{"id":58174,"date":"2026-10-14T09:34:00","date_gmt":"2026-10-14T07:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/?p=58174"},"modified":"2026-10-14T09:34:00","modified_gmt":"2026-10-14T07:34:00","slug":"intervista-a-teofilo-ruffa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/intervista-a-teofilo-ruffa\/","title":{"rendered":"Intervista a Teofilo Ruffa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-57676\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tero-2-giugno-per-web-205x300.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tero-2-giugno-per-web-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tero-2-giugno-per-web-768x1127.jpg 768w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tero-2-giugno-per-web-1047x1536.jpg 1047w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tero-2-giugno-per-web-1396x2048.jpg 1396w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tero-2-giugno-per-web-scaled.jpg 1745w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/>Intervista al caro amico, nonch\u00e9 autore della mia casa editrice, Teofilo Ruffa, autore, di recente, del libro &#8220;Giugno 1946. La nascita della Repubblica&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Teofilo Ruffa, perch\u00e9 hai scelto di raccontare proprio il giugno del 1946 e perch\u00e9, secondo te, quelle poche settimane meritano ancora oggi di essere studiate cosi attentamente? <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 in quel giugno, ad appena un anno dalla Liberazione, l\u2019Italia si trov\u00f2 sull\u2019orlo di una nuova guerra civile, uno scontro armato tra monarchici da un lato e fautori della repubblica dall\u2019altro. Mi \u00e8 parso di una qualche utilit\u00e0, a ottanta anni di distanza, ripercorrere lo svolgimento di quelle giornate e\u2026 nottate; ricostruire come si arriv\u00f2 a scelte non semplici, in un\u2019Italia sconfitta, distrutta, affamata e lacerata, controllata da una Commissione militare voluta e guidata dai vincitori della\u00a0 Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non essendo uno storico, ho cercato di farlo con una narrazione da cronista, partendo da documenti non inediti, ma sconosciuti al grande pubblico: i verbali delle riunioni del Consiglio dei ministri, i Rapporti del Nunzio Apostolico in Italia alla Segreteria di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il modello narrativo, mi sono ispirato a una fortunata e seguitissima trasmissione radiofonica degli anni sessanta\/settanta del secolo scorso: \u201cTutto il calcio minuto per minuto\u201d: seguiva lo svolgersi delle partite di seria A\u00a0 con collegamenti in diretta da tutti gli stadi che garantivano un racconto immediato, in tempo reale, dello svolgersi degli eventi e suscitavano una straordinaria partecipazione emotiva da parte degli ascoltatori. Non per caso come sottotitolo della pubblicazione ti ho proposto \u201cgiorno per giorno, ora per ora\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invoco il perdono di Sandro Ciotti, Enrico Ameri e dei loro colleghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nel libro emerge una vera e propria corsa contro il tempo: De Gasperi va ripetutamente al Quirinale, il Consiglio dei ministri si riunisce pi\u00f9 volte, il Re consulta giuristi e consiglieri. Quanto fu vicina una nuova crisi istituzionale?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corsa contro il tempo era data da una necessit\u00e0 oggettiva: non\u00a0 lasciare\u00a0 troppo a lungo il Paese in attesa dell\u2019esito di una consultazione popolare cos\u00ec importante che aveva visto un\u2019affluenza alle urne del novanta per cento (89,98) delle italiane, che votavano per la prima volta, e degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era data dalla legge, approvata dal Governo De Gasperi, promulgata da Umberto II quando era Luogotenente\u00a0 del Regno, non ancora Re, legge che, proprio per ridurre i tempi di attesa, stabiliva che la Cassazione <strong>prima<\/strong> dovesse proclamare i risultati e <strong>dopo<\/strong> esaminare contestazioni e ricorsi. Nasce da questa scelta la <em>\u2018proclamazione provvisoria\u2019.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato che colpisce \u00e8 che la \u2018<em>proclamazione<\/em> <em>provvisoria<\/em>\u2019 colse\u00a0 tutti di sorpresa e impreparati: il Governo, che l\u2019aveva voluta nella legge;\u00a0 il Re, che quella legge aveva promulgato.