ha avuto morti in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la voce della Madonna di Romania a far desistere Filomena dal colpire con l\u2019accetta lo zio Gioacchino con la moglie e a tentare di uccidere don Rubino. \u00a0Ancora, \u00e8 la luce particolare dell\u2019icona della Madonna e il merito del vescovo di Tropea, Sisto Emiliano Capua di Nola, se Filomena riesce a perdonare il pilota americano dell\u2019Oregon, che ha lanciato sulla sua terra le bombe, assassine di suo padre, di suo cugino e che hanno ferito le sue gambe. Infine, \u00e8 sempre la Madonna, che salva la terra, la casa e Filomena, uscita viva dal fuoco per miracolo, quando scoppia il pauroso incendio, dietro la <em>\u201ccasea\u201d<\/em> della contadina Rosaria, verso la fine del romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra figura femminile di primo piano \u00e8 quella della sindachessa di Tropea, Lydia Maria Stefania del Sannio duchessa di Montecelato d\u2019Irpinia, che, all\u2019inizio, un po\u2019 sfocata e vaga nella rappresentazione, <em>\u201cuna donna con lo scialle rosso sulla testa e la sciarpa bianca al collo\u201d<\/em> \u2013 scrive il nostro amico \u2013 via via, va acquistando maggiore rilievo, tanto da sembrare scolpita a \u201ctutto tondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figlia primogenita del duca Corrado, donna intelligente, originale e anticonformista, colta e plurilaureata, \u00e8 aperta al nuovo, di idee repubblicane e di fede mazziniana. Frequenta le migliori Accademie culturali d\u2019Italia, politicamente si mostra favorevole al popolo, alla democrazia, alla libert\u00e0. Riesce a vincere l\u2019avversario politico, nella figura del conte Riccardo del Ponte, conservatore, favorevole alla nobilt\u00e0, alla monarchia e alla guerra, nelle elezioni amministrative per la scelta del sindaco a Tropea, di cui ho gi\u00e0 detto. Queste elezioni sono state le prime a suffragio universale, con la partecipazione delle donne al voto. Dopo la vittoria, dovuta al programma d\u2019innovazione e al suo memorabile discorso nel dibattito politico finale, la duchessa diventa sindaco di Tropea, primo sindaco donna e uno dei pi\u00f9 giovani d\u2019Italia, sempre secondo lo scrittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sindachessa rimane in carica fino al 1960, operando molto nel sociale e cercando di garantire a tutti: lavoro, abitazione e istruzione. Potenzia la scuola elementare, apre asili e istituisce la Scuola Media \u2013 Ginnasio, come all\u2019epoca viene chiamata. Riesce a guadagnarsi l\u2019affetto del popolo, che, alla morte, la piange sinceramente, accorrendo numeroso al suo funerale. Con la sindachessa di Tropea il nostro Pasquale ci regala una figura veramente esistita, attendibile storicamente, anche se trasfigurata dalla sua fantasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro personaggio femminile, realmente esistito, \u00e8 <em>\u201c\u2019a muta \u2018a Lena\u201d<\/em>, l\u2019amica di Filomena, che viene ben caratterizzata. Donna giovane, giunonica, alta, che non ha l\u2019uso della parola, senza il marito e con un figlio, \u00e8 una lavandaia, che aiuta sempre Filomena nei lavori campestri, come gi\u00e0 affermato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due amiche si recano spesso nei paesi vicini a Tropea, a piedi, per viottoli, a fare <em>\u201c\u2019u cangiu\u201d<\/em>, ossia il \u201cbaratto\u201d delle saporite verdure della marina con i prodotti dell\u2019entroterra, come: olio, fagioli, ceci, salumi, formaggi, ecc. ecc. Insieme ai \u201cCarminoti\u201d, Filomena e <em>\u201c\u2019a muta \u2018a Lena\u201d<\/em> vanno a piedi, attraverso scorciatoie<em>,<\/em> per la festa di <em>\u201cSantu Cocimu\u201d<\/em>, in settembre, a Brattir\u00f2, per onorare e ringraziare il Santo per aver guarito Filomena dalle ferite alle gambe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel romanzo ci sono altre