{"id":13490,"date":"2012-11-20T13:46:17","date_gmt":"2012-11-20T13:46:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/?p=13490"},"modified":"2024-01-20T11:04:56","modified_gmt":"2024-01-20T10:04:56","slug":"interventi-alla-presentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/interventi-alla-presentazione\/","title":{"rendered":"Gli interventi durante la presentazione del libro di Francesco Pugliese"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_12995\" aria-describedby=\"caption-attachment-12995\" style=\"width: 174px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/copertina-libro1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-12995 \" title=\"copertina libro\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/copertina-libro1-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/copertina-libro1-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/copertina-libro1-744x1024.jpg 744w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/copertina-libro1.jpg 1890w\" sizes=\"auto, (max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-12995\" class=\"wp-caption-text\">La copertina del libro<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">LO SCORSO 10 NOVEMBRE LA NOSTRA AGENZIA THOTH HA PRESENTATO A CARIA, PRESSO IL SALONE DELLA SCUOLA ELEMENTARE, IL LIBRO DI FRANCESCO PUGLIESE &#8220;FIGLI DEL SUO ORATORIO&#8221;. LA NOSTRA AMICA E COLLABORATRICE ANNALISA FUSCA HA REGISTRATO GLI INTERVENTI E LI HA, PAZIENTEMENTE, &#8220;SBOBINATI&#8221; (GRAZIE ANNALISA!). VE LI PROPONIAMO QUI DI SEGUITO, SENZA GLI INTERMEZZI TRA UN INTERVENTO E L&#8217;ALTRO DEL MODERATORE MARIO VALLONE E SENZA IL DIBATTITO PUBBLICO CONCLUSIVO. ESSENDO STATI FATTI A BRACCIO LA MAGGIOR PARTE DEGLI INTERVENTI, A TRATTI POSSONO RISULTARE NON SCORREVOLI. TUTTAVIA, IL SENSO DELLE PAROLE DI CIASCUN &#8220;ORATORE&#8221; VIENE FUORI IN MODO ELOQUENTE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RICORDIAMO, INOLTRE, CHE E&#8217; POSSIBILE ACQUISTARE IL LIBRO: PRESSO L&#8217;EDICOLA DI CARIA; L&#8217;EDICOLA DI BRATTIRO&#8217;, OPPURE RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE ALLA THOTH.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BUONA LETTURA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"text-align: justify;\">Mario Vallone:<\/strong><span style=\"text-align: justify;\">\u00a0Do il benvenuto a tutti. Siete tanti. Siamo veramente contenti. Grazie a nome mio, di Francesco, della Thoth, che ha organizzato questo appuntamento. Prima di addentrarci all\u2019interno della presentazione, mi sento in dovere di ringraziare l\u2019istituto scolastico di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Tropea\">Tropea<\/a> e l\u2019amministrazione comunale di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Drapia\">Drapia<\/a> che ci hanno concesso l\u2019uso di questa struttura. Invito in tal senso un rappresentate dell\u2019amministrazione comunale, il sindaco, per un breve saluto.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_13568\" aria-describedby=\"caption-attachment-13568\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/560795_538524522842507_243908577_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13568\" title=\"560795_538524522842507_243908577_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/560795_538524522842507_243908577_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/560795_538524522842507_243908577_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/560795_538524522842507_243908577_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13568\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Porcelli Sindaco di Drapia<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Porcelli:<\/strong> Buona sera a tutti. Grazie a chi ha voluto organizzare questa serata. Noi non abbiamo fatto niente come amministrazione, perch\u00e9 quello che c\u2019\u00e8 \u00e8 di tutti, non c\u2019entra l\u2019amministrazione. Era sicuramente un atto dovuto essere presente e presenziare alla presentazione di un libro che ancora una volta Francesco Pugliese sta dando a questa comunit\u00e0. La volont\u00e0 di far conoscere e di far apprezzare quelli che sono i personaggi e le storie positive di questo territorio, che \u00e8 sicuramente importante per Francesco. Io comunque mi sento figlio di quell\u2019oratorio. Ricordo perfettamente suor Rosetta, il suo carisma, il suo modo di camminare, il suo modo di parlare. Un grazie ancora voglio darlo a don Antonio e alle mamme di questa comunit\u00e0. Alle mamme che stanno continuando l\u2019oratorio. Ritengo che sia importante quello che stanno facendo. Le