\u00a0 La crisi istituzionale vi fu, anche se, grazie a De Gasperi e a Umberto II, alla fine, non produsse effetti disastrosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lo scontro\/confronto tra De Gasperi e Umberto II \u00e8 uno dei fili conduttori del libro. Come descrivi i due protagonisti in quei giorni?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De Gasperi, determinato e forte. Umberto, incerto e titubante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De Gasperi, uomo determinato di suo, era forte del sostegno degli Alleati, in particolare degli Stati Uniti. Era forte all\u2019interno del suo partito, la Democrazia Cristiana, dove aveva sconfitto ed emarginato l\u2019area che faceva riferimento a Dossetti, che prese atto della sconfitta, dimettendosi dalla Direzione del partito e accusando De Gasperi, in una lettera datata 28 febbraio 1946, di aver fatto tutto da solo. \u201cIo, scriveva Dossetti, come del resto altri membri formalmente pi\u00f9 qualificati della Direzione, siamo stati costantemente estromessi da tutte le decisioni di maggior rilievo, di ogni possibilit\u00e0 di influsso sulla politica del Partito, siamo stati soprattutto impediti di fare almeno in qualche occasione prevalere sul metodo della manovra governativa e del patteggiamento di gabinetto, il metodo dell\u2019azione organica del partito\u201d. De Gasperi era forte anche per il sostegno di Pio XII e della Segreteria di Stato, retta da Mons. Montini, il futuro Papa Paolo VI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Umberto II fu incerto e titubante. Non era tagliato per fare il mestiere di Re: non era stato educato a regnare. Il padre, Vittorio Emanuele III, lo aveva sempre escluso dagli Affari di Stato, gli aveva sempre imposto la propria volont\u00e0 anche quando, dopo l\u20198 settembre 1943, lo obblig\u00f2 a seguirlo nella fuga verso Sud. Diventato Luogotenente e poi Re (si pu\u00f2 parlare di <em>\u201cgrazia<\/em> <em>di<\/em> <em>stato\u201d? <\/em>si dimostr\u00f2 accorto e abile politicamente: adott\u00f2 una linea di apertura e collaborazione con le forze antifasciste, nomin\u00f2 un nuovo Ministro della Real Casa, il calabrese con simpatie socialiste, Falcone Lucifero. All\u2019esito del referendum, gi\u00e0 il 5 giugno, era pronto a lasciare l\u2019Italia, e due giorni dopo, il 7 giugno, and\u00f2 dal Papa in visita di commiato. Dopo l\u2019ordinanza della Cassazione del 10 giugno, risultati provvisori, si irrigid\u00ec. Ma dopo la decisione del Governo del 13 giugno di affidare a De Gasperi anche le funzioni di Capo dello Stato, oper\u00f2 una scelta di saggezza: non diede ascolto ai suoi\u00a0 Consiglieri che gli proponevano lo scontro, anche armato, con il Governo, e si avvi\u00f2 verso l\u2019esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il 10 giugno la Cassazione proclama i risultati provvisori; il 18 giugno arrivano quelli definitivi. Perch\u00e9 questa distinzione \u00e8 fondamentale per comprendere ci\u00f2 che accadde tra Governo e Corona?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 fondamentale perch\u00e9 la proclamazione provvisoria innesc\u00f2 un corto circuito e rappresenta un caso classico di <em>eterogenesi<\/em> <em>dei<\/em> <em>fini<\/em>, cio\u00e8 quella situazione che si verifica quando una scelta produce esiti diversi\/opposti a quelli che si volevano ottenere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proclamazione provvisoria, \u00e8 bene ripeterlo, era stata prevista dalla legge allo scopo di ridurre il pi\u00f9 possibile i tempi di attesa per l\u2019esito del referendum: non aveva conseguenze giuridiche, doveva solo assolvere a una funzione informativa certificata. Gli effetti giuridici, conferma della monarchia o avvento della repubblica, erano riservati alla proclamazione definitiva che si poteva avere solo al termine dei 15 giorni concessi dalla legge alla Corte di Cassazione per l\u2019esame dei ricorsi e delle contestazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intenzione dei legislatori era lodevole, ma alla prova dei fatti, si rivel\u00f2 portatrice di guai: pensata come misura di buon senso si rivel\u00f2 elemento scatenante dello scontro Governo\/Corona e delle tensioni all\u2019interno del Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dopo aver esaminato documenti, testimonianze e interpretazioni diverse, qual \u00e8 la tua conclusione sulla cosiddetta \u201cleggenda dei brogli\u201d?