figure femminili ben definite, ma che citer\u00f2 brevemente per non allungare eccessivamente il discorso e per non annoiarvi. Tra queste: \u201cMicuccia\u201d, la fornaia, che si fa scrivere una lettera, in dialetto, dall\u2019amica Filomena per \u201cCicciu\u201d, il fidanzato segreto, militare a Modena; la signora Cutumbula, moglie del farmacista, ossessionata dalla magrezza, che presta il suo abito da sposa a Filomena per le nozze con Ciccillo; la signorina Adelina, <em>\u201c\u2019a mammina\u201d<\/em>, cio\u00e8 l\u2019ostetrica, alta, bionda, bella e proveniente dal Nord, che aiuta Filomena a partorire la sua prima bambina, Maria Lucia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a questo universo femminile, formato, a mio avviso, da figure molto incisive e di grande spessore, che rimarranno impresse nella nostra memoria, c\u2019\u00e8 una coralit\u00e0 di personaggi maschili, che emergono via via dalla narrazione e che, ugualmente, difficilmente si potranno dimenticare. Il pi\u00f9 importante, senza dubbio, \u00e8 Ciccillo, il coprotagonista, l\u2019innamorato timido e riservato, poi marito devoto e premuroso di Filomena. Ciccillo \u00e8 un bravo ragazzo, semplice, sincero, gran lavoratore, che d\u00e0 sempre una mano alla sua ragazza nei lavori agricoli, come altrove detto. L\u2019amore tra i due nasce piano piano, consolidandosi sempre pi\u00f9. Il nostro autore ce lo descrive in modo magistrale, dimostrandosi, ancora una volta, conoscitore dei sentimenti umani. Egli, dell\u2019amore tra i due, svela tutte le sfumature, seguendone l\u2019evoluzione dalla nascita, in sordina, fino alla fine prematura e improvvisa di lui, a causa di un grave incidente ferroviario, come gi\u00e0 riferito. Questo sentimento si manifesta, prima, con pudore, reticenza, amicizia, stima e ammirazione l\u2019uno per l\u2019altra, aiuto incondizionato di lui nel campo di lei e dopo, con serate passate insieme, accanto al fuoco nella casa di Filomena a parlare, fino\u2026 alla scoperta dell\u2019amore fisico per entrambi. Poi, questo amore, santificato dal matrimonio, diventando fusione completa di anima e corpo, viene sempre pi\u00f9 cementato dalla condivisione di una scelta di vita, basata sulla concezione del lavoro come dovere primario, specie nel periodo di una guerra disastrosa e di un ancora pi\u00f9 difficile dopoguerra, negli anni della ricostruzione, come altrove riportato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche dopo il matrimonio continuano le particolari attenzioni del marito verso la moglie. Ciccillo offre a Filomena sempre un dono: un bocciolo di rosa, un frutto o una bambola. La descrizione iniziale di questo legame, fatto d\u2019intense emozioni e di profonde sensazioni, ricorda l\u2019atmosfera malinconica di un altro, delicato e pudico sentimento finito male, quello di compare Alfio e Mena,\u00a0 nel gi\u00e0 citato romanzo di Verga: <em>\u201cI Malavoglia\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personaggio fondamentale \u00e8 anche il padre di Filomena, <em>\u201c\u2019u zzu Pascali\u201d<\/em>, <em>\u201c\u2019u Tata\u201d<\/em>, il quale, anche se deceduto, \u00e8 sempre vivo nel ricordo della figlia, a lui pi\u00f9 somigliante e, per questo, <em>\u201csua pupilla\u201d<\/em>, che egli vuole <em>\u201cistruita ed educata\u201d<\/em> (infatti, vince il premio dell\u2019impero per la lingua e il diploma del fascio per il miglior tema sulla storia romana), di cui le altre due sorelle sono invidiose, che il genitore porta sempre con s\u00e9 al mercato la domenica e la sera ascolta le canzoni, cantate da lei, seduta sulle sue gambe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una macchietta umoristica appare la figura di don Rubino, che si arricchisce con denaro sporco, sottratto alla gente bisognosa, la quale ricorre a lui per prestiti, che poi non riesce a pagare a causa degli alti tassi d\u2019interessi, pretesi dal religioso. Don Rubino