mamme sicuramente sottraggono il loro tempo per tutti noi \u00a0per dedicarsi ai nostri ragazzi \u00a0portando avanti un \u00a0 cammino certamente \u00a0importante \u00a0e che non deve essere abbandonato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_13567\" aria-describedby=\"caption-attachment-13567\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/550931_538524409509185_894855209_n1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13567\" title=\"550931_538524409509185_894855209_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/550931_538524409509185_894855209_n1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/550931_538524409509185_894855209_n1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/550931_538524409509185_894855209_n1.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13567\" class=\"wp-caption-text\">Mario Vallone &#8211; Giornalista e responsabile del settore Editoria della Thoth<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MarioVallone<\/strong>. La Thoth \u00e8 divenuta una casa editrice a tutti gli effetti. Nel mese di settembre abbiamo pubblicato un libro di poesie scritto dalla nostra Annalisa Fusca, tra l\u2019altro un libro che ha riscosso notevoli apprezzamenti ed \u00e8 gi\u00e0 in ristampa. In quell\u2019occasione, io avevo detto di trovarmi in una situazione inconsueta, perch\u00e9 ero presente come amico di Annalisa, ma anche come moderatore, giornalista e soprattutto come responsabile del settore editoria della medesima agenzia. Quindi tocca a me, anche quest&#8217;oggi, relazionare sul libro e spiegarvi prima di tutto cosa abbiamo fatto come casa editrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro doveva uscire il 24 maggio, era pronto per quella data, che non era una data casuale, ma era la festa di Maria Ausiliatrice. Era pronto, l\u2019avevamo corretto, impaginato, per\u00f2 ci siamo resi conto, nel leggerlo e rileggerlo, che un libro del genere non poteva uscire senza un galleria fotografica adeguata. Non potevamo utilizzare solo foto che avete visto gi\u00e0 in rete, in internet. Allora Francesco si \u00e8 dato da fare proprio per arricchirlo con altre immagini e anche per aggiungere altri pezzi. Tra una vicenda, una vicissitudine e l\u2019altra, abbiamo deciso che il libro sarebbe dovuto uscire tra fine ottobre ed inizio novembre. Cos\u00ec \u00e8 stato. Il libro lo presentiamo quest\u2019oggi a Caria. Naturalmente il merito, \u00a0come per tutti i libri, \u00e8 dell\u2019autore, Francesco Pugliese che pi\u00f9 che autore si definisce curatore perch\u00e9 ha messo insieme dei pezzi con notevole passione e -io direi -anche con bravura. Un ruolo di non poca importanza nella pubblicazione del libro \u00a0l\u2019ha svolto la poetessa e scrittrice Francesca Rita Rombol\u00e0, che lavora con l\u2019agenzia Thoth -con la casa editrice Thoth- occupandosi del blog <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Poesiaeletteratura.it\">Poesiaeletteratura.it<\/a>, l&#8217;altro nostro blog assieme al blog Vibonesiamo.it. E\u2019 stato importante il suo lavoro, perch\u00e9 ha curato il cosiddetto editing; chi lavora nel settore editoriale sa di cosa si tratta. L\u2019editing in pratica, serve per sistemare, rendere fruibile il testo al lettore. Un ruolo, anch\u2019esso importante l\u2019ha svolto il nostro grafico Giuseppe Bruzzese, l\u2019altro ragazzo della Thoth che ha fatto una sorta di miracolo per recuperare le immagini pubblicate nel libro. Io mi rendo conto che alcune immagini non sono nitide, ma dovete capire che si tratta di foto antiche, sbiadite, in pessimo stato. Sulle immagini pi\u00f9 importanti, quelle delle ultime pagine, quelle \u00a0pi\u00f9 rare, Giuseppe ha compiuto una sorta di miracolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 -in breve-\u00a0quello che \u00a0noi abbiamo fatto come casa editrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di cosa parla questo libro? Domanda banale, risposta immediata: la storia dell\u2019oratorio di Caria, la storia della famiglia Pugliese. Non \u00e8 cos\u00ec. Non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 questo \u00e8 un libro sulla storia di Caria, buona parte della storia di Caria del secolo scorso. Non si pu\u00f2 parlare \u00a0della storia di Caria senza parlare dell\u2019oratorio. \u00c8 una pagina importantissima di storia cariese quella dell&#8217;oratorio. Questa \u00e8 quindi un\u2019opera che mancava e che Francesco ha regalato a tutti voi. Ogni cariese deve avere questo libro, perch\u00e9 l\u2019oratorio di Caria ha rappresentato una luce per questi luoghi. I frutti li vediamo ancora