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che si tratta, appunto, di una leggenda. Sulla questione, nel mio lavoro riporto solo studi, ricerche e considerazioni di esponenti monarchici dichiarati: Luigi Barzini jr, amico personale di Umberto II, tanto amico che il Re trascorse a casa Barzini l\u2019ultima serata italiana; lo storico Aldo A. Mola, che alla vicenda del referendum ha dedicato un ponderoso volume con prefazione di Sua Altezza Reale, Principessa Maria Gabriella di Savoia; Edgardo Sogno, Consigliere della Corona; Enzo Selvaggi, Consigliere della Corona e Segretario della formazione monarchica Partito Democratico Italiano; Giuseppe Pagano, Presidente di quella Corte di Cassazione che proclam\u00f2 i risultati del referendum. Tutti negano che ci siano stati dei brogli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nel libro compaiono moltissime testimonianze e documenti, alcuni dei quali consentono di ricostruire perfino gli orari degli incontri. C\u2019\u00e9 stato un documento che durante la ricerca ti ha particolarmente sorpreso?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno su tutti: il verbale della riunione del Consiglio dei ministri della notte tra il 12 e il 13 giugno, quando il Consiglio confer\u00ec a De Gasperi anche i poteri di Capo provvisorio dello Stato. Quel verbale riporta l\u2019intervento di De Gasperi e la sua convinzione che si dovesse attendere ancora prima di operare quella scelta. De Gasperi, mia sintesi estrema,\u00a0 sostenne: il Governo ha in mano tutte le leve del comando, eccetto la promulgazione delle leggi\u2026 Abbiamo il dominio della situazione che ci permette di poter dire una parola agli organi dello Stato e di rivolgere un appello alla pacificazione\u2026 La provvisoriet\u00e0 della proclamazione dei risultati pu\u00f2 consentire obiezioni sulla legalit\u00e0 dell\u2019attribuzione dei poteri di Capo dello Stato al Presidente del Consiglio. E ci\u00f2 potrebbe avvenire anche in campo internazionale\u2026 Si pu\u00f2 spiegare che la monarchia \u00e8 fuorilegge, ma non si pu\u00f2 dimostrare l\u2019esistenza della repubblica. Dopo aver fatto tanto lavoro per arrivare a questo risultato, <strong>\u201cl\u2019assumere i poteri di Capo dello Stato pu\u00f2 essere considerato un gesto poco ponderato\u201d.<\/strong>\u00a0 Riflettiamo bene, rinviamo ogni decisione di qualche giorno: non c\u2019\u00e8 solo una questione giuridica, ma anche un problema politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un De Gasperi lucidissimo: convinto della forza del suo Governo, ma attento anche alla\u00a0 situazione del Re, alla posizione degli Alleati, determinato a non esasperare una situazione di tensione gi\u00e0 alta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non riusc\u00ec a convincere i suoi ministri e il Consiglio deliber\u00f2 di attribuirgli anche i poteri\u00a0 (<em>in realt\u00e0 la legge usava il termine funzioni)<\/em> di Capo provvisorio dello Stato, pur in assenza della proclamazione definitiva dei risultati del referendum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Perch\u00e8 un lettore del 2026 dovrebbe\u00a0 leggere oggi un libro dedicato al Giugno del 1946?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei risponderti con una battuta: per constatare di che tempra erano fatti i protagonisti politici e istituzionali di quell\u2019epoca. In verit\u00e0, sono convinto che, al di l\u00e0 della retorica degli anniversari, quel periodo della nostra storia sia\u00a0 oggi poco conosciuto, soprattutto dai pi\u00f9 giovani, e c\u2019\u00e8 ancora chi vaneggia sui brogli di Romita, sulle tresche di Togliatti. Non mi illudo che il mio lavoro riesca a colmare questa lacuna; lo considero solo un contributo, uno stimolo ad approfondire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Se potessi incontrare uno solo dei protagonisti di quelle giornate &#8211; De Gasperi, Umberto II, Romita, Nenni, Togliatti, o uno dei magistrati della Cassazione &#8211; quale sceglieresti e quale domanda gli rivolgeresti.