{"id":47815,"date":"2020-05-02T11:06:07","date_gmt":"2020-05-02T09:06:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/?p=47815"},"modified":"2020-05-02T11:06:07","modified_gmt":"2020-05-02T09:06:07","slug":"linsostenibile-pesantezza-dellorgoglio-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/linsostenibile-pesantezza-dellorgoglio-calabrese\/","title":{"rendered":"L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_47768\" aria-describedby=\"caption-attachment-47768\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-47768\" src=\"http:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nicola-rombol\u00e0-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nicola-rombol\u00e0-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nicola-rombol\u00e0-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nicola-rombol\u00e0-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nicola-rombol\u00e0-120x120.jpg 120w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/nicola-rombol\u00e0.jpg 466w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47768\" class=\"wp-caption-text\">Nicola Rombol\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Siamo tutti vermi, ma io credo d\u2019essere un verme splendente, una lucciola&#8221; <\/em>(Wiston Churchill)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Io sono solo un <\/em>vermo<em> della terra<\/em>\u201d (Natuzza Evolo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Si devono pur sopportare dei bruchi se si vogliono vede<\/em>re<em> delle farfalle<\/em>&#8221; (Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exup\u00e9ry)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Coloro che non hanno radici e sono cosmopoliti, si aviano alla morte della passine e dell&#8217;umano,: per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria a cui l\u2019immagine e il cuore tornano sempre di nuovo, e che l\u2019opera di scienza o di poesia riplasma in voce universale<\/em>&#8221; (Ernesto De Martino, Appuntamento &#8211; Premessa ad Albino Pierro, 1967)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo orgogliosi che in queste ore il nome della <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Calabria\">Calabria<\/a> sia legato a Luigi Camporota, il medico di origini catanzaresi che ha in cura il premier britannico Boris Johnson. Ne siamo fortemente orgogliosi perch\u00e9 \u00e8 questa Calabria operosa, delle intelligenze e delle professioni, che finalmente deve poter venire a galla come esempio positivo di una regione che merita un futuro migliore. Un medico calabrese, figlio del nostro sistema universitario, un luminare della ventilazione polmonare che con la sua alta professionalit\u00e0 rappresenta un fiore nel deserto di questo Covid-19, dal quale la Calabria deve poter rinascere\u201d(Jole Santelli, presidente della <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Regione+Calabria\">Regione Calabria<\/a>, 10 aprile)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n&#8220;<em>Siamo tutti vermi, ma io credo d\u2019essere un verme splendente, una lucciola&#8221;<\/em> (Wiston Churchill)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Io sono solo un <\/em>vermo<em> della terra<\/em>\u201d (Natuzza Evolo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Si devono pur sopportare dei bruchi se si vogliono vede<\/em>re<em> delle farfalle<\/em>&#8221; (Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exup\u00e9ry)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Coloro che non hanno radici e sono cosmopoliti, si aviano alla morte della passine e dell&#8217;umano,: per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria a cui l\u2019immagine e il cuore tornano sempre di nuovo, e che l\u2019opera di scienza o di poesia riplasma in voce universale<\/em>&#8221; (Ernesto De Martino, Appuntamento &#8211; Premessa ad Albino Pierro, 1967)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Excusatio non petita accusatio manifesta<\/em>. L\u2019ostentazione dell\u2019orgoglio calabro \u00e8 un\u2019accusa manifesta del complesso di inferiorit\u00e0. La Governatrice della Regione Jole Santelli annuncia sui media <em>urbi et orbi<\/em>, i prodigi del medico, di origini calabrese, Luigi Camporota che si \u00e8 preso cura del premier d\u2019acciaio inglese Boris Johnson (degno erede della lady di ferro Margaret Thatcher). Il suddito di sua maest\u00e0 Elisabetta II improvvisamente scopre di essere semplicemente di carne e ossa, dopo aver sbandierato l\u2019immunit\u00e0 di gregge. Anche lui vittima sacrificale dell\u2019orgoglio english.