oggi, perch\u00e9 l\u2019oratorio, come ha ricordato giustamente il sindaco, continua a vivere. \u00c8 una realt\u00e0 viva. Certo non ha le risorse umane di allora. Non c\u2019\u00e8 il gruppo di suore che c\u2019era allora, magari la struttura di allora. I frutti, per\u00f2,continuano a vivere e questo lo sapete meglio di me, perch\u00e9 tutti voi siete cresciuti in questo oratorio: chi ha imparato un mestiere che magari lo ha utilizzato anche nella sua vita lavorativa. E&#8217; questo il caso di Francesco, che si occupa del settore animazione della Thoth. Lui riesce a stare con i bambini, e questa \u00e8 una dote che lui ha e un aspetto della sua personalit\u00e0 che ha sviluppato proprio frequentando l&#8217;oratorio. Io mi imbarazzerei a stare con i bambini, a giocare con loro. Lui, invece, riesce a stare con loro, quindi abbiamo proprio nella Thoth \u00a0un\u2019ulteriore prova tangibile di questi frutti dell\u2019esperienza salesiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente abbiamo realizzato il documentario su don Giuseppe. Durante le riprese parlando con Lele Rombol\u00e0, lui ha voluto rimarcare questo fatto: cio\u00e8 \u00a0che a Brattir\u00f2, se problemi come la delinquenza, la droga, ci hanno sfiorato, buona parte del merito sta anche nel progetto educativo di don Giuseppe che ci faceva stare insieme, giocare. Questo per dire che la mia comunit\u00e0 e la vostra sono molto educate. Se un ragazzo comincia a fare il bullo a prendere cattive strade trova delle difficolt\u00e0. Inoltre, le nostre sono delle comunit\u00e0 dove non ci sono famiglie mafiose, e questo lo diciamo con orgoglio soprattutto in questo territorio. Tutto ci\u00f2 lo dobbiamo, a mio parere, in buona parte al progetto educativo di don Giuseppe a Brattir\u00f2 e a queste suore a Caria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi ho cercato di spiegarvi cosa abbiamo fatto noi come casa editrice, di esprimere la mia opinione sul libro, ora, infine, per introdurvi al libro, aggiungo &#8211; ma ve ne siete gi\u00e0 resi conto sfogliando l\u2019indice- com\u2019 \u00e8 strutturato il libro. Francesco, dapprima parla delle figure di don Bosco e madre Maria Mazzarello, entrando nell&#8217;argomento, come si suol dire, ad imbuto. Pian piano inizia ad approfondire la storia della famiglia Pugliese, pian piano entra nel tema e poi arriva all\u2019oratorio. Quel bellissimo periodo \u00e8 \u00a0approfondito da una galleria fotografica all\u2019interno della quale -ripeto- ci sono immagini rare e ricercate[&#8230;]<\/p>\n<figure id=\"attachment_13562\" aria-describedby=\"caption-attachment-13562\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/61667_538523739509252_1118635425_n1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13562\" title=\"61667_538523739509252_1118635425_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/61667_538523739509252_1118635425_n1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/61667_538523739509252_1118635425_n1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/61667_538523739509252_1118635425_n1.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13562\" class=\"wp-caption-text\">Don Francesco Sicari -Rettore del seminario vescovile di <a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress?s=Mileto\">Mileto<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Don Francesco Sicari.<\/strong> Sono veramente lieto di trovarmi qui questo pomeriggio per la presentazione del libro di Francesco Pugliese \u201c Figli del suo Oratorio\u201d. Sono qui anche per l\u2019insistenza con la quale Francesco ha richiesto la mia presenza. A dire il vero non riuscivo e non riesco ancora a comprendere perch\u00e9 mi ha voluto da questa parte del tavolo, piuttosto che seduto in sala come suo amico.<br \/>\nQuando poi nella presentazione, a pag. 6, Francesco afferma che la stesura del testo ha avuto inizio il 31 gennaio scorso, mi sono ricordato che proprio lo scorso 31 gennaio, nella memoria di San Giovanni Bosco, io ho avuto la gioia di essere invitato dal vostro parroco don Antonio, che saluto cordialmente, a presiedere l\u2019eucarestia e a rivolgere un pensiero sulla vita e le opere di questo grande Santo.<br \/>\nRicordo anche che in quell\u2019occasione Francesco e tanti altri si complimentarono per come avessi parlato di Don Bosco (tra l\u2019altro ho cercato di trovare quell\u2019omelia ma non la trovo e di questo mi rammarico). Allora ho pensato che la giornata di oggi potesse essere una naturale prosecuzione di quel 31 gennaio, una serata quella molto suggestiva e che aveva visto la partecipazione entusiasta anche dei seminaristi del Seminario minore di Mileto, sia alla celebrazione eucaristica sia al momento conviviale offertoci dal Parroco nei locali dell\u2019oratorio parrocchiale.