coltiva aspirazioni puramente materiali, accumulare tanti beni per i suoi familiari: fratelli, sorelle, nipoti. La fantasia di Pasquale De Luca con don Rubino ha creato una figura veramente \u201cazzeccata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli altri \u00a0personaggi maschili, non riesco a dimenticare il colonnello dei carabinieri in pensione, Leone Tagliaferro, uomo intransigente e rispettoso delle regole, che combatte la criminalit\u00e0 e non ha paura di nessuno. Con una vita infelice, in quanto vedovo di una giovane moglie e con quattro figli, cattura il brigante Peppe Mindolo, che, in realt\u00e0, \u00e8 un povero e sventurato ragazzo, orfano e senza lavoro fisso, bistrattato dalla vita. Entrambi sono uomini <em>\u201cd\u2019anuri\u201d<\/em>, che muoiono suicidi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, non posso tralasciare di menzionare un\u2019altra grande figura, il sacerdote don Carmine Ortese (veramente il suo cognome \u00e8 Cortese, ma il nostro narratore preferisce scriverlo senza la \u201cC\u201d per puro vezzo letterario). Questo degno sacerdote non \u00e8 nuovo nel panorama narrativo letterario locale, basti pensare allo scrupoloso lavoro su di lui di un altro mio caro amico, il prof. Pugliese Antonio, preside in pensione, che ha gi\u00e0 pubblicato, e presentato, il libro: <em>\u201cDiari di guerra\u201d<\/em> dell\u2019amato uomo di chiesa. Don Carmine \u00e8 il prete soldato, che combatte al fronte e che viene internato in un campo di concentramento tedesco. Egli, pi\u00f9 di ogni altro, ha patito il dramma della guerra, di cui nella sua opera denuncia la crudelt\u00e0 e la sofferenza, sopportate dai combattenti. Nelle sue omelie predica sempre: la concordia, la tolleranza, il perdono e l\u2019amore, per cui \u00e8 amato dai fedeli, che lo ascoltano con attenzione e con grande affetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli altri, diversi e pur sempre interessanti personaggi maschili, nell\u2019ambito della narrazione, mi soffermer\u00f2 fugacemente su qualcuno, sempre per il tempo a disposizione e per non stancare la vostra attenzione. Citer\u00f2: don Bernardo Donelli, il ricco mercante emiliano, stabilitosi con la famiglia a Tropea e che lavora con le \u201cbagnarote\u201d nelle campagne della cittadina, tra le quali quella di Filomena; <em>\u201cmastru Pascali Cannali\u201d<\/em>, il miglior muratore della zona, bravissimo ad aggiustare i buchi nelle tegole delle case, che ha un particolare segreto per assicurarsi sempre il lavoro; Angelo Lanza, <em>\u201c\u2019u ciucciaru\u201d<\/em>, che ha perso una gamba, combattendo in Grecia, e che racconta a tutti la sua triste storia, anche a Filomena, la quale rievoca pure la sua; don Fef\u00e8, <em>\u201c\u2019u giornalista\u201d<\/em> amico e portavoce della sindachessa; Matteo <em>\u201c\u2019u vandiaturi d\u2019u pisci\u201d<\/em> e di <em>\u201c\u2018i \u2018gnuri\u201d<\/em>, che parteggia per l\u2019avversario politico della donna; <em>\u201c\u2019u zzu Virgoli\u201d<\/em>, <em>\u201c\u2019u smatraturi\u201d<\/em> dei maiali, che opera il maialino nero di Filomena nelle parti intime e, infine, il furbo Peppi La Vina, il ladro dell\u2019acqua nella terra della donna, che anima una \u201cgustosa\u201d, simpatica scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ultima analisi, sono onnipresenti alle cerimonie e alle varie manifestazioni le autorit\u00e0, religiose, civili e militari: i vescovi, i prelati, i preti, i canonici, il podest\u00e0, i carabinieri, il capitano dei soldati, Negroponte e il gi\u00e0 colonnello dei carabinieri, Tagliaferro, il federale Manuele, gli ultimi dei quali sempre pronti a risolvere casi controversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 5\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Passando all\u2019aspetto folkloristico<\/span>, noto nel libro alcune pagine, dedicate alla descrizione di feste religiose o di eventi