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerata la mia militanza nelle file del Partito Comunista, Italiano, forse ti aspetti una risposta secca: Togliatti. E invece no. Sceglierei Umberto II. E gli chiederei perch\u00e9, dopo l\u20198 settembre 1943, pur non essendo convinto della scelta, sub\u00ec, senza resistere, la volont\u00e0 del genitore accettando di seguirlo nella fuga verso Pescara e Brindisi. Che Umberto avrebbe preferito rimanere nella Capitale, \u00e8 confermato da numerose testimonianze, compresa quella del suo Aiutante di campo di quel periodo, il Generale\u00a0 Giovanni Gamerra. Avrebbe voluto, ma non riusc\u00ec ad imporsi, restare a Roma per difendere sia la citt\u00e0 che l\u2019onore di Casa Savoia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli chiederei anche, cedendo al pettegolezzo,\u00a0 del suo rapporto con Milly,\u00a0 cantante e donna fatale negli anni da lui trascorsi a Torino; la stampa dell\u2019epoca la indicava come sua amante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dopo aver studiato cos\u00ec a fondo quelle giornate, c\u2019\u00e8 un protagonista che hai rivalutato rispetto all\u2019immagine che ne avevi prima di iniziare la ricerca?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Romita, scoppiettante e un po\u2019 manesco Ministro dell\u2019interno. Lo avevo considerato un po\u2019 una \u2018<em>macchietta<\/em>\u2019; invece, fu un abile e corretto uomo di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>E c\u2019\u00e8 invece un episodio del giugno 1946 che ancora oggi continua a lasciarti con qualche interrogativo?\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. Mi piacerebbe sapere chi, nel tardo pomeriggio del 9 giugno ispir\u00f2 la telefonata di Francesco Cosentino, Segretario Generale della Camera, al Presidente della\u00a0 Cassazione, Pagano, con la quale informava che il Re aveva deciso di partire verso l\u2019esilio alle ore 15,00 del giorno seguente e che, pertanto, bisognava, quasi un ordine, anticipare al mattino l\u2019adunanza della Corte, quella dei risultati provvisori, prevista per le ore 18.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Veniamo a <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Drapia\">Drapia<\/a> e frazioni.\u00a0 Come andarono le votazioni? <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi inviti a nozze. Sai bene che quando si tratta di Drapia mi lascio andare e mi abbandono a un profluvio di parole: cercher\u00f2 di contenermi. Partiamo delle votazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel giugno gli aventi diritto al voto nel Comune di Drapia erano 2085 (<em>fonte<\/em>: <em>Archivio<\/em> <em>elettorale<\/em> <em>Ministero<\/em> <em>dell\u2019Interno<\/em>). Se consideriamo che all\u2019epoca si poteva votare al ventunesimo anno di et\u00e0,\u00a0 possiamo tranquillamente sostenere che nel\u00a0 giugno 1946 solo gli ultraventenni del Comune erano pi\u00f9 di tutti i residenti attuali, che al maggio scorso risultavano essere 2022. Ma bando ai raffronti, vengo alla tua domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Comune di Drapia nel giugno 1946 gli aventi diritto al voto,\u00a0\u00a0 erano 2085.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R<em>eferendum,<\/em><\/strong> votanti\u00a0 1808, 86,71 per cento degli aventi diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monarchia, 1442 voti, 85, 27 per cento; Repubblica 249 voti, pari al 14,73 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Costituente, <\/em><\/strong><em>votanti\u00a0 1808, 86,71 <\/em>per cento degli aventi diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo partito fu la DC con 1.166 voti, 70, 71 per cento; seguita da L\u2019uomo Qualunque con 244 voti, 14,80 per cento. Netta sconfitta dei partiti di sinistra: Il Partito socialista conquist\u00f2 59 voti, 3,58 per cento; il Partito Comunista 23 voti, 1,39 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto dei voti and\u00f2 agli altri\u00a0 otto partiti\u00a0 o movimenti che avevano presentato lista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualche aneddoto\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel giugno io avevo cinque anni, non ho molti ricordi. Ma mi \u00e8 rimasta impressa una vicenda che coinvolgeva mia nonna materna e un mio amico e compagno di giochi con il quale ancora adesso ci incontriamo ogni estate e, immancabilmente, rievochiamo, tra risate e rimpianti, la gara canora che lo oppose a mia nonna materna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mio amico, passando sotto la finestra di mia nonna, che abitava sul Corso ed era riconosciuta come democristiana convinta &#8211; il marito di una sua sorella, Pasquale Meligrana (<em>panaru), <\/em>era il segretario della locale sezione della D.C. &#8211; intonava il ritornello, che ricorda aveva appreso da suo