\u00a0Ed allora eccomi qui a cercare di dare il mio modesto ma spero utile contributo su questa ulteriore opera di Francesco.\u00a0Saluto don Sergio Meligrana, gli altri confratelli sacerdoti, il Sindaco di Drapia, le Suore Salesiane di Rosarno e voi tutti qui presenti.\u00a0Questo libro che Francesco scrive ricordando Suor Rosetta e dedicandolo ai ragazzi dell\u2019oratorio e della comunit\u00e0, vuole raccontare la Storia \u201csalesiana\u201d di Caria, come la definisce don Sergio nella prefazione.\u00a0Una storia di grazia fatta di volti, di eventi, di messaggi, di valori che hanno caratterizzato un periodo circoscritto della vita di questo paese (dal 1965 al 2000) e che hanno indelebilmente segnato e formato la coscienza umana, civile e cristiana di intere generazioni.Mi vengono in mente le parole di Bernardo di Chartres: \u201cgli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti\u201d. Cosa sono i giganti? Fuor di metafora sono le nostre storie, i successivi volti del passato.Noi siamo ci\u00f2 che abbiamo il coraggio di ricordare. Senza memoria non solo il passato ma lo stesso presente appare privo di senso. La stessa parola progetto deriva dal latino projectum, ovvere prendere una memoria, una cosa passata e lanciarla nel futuro, dargli direzione e senso.\u00a0In una societ\u00e0 qual\u2019 \u00e8 quella attuale, caratterizzata dai legami liquidi e contraddittori a tutti i livelli e soprattutto da molta smemoratezza, il contributo di Francesco Pugliese ci aiuta a conoscere e non dimenticare appunto una storia senza la quale oggi non sarebbe possibile parlare di Caria e dei suoi abitanti.\u00a0Perch\u00e9 dobbiamo dircelo e riconoscerlo: Caria non \u00e8 solo il paese della sujaca, ma \u00e8 anche il paese dove l\u2019idea e il sogno di quel grande uomo, cristiano e sacerdote educatore piemontese che va sotto il nome di San Giovanni Bosco qui si \u00e8 fatto concretezza nella missione pi\u00f9 che trentennale delle figlie di Maria Ausiliatrice e attraverso quella realt\u00e0 educativa e pastorale che va sotto il nome di Oratorio.\u00a0Per 35 anni bambini, ragazzi, giovani e famiglie sono stati educati nello spirito salesiano, hanno condiviso valori e principi, sono stati formati ad essere \u201cbuoni cristiani e onesti cittadini\u201d per la crescita spirituale, ecclesiale e sociale di questo paese.\u00a0Leggendo il testo cosa mi ha colpito? Vorrei fare alcune sottolineature, proponendo e lasciando alla vostra riflessione personale alcuni interrogativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a01. Ha ben fatto l\u2019autore a descrivere nelle pagine iniziali (9-23) la vita di San Giovanni Bosco e Madre Mazzarello, i due santi dei quali \u201cSuor Rosetta ne ha seguito le orme e l\u2019esempio, ispirandosi al loro carisma\u201d. Anche se in modo sommario ma comunque esaustivo, Francesco d\u00e0 al lettore la possibilit\u00e0 di accostarsi e conoscere chi \u00e8 stato San Giovanni Bosco, Madre Mazzarello, il sogno fatto a 9 anni, l\u2019oratorio, il sistema preventivo, i segreti dell\u2019educazione, la famiglia dei salesiani, le figlie di Maria Ausiliatrice. La lettura di queste pagine \u00e8 fondamentale per poter comprendere il grande dono della presenza salesiana a Caria. E impegnarsi a conoscere pi\u00f9 approfonditamente la vita di San Giovanni Bosco e la spiritualit\u00e0 salesiana credo che sia anche un dovere di gratitudine verso questa presenza, soprattutto da parte delle nuove generazioni.\u00a0Del resto, in questa linea \u00e8 anche l\u2019invito rivolto dal Rettore Maggiore dei Salesiani in occasione della Strenna 2012:\u00a0Abbiamo da poco iniziato il triennio di preparazione al Bicentenario della nascita di Don Bosco. Questo primo anno ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di avvicinarci di pi\u00f9 a lui per conoscerlo da vicino e meglio. Se non conosciamo Don Bosco e non lo studiamo, non possiamo comprendere il suo cammino spirituale e le sue scelte pastorali; non possiamo amarlo, imitarlo ed invocarlo; in particolare, ci sar\u00e0 difficile inculturare oggi il suo carisma nei vari contesti e nelle differenti situazioni. Solo rafforzando la nostra identit\u00e0 carismatica, potremo offrire alla Chiesa e alla societ\u00e0 un servizio ai giovani significativo e ricco di frutti. La nostra identit\u00e0 trova il suo riferimento immediato nel volto di Don Bosco; in lui l\u2019identit\u00e0 diventa credibile e visibile. Per questo il primo passo