particolari, dove spesso il sacro si mescola al profano, e la fede, pur sentita e sincera, si unisce a credenze popolari, ai limiti della superstizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le feste religiose, la pi\u00f9 sentita \u00e8 quella della Madonna di Romania, che presenta un caratteristico rituale e una colorita scenografia, consolidati negli anni; poi, quella della Madonna del Carmine e quella della Vergine di Portosalvo, considerate \u201cle tre sorelle\u201d dai fedeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un evento folkloristico viene offerto dal matrimonio di Filomena e Ciccillo, con le campane che suonano a festa, il tenore che canta con voce robusta, il colonnello Tagliaferro, che accompagna la sposa all\u2019altare, perch\u00e9 orfana di padre, e che, dopo, spara con la pistola, in alto, in onore degli sposi. Quindi, la scena si sposta a <em>\u201cTerra di Sopra\u201d<\/em> per il banchetto sull\u2019aia, dove due tavole apparecchiate aspettano gli invitati. La festa \u00e8 semplice e povera, ma allegra. Finito il pranzo nuziale, tutti ballano e cantano felici, al suono di una fisarmonica, fino al sorgere della luna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora il folklore \u00e8 presente nell\u2019evento che vede il Duce passare in treno da Tropea (avvenimento storico), dove si radunano tutti in camicia nera, il podest\u00e0 avanti, seguito dalla banda di <em>\u201cmastru Nuzzu\u201d<\/em> (caratteristico personaggio del periodo), da Manuele, il federale, dagli scolari vestiti da Balilla e da Filomena, vestita da \u201cfiglia della lupa\u201d. Sempre bene in vista \u00e8 la simbologia fascista:\u00a0 libro, moschetto, gagliardetto e fez, mentre nell\u2019aria echeggiano i versi di : \u201cGiovinezza, giovinezza\u201d, la canzone emblema del fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, \u00e8 folkloristica la scena della raccolta delle patate novelle nella campagna di Filomena da parte delle donne di Bagnara, <em>\u201crotte al lavoro e alla fatica\u201d<\/em>, che sfoggiano caratteristici costumi, al comando di uno sbraitante commerciante Donelli, su cui ho gi\u00e0 detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, \u00e8 folkloristica la descrizione della fiera dell\u2019Annunziata, ripresa dopo quattro anni d\u2019interruzione per la guerra, piena di gente e di animali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 6\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Nel romanzo non manca neppure l\u2019aspetto umoristico<\/span>, che traspare da diversi episodi, tra cui: quello degli zii, tappati in casa per non essere vittime della nipote adirata; quello di don Rubino che, allo stesso modo, ha paura di un\u2019insolita, molto determinata Filomena; quello di Peppi La Vina, dove pure la seria e riservata ragazza scoppia a ridere e, infine, quello delle <em>\u201cOrbareiji\u201d<\/em>, le quattro cattive sorelle, con cui Filomena e <em>\u201c\u2019a muta a Lena\u201d<\/em> si azzuffano e si prendono per i capelli, per aver rubato, le quattro donne, i salumi, ricavati dal maialino nero della protagonista del romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 7\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Riguardo all\u2019aspetto formale<\/span>, prima di tutto, nel libro mi sembra interessante l\u2019espediente d\u2019inserire, all\u2019inizio e alla fine del racconto, la figura della madre dello scrittore: \u00e8 lei che ricorda la storia narrata, sempre in forma romanzata, in una specie di \u201cflashback\u201d, cio\u00e8 un ritorno indietro, nel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista prettamente linguistico, fermo restando che si tratta di un buon lavoro, nell\u2019opera colpisce l\u2019ottima padronanza della lingua italiana da parte dello scrittore, accanto all\u2019altrettanto ottima conoscenza del dialetto tropeano. Pertanto, il mio amico Pasquale, vicino a parole e frasi