padre, \u201c<em>se non \u00e8 oggi, sar\u00e0 domani, e tutti i pr\u00e8viti ca\u2019 zappa \u2018e mani\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mia nonna, che si sentiva punta nell\u2019orgoglio e, forse, anche beffeggiata, ribatteva canticchiando anche lei, \u201c<em>avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa ti ruppi l\u2019ossa\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo duello canoro and\u00f2 avanti per giorni tra risate e sberleffi degli astanti. Ridevo anch\u2019io sotto lo sguardo severo di mia nonna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Drapia in quel periodo c\u2019era uno sparuto gruppo, tre\/cinque persone, animato da Pasquale Mazzitelli, <em>(cannaveu) <\/em>che faceva riferimento al PCI. Ricordo un manifesto, di colore giallo paglierino, affisso sui muri della chiesa parrocchiale, fatto di solo testo, senza alcuna immagine, solo una grande \u201cfalce e martello\u201d in alto a sinistra. Non sapevo ancora leggere, non avevo idea di che messaggio quel manifesto volesse trasmettere, e perch\u00e9 fosse stato affisso sui muri della chiesa. Il fatto che non ci fossero foto o figure mi incuriosiva. Quando andai a lavorare al Gruppo parlamentare comunista della Camera dei deputati, 1972, la curiosit\u00e0 non si era ancora sop\u00ecta: andai a vedere se di quel manifesto esisteva traccia presso l\u2019archivio della Sezione Stampa e Propaganda della Direzione nazionale del partito: ne trovai copia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo era: Il Partito Comunista non \u00e8 ateo. Seguivano tre piccoli paragrafi di motivazione, scanditi uno per uno. Primo: perch\u00e9 non pone l\u2019ateismo come condizione di iscrizione al partito; secondo: perch\u00e9 la maggioranza dei suoi iscritti \u00e8 di fede cattolica e praticante; terzo: perch\u00e9 condanna ogni forma di intolleranza religiosa e anticlericale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buona sintesi, ma\u00a0 ancora mi domando: che efficacia poteva avere un manifesto tutto testo in una realt\u00e0 come come quella della Drapia del 1946, dove l\u2019analfabetismo non era un dato minoritario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che aria si respirava a Drapia in quel periodo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1946, 11 marzo,\u00a0 a Drapia e frazioni si vot\u00f2 per eleggere il Consiglio Comunale, venti componenti. All\u2019epoca non si\u00a0 presentavano liste comunali:\u00a0 ogni frazione eleggeva i propri rappresentanti. Ma in quella elezione, e solo in quella, Drapia e Gasponi vennero accorpate. Il sistema che ogni frazione eleggesse i propri rappresentanti, senza liste comunali, \u00e8 stato in vigore fino alla legge che ha introdotto l\u2019elezione diretta dei Sindaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 maggio, il Consiglio comunale (7 consiglieri Brattir\u00f2. 7 Drapia\/Gasponi, 6 Caria),\u00a0 elesse il primo sindaco di Drapia dell\u2019Italia liberata: Francesco Vita, di Caria, che era stato negli anni precedenti Vicepresidente del Comitato \u201cLibera Italia\u201d, una organizzazione antifascista, fondata e presieduta da Giuseppe Saccomanno, ufficiale postale di Brattir\u00f2 che anche lui ambiva alla carica ma, non avendola ottenuta, non partecip\u00f2 alla votazione. Vita fu eletto da una maggioranza formata dai consiglieri di Caria e di Drapia\/Gasponi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma io quegli eventi non li ho vissuti. Ricordo solo che, in una bella giornata di primavera, i ragazzi pi\u00f9 grandi, quelli che andavano gi\u00e0 a scuola, erano radunati assieme alla maestra sulla piazzetta del Municipio e che io e altri miei compagnucci che ancora a scuola non andavamo, ci accodammo e a un certo punto ci unimmo a un applauso senza capire, almeno io, il perch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni dopo, uno dei consiglieri comunali di Drapia eletto in quelle elezioni, Amedeo Belvedere, \u201c<em>mastr\u2019amedeu\u201d,<\/em> mi chiar\u00ec che Drapia festeggiava l\u2019elezione a consigliere comunale di 5 drapioti sui sette spettanti alla circoscrizione Drapia\/Gasponi, e, soprattutto, festeggiava di essersi liberata della presenza, durata pi\u00f9 di un decennio, del Podest\u00e0, il farmacista drapioto, Teofilo Ruffa, accusato dagli antifascisti di angherie nei confronti delle frazioni, di favoritismi, di prepotenze, e di nefandezze