che siamo invitati a fare nel triennio di preparazione \u00e8 proprio la conoscenza della storia di Don Bosco. Per noi membri della Famiglia Salesiana, la sua figura deve essere ci\u00f2 che San Francesco d\u2019Assisi \u00e8 stato e continua ad essere per i Francescani o Sant\u2019Ignazio di Loyola per i Gesuiti, vale a dire il fondatore, il maestro di spirito, il modello di educazione ed evangelizzazione, soprattutto l\u2019iniziatore di un Movimento di risonanza mondiale, capace di proporre all\u2019attenzione della Chiesa e della societ\u00e0, con una formidabile forza d\u2019urto, i bisogni dei giovani, la loro condizione, il loro futuro. Ma come fare questo senza rivolgerci alla storia, che non \u00e8 la custode di un passato ormai perduto, bens\u00ec di una memoria vivente che \u00e8 dentro di noi e ci interpella in funzione di attualit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Un altro aspetto che mi ha fatto pensare e riflettere nella lettura del libro \u00e8 stata la storia della famiglia Pugliese. I due genitori Orsola e Agostino, i loro 10 figli di cui 5 (tre maschi e due femmine) che divengono salesiani.<br \/>\nLa bella storia di una famiglia che diventa culla di vocazioni. La storia di un nucleo familiare in cui il cibarsi del vangelo vissuto e la dedizione piena hanno generato sacerdoti e religiosi. La storia di una casa ricolma di benedizioni perch\u00e9 santificate dalla grazia di numerose vocazioni.<br \/>\nSe come diceva San Giovanni Bosco il pi\u00f9 grande dono che Dio possa fare ad una famiglia \u00e8 un figlio sacerdote, questa famiglia di Caria si pu\u00f2 giustamente definire ricca, diventando per le famiglie di oggi un monito ed un esempio.<br \/>\nInfatti \u00e8 necessario ribadire che anche oggi la famiglia, quale \u201cchiesa domestica\u201d, \u00e8 il grembo originario in cui sboccia la vocazione.<br \/>\n\u00c8 sempre Dio che fa sentire la sua chiamata. Questa chiamata, tuttavia, \u00e8 come un piccolo seme che, per attecchire e germinare, ha bisogno di un terreno adatto. Esso \u00e8 primariamente e normalmente la famiglia.<br \/>\nDobbiamo purtroppo constatare che oggi la situazione presenta aspetti problematici che richiedono una cura particolare. Quali le cause della crisi vocazionale?<br \/>\n\u00c8 da rilevare che il calo delle nascite rappresenta la causa principale del calo delle vocazioni. Quello che \u00e8 importante considerare \u00e8 che, se in alcuni casi, sono fattori di ordine economico a causare la denatalit\u00e0, per altri \u00e8 da ravvisare una chiusura egoistica ed edonistica nel benessere e una crisi di speranza.<br \/>\nOccorre poi considerare il mutamento intervenuto nella relazione tra genitori e figli. Questi sono frutto dell\u2019amore, oppure oggetto del \u201cdesiderio\u201d dei genitori, i quali tendono ad essere incombenti o possessivi e a proiettare sui figli le proprie aspirazioni? Di qui pu\u00f2 sorgere la contrariet\u00e0 e il rifiuto opposto, in certi casi, alla vocazione del figlio.<br \/>\nAnche la crisi del matrimonio, la sua fragilit\u00e0, ha riflessi negativi per la vocazione. A questo si aggiunge il disimpegno educativo, per cui si determina una difficolt\u00e0 o incapacit\u00e0 di trasmettere i valori e il senso cristiano della vita, che formano la base per avvertire la chiamata di Dio.\u00a0L\u2019esempio e la testimonianza di mamma Orsola, che Francesco racconta a pag. 30 del libro, aiuti i genitori di questa comunit\u00e0 a recuperare e vivere con gioia il loro compito di educatori alla fede e alla vita, con l\u2019auspicio che i ragazzi e le ragazze di oggi sappiano seguire le orme di Suor Rosetta e dei suoi fratelli, donando con gioia la loro vita al Signore e alla Chiesa nella consacrazione sacerdotale e religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Infine mi incuriosisce molto come Francesco ripercorri le varie fasi della vita dell\u2019oratorio cariese, descrivendo con cura le varie attivit\u00e0 che si svolgevano, in occasione della festa di San Giovanni Bosco, di Maria Ausiliatrice, di Madre Mazzarello, la festa del grazie, quella della castagne e poi il teatro, il campo scuola, i corsi di ricamo, la colonia estiva, le attivit\u00e0 sportive della PGS. Un pullulare di iniziative che di fatto caratterizzavano le giornate e il cammino dei mesi e delle stagioni e che creavano quel clima di famiglia, fatto di rispetto e aiuto reciproco, del mettere in comune i talenti e le competenze tirate fuori, di entusiasmo, di scoperte, della gioia di stare insieme\u2026<br \/>\nMi viene da pensare: altri tempi se consideriamo le relazioni virtuali che caratterizzano il vissuto odierno, la chiusura nel nostro egoismo e privatismo e quel clima di indifferenza e superficialit\u00e0 che spesso respiriamo attorno a noi.