o periodi in italiano, spesso colloca accanto: motti, proverbi e modi di dire, sempre in gergo dialettale. Mirabile risulta l\u2019uso di queste espressioni linguistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quel che concerne la struttura espressiva, a mio parere, il romanzo \u00e8 post-moderno ed evidenzia uno stile personale, proprio dello scrittore. In particolare, mi colpisce l\u2019uso di un discorso, puntellato da diverse frasi brevi, concise, martellanti, a volte spezzate, con puntini sospensivi, punti esclamativi e interrogativi, specie nei dialoghi, nelle scene concitate e drammatiche (come, ancora una volta, quella degli zii, quella di don Rubino o, infine, quelle delle morti del padre e di Ciccillo). Le suddette frasi concludono gli episodi citati e, nel contempo, esprimono l\u2019emozione, che gli eventi stessi suscitano nello scrittore, inducendolo a una profonda meditazione. In ci\u00f2, Pasquale De Luca si rivela veramente scrittore contemporaneo. Inoltre, constato come nel libro viene adoperata la tecnica espressiva del \u201cdiscorso indiretto libero\u201d, per cui i personaggi parlano cos\u00ec come pensano. Questa tecnica ha grandi modelli in letteratura, quali Flaubert e G. Verga, nei loro rispettivi, celeberrimi, romanzi: <em>\u201cMadame Bovary\u201d<\/em> del primo; <em>\u201cI Malavoglia\u201d<\/em> e <em>\u201cMastro don Gesualdo\u201d<\/em> del secondo. Inoltre, nel testo di Pasquale sono presenti diverse frasi nominali, cio\u00e8 senza verbo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, dimostra come egli provenga dal mondo della poesia, l\u2019uso di figure retoriche, proprie del testo poetico, quali: una specie di \u201canafora\u201d, cio\u00e8 la ripetizione di una o pi\u00f9 parole o d\u2019intere frasi, a breve o brevissima distanza; il \u201cclimax\u201d, di tipo \u201cascendente\u201d, per esprimere un crescendo di sensazioni o di fenomeni; e \u201cl\u2019onomatopea\u201d, molto usata da Giovanni Pascoli, specie nella sua raccolta <em>\u201cMyricae\u201d<\/em>, che riproduce le voci della natura o il linguaggio degli animali o il rumore di determinati oggetti. Cos\u00ec, la narrazione riporta: il suono delle campane del duomo di Tropea: Dooonnn! Dooonnn!; il grugnito del maialino nero \u201cGru-Gru\u201d: Gruuummm! Gruuummm!; il muggito della mucca Brunina: Muuummm! Muuummm!; il rumore del treno: Puuummm! Puuummm!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Punto 8\u00b0. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Concludo<\/span>, ora il mio intervento, invitando tutti voi, qui presenti, a leggere il primo romanzo del mio caro amico, prof. De Luca Pasquale, perch\u00e9, certamente, non rimarrete delusi. Mi rivolgo, specialmente, ai giovani, con l\u2019augurio che si abituino alla buona lettura, per arricchirsi, interiormente, migliorare e scoprire quei valori basilari, che, oggi, nell\u2019era della globalizzazione e dell\u2019avanzatissima tecnologia, sembrano decaduti. Si tratta dei valori veri, non di quelli falsi, che la societ\u00e0 consumistica ed omologata propone ogni giorno ai ragazzi. I valori, cui mi riferisco, sono quelli legati alla scoperta della campagna, delle proprie radici, degli affetti semplici e sinceri, che durano nella vita; dei sentimenti pi\u00f9 profondi, come: l\u2019amicizia, la solidariet\u00e0, il senso di appartenenza, la tolleranza, l\u2019amore e il perdono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio tutti di avermi ascoltata con attenzione e di essere, stasera, qui per omaggiare il nostro scrittore, l\u2019amico Pasquale De Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buona lettura, a tutti!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"center\">Elisabetta Rombol\u00e0 (Bettina)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0RELAZIONE SU: \u201cLA TERRA DI FILOMENA\u201d \u2013 ROMANZO DEL PROF. 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