varie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 da notare che il farmacista era riuscito (potenza delle alte protezioni romane che gli assicurava uno zio, Generale dell\u2019esercito), anche a regime fascista caduto, a farsi nominare Commissario del Comune di Drapia dopo\u00a0 averlo governato, e per dieci anni, come Podest\u00e0. Questa situazione suscit\u00f2 le ire del Comitato \u201cLibera Italia\u201d che si rivolse al Prefetto di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Catanzaro\">Catanzaro<\/a> per invocare la sostituzione del farmacista \u201crampollo del passato regime di nefasta memoria, le cui angherie spudoratamente fasciste non sono pi\u00f9 tollerabili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma degli eventi\u00a0 di quel periodo, per ragioni anagrafiche, non ho memoria diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conservo il ricordo del racconto di due miei prozii di parte materna, il gi\u00e0 citato Pasquale Meligrana <em>(panaru) <\/em>Consigliere Comunale e Matteo Pungitore <em>(pettinatu)<\/em> che nel marzo del 1950 venne eletto Sindaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi volesse saperne di pi\u00f9, fin nel dettaglio, non pu\u00f2 prescindere dalla mirabile, e documentatissima, ricostruzione che\u00a0 di quel periodo offre tuo padre in \u201cBrattir\u00f2 e la sua storia\u201d, uno straordinario, bellissimo volume da te edito una quindicina di anni fa, quando la tua casa editrice si chiamava \u201cThoth editore\u201d.<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sul libro al seguente link: <a href=\"https:\/\/www.mariovallone.it\/prodotto\/giugno-1946-la-nascita-della-repubblica-di-teofilo-ruffa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vai alla scheda<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per acquistare il volume avete diverse possibilit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Coloro che risiedono nel circondario di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Tropea\">Tropea<\/a>-Capo Vaticano possono recarsi presso la mia sede, a San Nicol\u00f2, in Via Vaisette (accanto bar Shaker).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Coloro che vivono fuori, compresi residenti in area UE, possono adoperare il mio sito, completando l&#8217;ordine alla seguente pagina: <a href=\"https:\/\/www.mariovallone.it\/prodotto\/giugno-1946-la-nascita-della-repubblica-di-teofilo-ruffa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vai alla scheda<\/strong>.<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il libro, ovviamente, \u00e8 disponibile anche su una miriade di store online tra cui Amazon:<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/B0GPSPPRBY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Teo su Amazon (cliccate sulla &#8220;dicitura &#8220;nuovo&#8221; nel box a destra della copertina)<\/strong><strong>.<\/strong><\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Potete anche recarvi in una libreria nel territorio italiano e fornire titolo e nome autore o editore, oppure il seguente codice: 9791281652316. In quest&#8217;ultimo caso disponibilit\u00e0 e reperibilit\u00e0 dipende molto da fornitore delle singole librerie, ma se libraio \u00e8 esperto sa bene come fare per farvelo avere.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Altro metodo, riservato soprattutto a coloro che non hanno dimestichezza con acquisti online \u00e8 contattare direttamente il sottoscritto tramite email, telefono, whatsapp, messenger (nel banner in basso a destra vi sono tutti i miei contatti).<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">MarioVallone<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-57334\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Teo-referendum-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"701\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Teo-referendum-scaled.jpg 1825w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Teo-referendum-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Teo-referendum-768x1077.jpg 768w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Teo-referendum-1095x1536.jpg 1095w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Teo-referendum-1460x2048.jpg 1460w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al caro amico, nonch\u00e9 autore della mia casa editrice, Teofilo Ruffa, autore, di recente, del libro &#8220;Giugno 1946. 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