<br \/>\nUna realt\u00e0 quella che Francesco descrive con minuzia e di cui egli \u00e8 fortemente entusiasta a tal punto da scrivere a pag. 67 \u201c l\u2019oratorio \u00e8 stato un grande dono di Dio e di don Bosco alla comunit\u00e0 di Caria. Un qualcosa di bello, di grandioso, che ha profondamente segnato questa comunit\u00e0 e ne ha modificato in meglio, usi e costumi, modi di pensare e di vedere le cose. E\u2019 stata proprio la presenza di questa struttura a dare la differenza all\u2019interno della comunit\u00e0 di Caria\u201d.<br \/>\nCertamente l\u2019autore nato nel 1981 per raccontare la storia di questi 35 anni ha dovuto attingere al racconto di coloro che pi\u00f9 grandi di lui hanno vissuto da protagonisti questa avventura e che lui ringrazia alla fine del libro.<br \/>\nSarebbe stato ancora pi\u00f9 bello, a mio modesto parere, se oltre a raccogliere le notizie Francesco avesse potuto ospitare dentro il libro una sezione apposita con le testimonianze scritte di proprio pugno da tutti quegli ex allievi e allieve, che furono come viene evidenziato nel libro, il braccio destro delle Figlie di Maria Ausiliatrice e che Suor Rosetta continu\u00f2 a seguire anche a distanza e che am\u00f2 fino alla fine dei suoi giorni.<br \/>\nQuesta storia e questa preziosa eredit\u00e0 non deve essere smarrita n\u00e9 deve continuare ad essere presente come nostalgico ricordo, solo attraverso le pagine di questo libro. Questa storia reclama di essere continuata certamente con modalit\u00e0 nuove e protagonisti nuovi, in una sorte di passaggio di testimone.<br \/>\nIl testimone ancora caldo e vivido aspetta di essere preso. E\u2019 questo mi pare il senso anche della copertina dove sono raffigurati i ragazzi e i giovani di oggi. Quei ragazzi che costituiscono oggi la realt\u00e0 di Caria e che chiedono di essere amati ed educati alla vita buona del Vangelo sulla scia di Don Bosco e i giovani animatori che devono vivere con entusiasmo e competenza questo servizio, senza per\u00f2 nessuna autoreferenzialit\u00e0 o autonomia.<br \/>\nAll\u2019inizio dicevo che noi siamo nani che camminiamo sulle spalle dei Giganti. Mi piace ricordarlo agli animatori di oggi: voi siete nani che dovete camminare sulle spalle di coloro prima di voi si sono imbevuti dello spirito salesiano. Fate tesoro dei loro consigli e suggerimenti; sappiate confrontarvi con loro, gli adulti di oggi, per non smarrirvi e per dare una risposta concreta e vera al bisogno di buono e di bello che c\u2019\u00e8 nel cuore di chi vi sta accanto. Diceva don Bosco che \u201cl\u2019importante \u00e8 che venendo all\u2019oratorio il ragazzo sappia di trovare un prete, una suora, un animatore\u2026che lo attende con cuore di amico. L\u2019assistenza diventa cos\u00ec presenza premurosa e paterna per prevenire il male e educare al bene\u201d. Mi auguro tanto che scoprendo, grazie al libro di Francesco, tutta questa realt\u00e0 meravigliosa che vi ha preceduti, possiate continuare oggi a mettere dentro la vostra vita tutta la passione che avete.<br \/>\nIl libro, corredato anche di una interessante sezione fotografica, termine a pag. 96. Termina il libro fatto di carta, ma non deve terminare, anzi deve continuare con sempre maggiore entusiasmo e impegno di tutti, piccoli e grandi, quel libro fatto di carne che \u00e8 la nostra storia e il nostro cercare di rendere migliore questo mondo rispetto a come lo abbiamo trovato.\u00a0Grazie<\/p>\n<figure id=\"attachment_13563\" aria-describedby=\"caption-attachment-13563\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/423122_538526742842285_1062539404_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13563\" title=\"423122_538526742842285_1062539404_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/423122_538526742842285_1062539404_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/423122_538526742842285_1062539404_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/423122_538526742842285_1062539404_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13563\" class=\"wp-caption-text\">Don Sergio Meligrana Parroco di Brattir\u00f2 e di Gasponi Viceparroco di Car\u00eca dal 2000 al 2006<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Don Sergio Meligrana.