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, il coro delle \u201cmagnifiche sorti\u201dche decanta la specie <em>Sapiens Kalabris <\/em>pu\u00f2 guardarsi nello specchio della celebrit\u00e0 e vivere l\u2019illusione di mondarsi di tutti i peccati. L\u2019autoprofezia si autoavvera: autoconvinti di essere brutti sporchi e cattivi, si sbandiera l\u2019eroe, il mito, il salvatore dell\u2019orgoglio patriota perch\u00e9 ha in cura, pensate un po\u2019, sir Boris Johnson, colui che ha compiuto per l\u2019umanit\u00e0 opere misericordiose e miracoli. Ma a tutti quei medici, infermieri e personale sanitario calabresi, che in silenzio curano i poveri cristi, a loro niente fama. Solo con i potenti sono degni della gloria del Cielo. E qui in Calabria chi ci cura? Trascurati, oscurati, rassegnati, calpestati e predestinati alla <em>dannatio<\/em> <em>memoriae<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riscattarsi ed essere considerato qualcuno \u00e8 necessario emigrare, estirpare le proprie radici, vivere la condizione esistenziale della diaspora. Questo il vecchio e nuovo testamento predicato dalla Santelli e dai tanti epigoni in coro che cantano il Gloria al Padre (dossologia minore) e il Gloria a Dio (dossologia maggiore). \u00a0La propaganda \u00e8 sempre pronta ad iniettare il suo potente anestetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La passione di Cristo e il Calvario i calabresi sono costretti a patirli ormai da decenni se non secoli, perch\u00e9 la Calabria \u00e8 diventata una eterna emergenza, visti i protagonisti delle nostre istituzioni a cui i calabresi \u201cilluminati\u201d dallo Spirito Santo hanno affidato la loro sorte. Il complesso di inferiorit\u00e0 porta e ha portato molta gente calabra ad essere asservita, a omaggiare e a prostrarsi al potere (non ha importanza chi lo esercita e come, se sia con il timbro della legalit\u00e0 o senza). Il padrone \u00e8 entrato nelle viscere di questa terra: nelle parole, nei pensieri, nelle coscienze, nel DNA, nell\u2019inconscio, felici di essere trattati da servi e da utili idioti. Democrazia non rima con libert\u00e0, con verit\u00e0, con responsabilit\u00e0, con impegno, con riflessione e con civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo hanno testimoniato in particolare scrittori non calabresi ma che hanno osservato la Calabria e i calabresi con uno sguardo capace di penetrare fino in fondo alla loro pelle, come Giuseppe Berto e Pier Paolo Pasolini. Lo scrittore veneto, autore de \u201cIl male oscuro\u201d e di tanti altri romanzi importanti, nei suoi molteplici articoli e reportage dalla e sulla Calabria (avendo eletto Capo Vaticano come sua patria spirituale fino alla fine dei suoi giorni, a partire dagli anni \u201850), ha descritto con acutezza psicologica il fenomeno del complesso di inferiorit\u00e0 che marchia a lettere di fuoco i calabresi. Lo spiega in questi passaggi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl guaio pi\u00f9 grosso \u00e8 che il calabrese \u00e8 mosso da un <strong>irrefrenabile stimolo di autodistruzione che, per quanto riguarda l\u2019ecologia, ha le sue radici in un senso di inferiorit\u00e0 collettiva<\/strong>. I calabresi sono i primi a non credere alla bellezza e all\u2019altezza della loro civilt\u00e0, che \u00e8 una civilt\u00e0 contadina. Per essi la civilt\u00e0 contadina \u00e8 simbolo di miseria, di scarso cibo e di molte malattie, di disprezzo,vero o supposto, da parte di altre popolazioni economicamente e tecnicamente pi\u00f9 progredite\u201d (<em>E\u2019 inutile<\/em>, 1973 e <em>Rimpianto di una civilt\u00e0<\/em>, 1974).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cV\u2019\u00e8 una forte componente psicologica nella rabbiosa rottura col passato: <strong>il passato \u00e8 miseria,<\/strong> <strong>senso di inferiorit\u00e0 rispetto al Nord industrializzato, quindi bisogna rivoltarglisi contro, cancellarlo<\/strong>\u201d (<em>Rimpianto di una civilt\u00e0<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, queste parole scritte nel 1964, <em>Vacanze in Calabria<\/em>, sono ancora pi\u00f9 corrosive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>E\u2019 inimmaginabile il complesso d\u2019inferiorit\u00e0 che hanno i calabresi<\/strong>: cercano di camuffarsi in tutti i modi da settentrionali, ma lo fanno con totale imperizia, e in realt\u00e0 non si capisce come mai, allora, non comincino a tagliarsi i baffi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasolini ha avuto un rapporto sofferto con la Calabria e i calabresi, dettato dal suo amore per i linguaggi periferici, per le tradizioni popolari, per i diseredati e soprattutto per il richiamo al millenario mondo della civilt\u00e0 contadina. Non a caso (visto che ci ritroviamo in tempi di passione), nel suo capolavoro cinematografico, \u201cIl vangelo secondo Matteo\u201d, ha fatto recitare come attori persone del popolo tra cui calabresi e alcune scene del film sono state girate in Calabria. Con queste parole fa un ritratto spietato che vale pi\u00f9 di tanti studi di carattere sociale, antropologico e psicologico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Calabria \u00e8 stata sempre periferica, e quindi oltre che bestialmente sfruttata, anche abbandonata. Da questa vicenda storica millenaria non pu\u00f2 che risultare una popolazione molto complessa, o, per dir meglio, con linguaggio tecnico, complessata. <strong>Un millenario complesso di inferiorit\u00e0, una millenaria angoscia pesa sulle anime dei calabresi, ossessionate dalla necessit\u00e0, dall\u2019abbandono, dalla miseri<\/strong>a. Nel popolo questi complessi psicologici di carattere storico, possono dare, nei casi estremi, i risultati pi\u00f9 opposti: la pi\u00f9 grande bont\u00e0\u00a0 &#8211; una bont\u00e0 quasi angelica \u2013 e una furia disperata e sanguinaria (la cronaca purtroppo ne parla ogni giorno). Una popolazione esteriormente umile, depressa, internamente drammatica. (<em>Le belle bandiere, dialoghi 1960 \u2013 1965<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo giudizio segue il suo lungo reportage \u201c<em>Le lunghe strade di sabbia<\/em>\u201d del 1959, pubblicato dalla rivista \u201cSuccesso\u201d diretta da Arturo Tofanelli, realizzato dopo aver attraversato a bordo di una fiat millecento la costa italiana fino al Sud. L\u2019intervento sulla Calabria, con il suo stile eretico, provocatorio, trasgressivo, anticonformista, che \u00e8 caratteristico nei suoi <em>Scritti corsari<\/em>, aveva scatenato delle reazioni risentite in particolare dal sindaco di Cutro Vincenzo Mancuso, per aver definito gli abitanti \u201cbanditi\u201d. Anche in quell\u2019occasione \u00e8 venuto fuori l\u2019orgoglio calabro sia da parte del sindaco che dell\u2019ufficiale sanitario originario di Paola Pasquale Nicolini. Nella replica alla lettera di quest\u2019ultimo (1 ottobre 1959) si cita questo passo per comprendere lo spirito dialettico di Pasolini:<br \/>\n\u201cGentile dottor Nicolini, devo dirle anzitutto: i banditi mi sono molto simpatici, ho sempre tenuto, fin da bambino, per i banditi contro i poliziotti e i benpensanti. Quindi, da parte mia, non c\u2019era la minima intenzione di offendere i calabresi e Cutro. Comunque, non so tirare pietosi veli sulla realt\u00e0: e anche se i banditi li avessi odiati, non avrei potuto fare a meno di dire che Cutro \u00e8 una zona pericolosa, ancora in parte fuori legge: tanto \u00e8 vero che i calabresi