<\/strong> A distanza di alcuni anni dalla presentazione del libro sulla Madonna del Carmelo ci ritroviamo ancora una volta in questo salone \u00a0per la presentazione dell&#8217;ultimo libro di Francesco. Anche quest&#8217; ultimo libro segue la scia degli altri due. E&#8217; un libro tutto concentrato su Caria, si vede che ci tiene veramente tanto alla sua Caria. Io me lo ricordo, quando siamo arrivati nel 2000 con don Giuseppe Furch\u00ec, Francesco \u00e8 sempre stato molto impegnato, convinto in tutti gli aspetti della vita parrocchiale: l&#8217;oratorio, la devozione della Madonna del Carmelo, \u00a0in occasione del \u00a0Natale, a Pasqua, ad ogni celebrazione, l\u2019organizzazione delle feste dell\u2019oratorio, l\u2019animazione dei ragazzi. Il libro, l\u2019ho letto. All\u2019inizio, guardavo, cercavo di capire il filo logico. Inizialmente lui mi aveva detto: &#8220;io voglio offrire qualcosa a suor Rosetta, su quello che ha fatto, su come ha operato&#8221;. Quando ho visto la foto della copertina, ho notato che era pi\u00f9 largo il concetto, ma capisco benissimo il motivo. Sia perch\u00e9 non si pu\u00f2 parlare di suor Rosetta senza parlare dell\u2019oratorio, e non si comprende l\u2019oratorio senza la figura di don Bosco. Quindi le cose spingono a doverti per forza allargare. Se non si entra nel filo logico si pu\u00f2 non comprendere il tutto. Lui ha raccolto testimonianze, esperienze, un po\u2019 di storia. Raccogliere non significa mettere insieme tante cose, significa dare senso alle cose, significa scoprire, dare alle cose un legame. Non \u00e8 il caso, e qui spunta la cultura, raccogliere deriva dal greco \u03bb\u03ad\u03b3\u03c9, la stessa radice di legare, come quello di dire, perch\u00e9 per dire bene bisogna trovare il legame e il senso delle cose. Per cui, lui raccoglie l\u2019esperienza che \u00e8 un\u2019esperienza pi\u00f9 ampia della storia di Caria. San Giovanni Bosco stava a Torino, Maria Domenica Mazzarello a Torino. Da Torino la congregazione salesiana \u00e8 arrivata a Vibo ed \u00e8 arrivato qua. \u00c8 questo il cammino dell\u2019esperienza salesiana, qui l\u2019esperienza salesiana ha trovato terreno fecondo. Terreno fecondo, per quanto riguardo l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019oratorio. Anche adesso che le suore non ci sono pi\u00f9 e diceva don Francesco c\u2019\u00e8 il problema vocazionale. Anche gli istituti religiosi hanno questo problema e hanno un problema che nasce dalla demografia, ma nasce anche dal fatto che la scelta religiosa, proprio perch\u00e9 \u00e8 una scelta provocatoria, rispetto a quelle che sono le correnti dominanti della cultura \u00e8 difficile da comprendere e quindi \u00e8 difficile da abbracciare per tutte le scelte di consacrazione. Noi, come Chiesa, dovremmo trovare il coraggio di riproporre con pi\u00f9 entusiasmo questa via di osservanza e vita cristiana. La vita religiosa non \u00e8 altro che vivere il battesimo. Anche quando le suore sono andate via, \u00e8 stato forte il desiderio di non abbandonare, non tanto l\u2019esperienza dell\u2019oratorio, quanto l\u2019esperienza dell\u2019oratorio salesianamente inteso con le feste salesiane, la festa di don Bosco, festa di Maria Ausiliatrice. C\u2019\u00e8 stato quel desiderio di conservare, raccogliere, un\u2019esperienza e di tramandarla perch\u00e9 sentita. Questo libro si scrive in questo discorso, ossia di raccogliere e tramandare un\u2019esperienza , perch\u00e9 come dice Mago Merlino nel suo Excalibur : la cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che le cose si dimentichino. Pertanto, serve per non dimenticare l\u2019esperienza concreta che ha trovato quell\u2019humus che \u00e8 sbocciato, quindi \u00e8 stato fecondo, che qui ha portato tanto frutto di bene e che quindi noi oggi qui ci troviamo non solo a ricordare come qualcosa che fu, ma a guardare, a vedere come deve continuare ad essere. \u00c8 chiaro che si lavora all\u2019interno della Chiesa, si lavora in armonia, si lavora in comunit\u00e0 reciproca differenza. Io credo che il senso di questo libro sia questo, raccogliere un\u2019esperienza che \u00e8 storia pi\u00f9 ampia di noi non solo nel tempo, ma anche nello spazio, ma \u00e8 storia che anche qui ha trovato il suo frutto. Frutto di sacrifici, storie di vocazione, storia di dedizione, perch\u00e9 no? Anche storia di sofferenza, di difficolt\u00e0, storia di limiti. Io credo, che il libro vada letto in questo senso, con un\u2019attestazione d\u2019amore, come sono tutti i suoi libri alla sua Caria. Come una necessaria raccolta di materiale che sia a disposizione in modo pratico, concreto, anche per le generazioni future in modo che ciascuno sappia di questa realt\u00e0, di questa famiglia, che non sono solo i Pugliese, ci sono anche le storie di altri prima. Sempre sulla stessa scia, sulla stessa onda. Quindi un ricordo che