stessi, della zona, consigliano di non passare per quelle famose \u201cdune giallastre\u201d durante la notte. Quanto alla miseria, non vedo perch\u00e9 ci sia da vergognarsene: non \u00e8 colpa vostra se siete poveri, ma dei governi che si sono succeduti da secoli, fino a questo compreso\u201d (si riferiva al Governo Segni). Pasolini continua la sua analisi e focalizza lo sguardo sulla natura antropologica \u00a0dei calabresi: \u201cQuesti sono dati della vostra realt\u00e0: se poi volete fare come gli struzzi, affar vostro. Ma io ve ne sconsiglio. Non \u00e8 con la retorica che si progredisce. Tutto questo lo dico a lei, perch\u00e9 mi sembra una persona veramente buona e simpatica, come i due che ho raccolto per la strada di Cutro, e che infine mi hanno salutato con \u201cumanistica gentilezza\u201d. (\u2026.) <strong>Mi dispiace dell\u2019equivoco: non si tiene mai abbastanza conto del vostro \u201ccomplesso di inferiorit\u00e0\u201d, della vostra psicologia patologica (adesso non si offenda un\u2019altra volta!), della vostra collettiva angesi, o mania di persecuzione<\/strong>. Tutto ci\u00f2 \u00e8 storicamente e socialmente giustificato. E io non vi consiglierei di cercare consolazioni in un passato idealizzato e definitivamente remoto: l\u2019unico modo per consolarsi \u00e8 lottare, e per lottare bisogna guardare in faccia la realt\u00e0. Mostri pure questa lettera ai suoi amici, la renda pubblica, magari la faccia anche stampare sui giornali che hanno polemizzato contro di me. Sono certo che sar\u00f2 capito. Le ripeto: lei \u00e8 persona degna di ogni rispetto e anche affetto, e, come tale, cordialmente la saluto, suo devotissimo Pier Paolo Pasolini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, tutto cambia affinch\u00e9 tutto rimanga come prima, per parafrasare il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: questi taglienti giudizi ereditano la preveggenza della sacerdotessa del tempio di Apollo Cassandra: hanno letto in profondit\u00e0 il destino della Calabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi nel 1964 Pasolini ritorna a parlare della Calabria, anno dell\u2019uscita de\u201cIl vangelo secondo Matteo\u201d e con lucidit\u00e0 profetica cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn Calabria \u00e8 stato commesso il pi\u00f9 grave dei delitti, di cui non risponder\u00e0 mai nessuno: \u00e8 stata uccisa la speranza pura, quella un po\u2019 anarchica e infantile, di chi vivendo prima della storia, ha ancora tutta la storia davanti a s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(In merito, oltre al volume \u201cLa lunga strada di sabbia\u201d edito da Guanda, anche la ricostruzione sullo scambio epistolare tra P.P.Pasolini e l\u2019ufficiale sanitario di Paola Pasquale Nicolini sul \u201cQuotidiano della Calabria\u201d del 23 luglio 2012, da parte di Roberto Losso che a sua volta ha suscitato una serie di commenti di scrittori, studiosi e giornalisti sul rapporto travagliato dello scrittore poeta e regista e la Calabria).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ritornare ai molteplici, surreali e variopinti complessi di inferiorit\u00e0 che si sono replicati come il coronavirus, in questa post modernit\u00e0 della post verit\u00e0 si traducono nelle grottesche caricature che vediamo in scena, mentre le attuali mascherine, in fondo, non solo altro che una inverosimile emulazione delle invisibili maschere che si indossavano abitualmente (Pirandello <em>docet<\/em>). In Calabria il grottesco e l\u2019assurdo supera ogni fervida immaginazione fino al punto di suscitare il disgusto oltre al ridicolo, come il baciamano a sua maest\u00e0 Silvio Berlusconi, da parte del suddito sindaco di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Soriano\">Soriano<\/a> Calabro Vincenzo Bartone. Questo gesto obbrobrioso e oltraggioso per un uomo delle istituzioni, ha reso manifesto un comportamento diffuso verso i padroni, i padrini e i predoni che hanno fatto di questa terra un ricettacolo di oscenit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Calabresi, figli di un dio minore, senza colpa n\u00e9 redenzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nemo propheta in patria<\/em>: l&#8217;espressione evangelica \u00e8 quanto mai appropriata. Non ci interroghiamo sul perch\u00e9 il dottore Luigi Camporota sia stato costretto ad emigrare, dopo aver fatto gli studi universitari in Calabria, per poter svolgere la sua professione con dignit\u00e0 e onore. Facciamo finta di non sapere come mai la sanit\u00e0 in Calabria \u00e8 disastrata elevando accorate preci verso gli d\u00e8i per allontanare ogni malattia, perch\u00e9 altrimenti saremo costretti ad emigrare, come tantissimi fanno, nei viaggi della \u201cdisperanza\u201d. Non ci chiediamo perch\u00e9 il cittadino calabrese non abbia la stessa dignit\u00e0 di un altro cittadino, che si chiami Boris Jonson o Silvio Berlusconi \u00a0o Nicola Zingaretti o Matteo Salvini o Giuseppe Conte, o coloro che hanno la fortuna di vivere al centro-nord. Ed evitiamo di riflettere sul perch\u00e9, tra la plebe, un povero contadino venga umiliato quando si presenta in qualsiasi ufficio o negli ospedali e non ha la stessa cura e attenzione riservata agli istrioni al potere. Eppure senza il suo onesto e laborioso lavoro vorremmo capire come queste eccelse eminenze possano cibarsi e respirare. Ma \u201cqua si campa d\u2019aria\u201d cantava Otello Profazio, \u00a0e quante lacrime si versano per i casi della vita (<em>sunt lacrimae rerum<\/em>, Virgilio, Eneide). Abbiamo fatto dell\u2019ingiustizia, della discriminazione sociale, dei privilegi, del disagio, della corruzione delle virt\u00f9, dei pregi, e ne celebriamo le lodi. Come al solito ci dobbiamo affidare ai Santi affinch\u00e9 ci proteggano, mentre per il Covid 19 fiduciosi ci affidiamo alle scelte miracolose della Santelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Ma le egregie e illustri autorit\u00e0 istituzionali che ostentano l\u2019appartenenza alla stirpe calabra, come spiegano questa orgogliosa rivendicazione di fronte\u00a0 alle condizioni disumane, incivili e ignobili in cui versano i nostri ospedali, i nostri ambulatori e tante famiglie che nel silenzio soffrono lesi nella loro dignit\u00e0 ogni giorno, perch\u00e9 gli vengono estirpati i sacrosanti diritti sanciti nella Costituzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa insopportabile retorica dell\u2019orgoglio calabrese sa di pane super ammuffito, sa di spazzatura maleodorante, sa di inganno senza tregua, sa di menzogna spacciata per verit\u00e0, sa di oltraggio all\u2019intelligenza, sa di irridente e canzonatoria predica. E ci rivela che, chi nasce in questa terra \u201csenza colpa e senza redenzione\u201d come osservava Carlo Levi in \u201cCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d, \u00e8 predestinato a sradicarsi, a vivere in esilio. Come figli di un dio minore i calabresi onesti e liberi che decidono con coraggio di restare in Calabria sono condannati a subire continue offese, mentre gli altri ad assuefarsi ai meccanismi nefasti perpetrati da coloro che sono scelti o meglio, prescelti in base alle loro eccelse facolt\u00e0 di fedelt\u00e0 ai conquistadores. D&#8217;altronde, se la maggior parte del popolo sovrano si riconosce e si rispecchia in questi personaggi, come dimostrano gli esiti elettorali, le attese non potevano essere disattese. Le immagini e i contenuti che sono venuti fuori dalla trasmissione di Rai 3 Report (luned\u00ec 30 marzo) sui nostri angeli custodi che dovrebbero tutelare le comunit\u00e0 delle Calabrie in questa emergenza, ci rivelano le prodezze comunicative e le scandalose \u201cirresponsabilit\u00e0\u201distituzionali. Avete visto come quel signore, dotato di super poteri, messo a capo della Protezione civile, sorridesse compiaciuto alle domande del giornalista mentre riconosceva di non sapere cosa fossero i ventilatori polmonari. A sua volta la presidente Santelli con uno sguardo tra il surreale e il disincantato replicava che in Calabria \u00a0esisteva solo un superman che poteva salvarci: Domenico Pallaria, diventato un vero enigma amletico per i molteplici incarichi ad interim conferiti o confermati dai presidenti Giuseppe Scopelliti, Mario Oliverio e, tanto per cambiare, Jole Santelli. Senza citare le inchieste per le quali \u00e8 indagato e per i suoi mille tentacoli che gli hanno consentito, da dirigente illegittimo, di diventare intoccabile. Come \u00e8 beata la \u201cbeata ebetudine\u201d in questa terra! Il Cavaliere errante non ha rivali nel selezionare le sue dame di corte e i calabresi ad inchinarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dulcis in fundo,<\/em> il capitano leghista Matteo Salvini, non poteva smentirsi in tema di orgoglio patriottico, con il suo coro intonato. Osannato e omaggiato da quei terroni trattati, fino a qualche tempo addietro, come reietti al pari degli extracomunitari, dopo aver costruito il suo consenso sull\u2019odio verso i poveri cristi e i disperati, adesso esalta gli emigrati italici e si sente orgoglioso del medico calabrese,\u00a0<strong>Luigi Camporota<\/strong> (che maestro sofista e sofisticato!):\u00a0&#8220;Siamo orgogliosi dei nostri professionisti che si fanno onore davanti al mondo: complimenti al medico calabrese Luigi Camporota che sta curando Boris Johnson. \u00c8 anche questo il bello dell\u2019Italia e della <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Calabria+nel+mondo\">Calabria nel mondo<\/a>. I nostri cervelli, le nostre capacit\u00e0, il nostro lavoro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ironia della sorte, ci ha pensato un invisibile microbo a oltrepassare tutti i muri e a farsi ospitare nelle accoglienti dimore di tanti settentrionali che poi hanno contagiato tutto il resto del bel corpo dell\u2019Italia disteso nelle feconde acque del Mediterraneo, ma infestate dagli invisibili nemici che viaggiano sui barconi, pronti ad usurpare le ricche e roride goccioline che fioriscono dalle caste labbra della musa Talia. E immaginate, cari lettori, se questo extracomunitario, che si camuffa come Covid 19, si fosse diffuso dalle coste calabre o da quelle sicule, quali reazioni si sarebbero scatenate verso i terroni meridionali, spregevoli untori della sanit\u00e0 e purezza nordica!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Populus gaudet tradere fasces turpi<\/em><\/strong> : <strong>\u201cIl popolo gode nell\u2019affidare il potere al turpe\u201d <\/strong>(Seneca, <em>Phaedra<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 inarrestabile il degrado politico-culturale. Ferisce profondamente la dignit\u00e0 \u00a0di tante persone che ogni giorno si sacrificano per illuminare le coscienze e l\u2019intelligenza. Ma il complesso di inferiorit\u00e0 si diffonde al pari del coronavirus. Come aveva prefigurato Giuseppe Berto del 1972, \u201cla conoscenza dell\u2019alfabeto se non diventa cultura d\u00e0 forza all\u2019ignoranza e la disponibilit\u00e0 di mezzi rende pi\u00f9 potente il disonesto, il furbo\u201d (<em>La ricchezza della povert\u00e0<\/em>). Da attento osservatore dell\u2019antropologia calabra (in quegli stessi anni Pasolini identificava nel Paese il virus della mutazione antropologica e del genocidio culturale), Berto aveva compreso che questo retaggio stava provocando dei danni irreversibili nel suo dna sociale e culturale. E il potere ha trovato il suo habitat ideale nelle prolifiche e operose mani dell\u2019imbecillit\u00e0.\u00a0 Ai tempi in cui il popolo aveva messo in croce Ges\u00f9, il pagano Seneca (nella sua <em>Phaedra<\/em>) affermava che \u201cIl popolo gode nell\u2019affidare il potere al turpe\u201d (<em>Populus gaudet tradere fasces turpi<\/em>). I tempi non sono cambiati e i segni li possiamo toccare con mano in particolare dall&#8217;inizio del secondo millennio, da quando il declino politico e culturale celebra la sua apoteosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora per uscire dalla mediocrit\u00e0 ascoltiamo Einstein:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Centinaia di volte al giorno, ricordo a me stesso che la mia vita interiore ed esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto e tuttora ricevo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In virt\u00f9 di questa consapevolezza e riconoscenza con cui ragionava Albert Einstein, ne \u201cIl mondo come lo vedo io\u201d (1934) si impone una riflessione approfondita da altre domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quali sacrifici e fatiche di altri uomini possiamo e dobbiamo commisurare il destino di una terra come la Calabria? Con quale tensione, visione, passione o compassione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono tanti gli interrogativi che scaturiscono osservando la geografia umana e la fattura antropologica dei calabresi. Interpretando gli oracoli lasciati in eredit\u00e0, nel segreto delle urne, i fatti ci raccontano che in questi 50 anni di storia, da quando sono state istituite le regioni, le ferite, i tradimenti, le pieghe e le piaghe inferte dai calabresi alla propria terra, sono state pi\u00f9 profonde delle scosse telluriche scaturite nei secoli e di quelle che si lascer\u00e0 dietro questa pandemia. \u201cQuando tra imbecilli e i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo \u00e8 alle porte\u201d, aveva ammonito Leonardo Sciascia ne \u201cLa Sicilia come metafora\u201d (1989). Nei palazzi e sugli scranni sempre i soliti personaggi, protagonisti degli scempi inferti al territorio, al paesaggio, alla cultura, ma soprattutto alla dignit\u00e0 delle persone libere, responsabili, laboriose e oneste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 il pi\u00f9 grande male che affligge la Calabria \u00e8 la degenerazione antropologica dei calabresi: quei retaggi del feudalesimo che portano i vassalli, i sudditi, a inchinarsi, a prostituirsi e prostrarsi di fronte ai potenti di turno, ai nuovi e vecchi dominatori. Tutto questo si traduce nella mancanza di una vera cultura democratica e civile, nell\u2019assenza dei valori etici e di sentimenti estetici ed eretici, capaci di indignarsi e ribellarsi; per cui non esiste la coscienza dei diritti, non si genera la luce della <em>parresia<\/em>, ma l\u2019oscurantismo omertoso e criminoso dei privilegi, dei favori, o delle elemosine che i \u201cbenefattori\u201d ogni tanto concedono ai loro \u201cclientes\u201de ai miserandi postulanti. Una moltitudine di calabresi \u00e8 come se vivesse ancora nel Medioevo: il Rinascimento e l\u2019Illuminismo per loro non sono mai esistiti. Impera il sonno della ragione che ha generato fenomeni come il sindaco di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Soriano+Calabro\">Soriano Calabro<\/a> Vincenzo Bartone.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Nicola Rombol\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese &#8220;Siamo tutti vermi, ma io credo d\u2019essere un verme splendente, una lucciola&#8221; (Wiston Churchill) \u201cIo sono solo un vermo della terra\u201d (Natuzza Evolo) &#8220;Si devono pur&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":47768,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[152],"tags":[24],"class_list":["post-47815","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-limbadi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese &quot;Siamo tutti vermi, ma io credo d\u2019essere un verme splendente, una lucciola&quot; (Wiston Churchill) \u201cIo sono\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/linsostenibile-pesantezza-dellorgoglio-calabrese\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"L\u2019insostenibile pesantezza dell\u2019orgoglio calabrese &quot;Siamo tutti vermi, ma io credo d\u2019essere un verme splendente, una lucciola&quot; (Wiston Churchill) \u201cIo sono\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/linsostenibile-pesantezza-dellorgoglio-calabrese\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Vibonesiamo.it BLOG - 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