serve a stimolare l\u2019avvenire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13564\" aria-describedby=\"caption-attachment-13564\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/542775_538526919508934_411902269_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13564 \" title=\"542775_538526919508934_411902269_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/542775_538526919508934_411902269_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/542775_538526919508934_411902269_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/542775_538526919508934_411902269_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13564\" class=\"wp-caption-text\">Don Pino Varr\u00e0 Parroco della Parrocchia San Giovanni Battista di Rosarno<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Don Pino Varr\u00e0.<\/strong> Il mio intervento pu\u00f2 essere una semplice testimonianza. Credo di aver capito che questa \u00e8 una comunit\u00e0 che ha lo spirito salesiano cos\u00ec radicato, proprio perch\u00e9 le radici erano quelle di cui si \u00e8 parlato. [\u2026] Ho avuto la grazia di conoscere suor Rosetta, la grazia di essere stato suo confessore proprio negli ultimi anni. La testimonianza di suor Rosetta, ve la dico attraverso un\u2019immagine. Ogni domenica veniva alla messa delle 9: 30 che era, cosiddetta, dei ragazzi. Arrivava sempre tre quarti d\u2019ora prima, si sedeva sul presbiterio. Ogni persona che arrivava mi chiamava e diceva: \u201cSuor Rosetta dorme, non \u00e8 ca moriu?\u201d. Io rispondevo: \u201c No, sta pregando\u201d. Io grazie a quest\u2019immagine di suor Rosetta ho visto la sua immagine di preghiera. Attraverso la confessione posso dire di una donna che fino alla fine ha cercato sempre la perfezione. Questo non significa che era una peccatrice, ma andava alla ricerca della perfezione. Con questa immagine a me \u00e8 rimasta nel cuore. L\u2019immagine di una donna piccola che ha saputo dare tanto. E&#8217; stata gigante, ha vissuto l\u2019esperienza della fede, della vita religiosa, nell\u2019adorazione completa. L\u2019ultimo riferimento. La mattina che lei cadde, io stavo andando a Palmi e lei stava andando a Reggio in ambulanza, l\u2019ha accompagnata suor Gioconda e io ho chiesto come stava suor Rosetta. Suor Gioconda mi disse: \u201cSiamo fuori binario\u201d. Io gli ho chiesto cos\u2019\u00e8 successo. Mi ha costretto a chiamarmi perch\u00e9 mi doveva comunicare che finalmente madre Mazzarello le aveva fatto la grazia, perch\u00e9 con la caduta lei era arrivata ai piedi della croce di Ges\u00f9. Io ho avuto un attimo di perplessit\u00e0. Ho pensato: \u201cSi non \u00e8 santa chista!&#8221; Ecco, queste due immagini: la preghiera, la perfezione verso la santit\u00e0. [\u2026] sentivo che con la comunit\u00e0 di Caria c\u2019era qualche cosa di pi\u00f9 profondo. Questa profondit\u00e0, ho scoperto che \u00e8 da attribuire a questa suorina piccolina che si chiama suor Rosetta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13565\" aria-describedby=\"caption-attachment-13565\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/262062_538527049508921_1817544067_n1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13565\" title=\"262062_538527049508921_1817544067_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/262062_538527049508921_1817544067_n1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/262062_538527049508921_1817544067_n1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/262062_538527049508921_1817544067_n1.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13565\" class=\"wp-caption-text\">Suor Maria Teresa Pellegrini &#8211; Direttrice della comunita&#8217; F.M.A. di Rosarno<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Suor Maria Teresa Pellegrini.<\/strong> Anzitutto a nome mio e a nome delle mie consorelle Figlie di Maria Ausiliatrice esprimo pubblicamente la mia gioia per essere questa sera in mezzo a voi nel ricordo di suor Rosetta. Posso dire che sono venuta a conoscenza di Caria attraverso suor Rosetta. Innanzi tutto vorrei dire grazie a Francesco, perch\u00e9 ha mandato una lettera chiedendo la nostra presenza in questo giorno di presentazione del libro. [\u2026] Io sento qui presente, in mezzo a noi, suor Rosetta. Lei amava Caria, e sapeva che ogni volta lei veniva a Caria e ritornava con pi\u00f9 gioia, con pi\u00f9 risorse anche fisiche. Io, suor Rosetta l\u2019ho conosciuta appena. \u00c8 morta l\u2019anno scorso e io ero arrivata un anno prima. Mi \u00e8 stata di molto esempio suor Rosetta. La ricordo con tanto amore e quando ho bisogno di qualcosa mi rivolgo a lei; perch\u00e9 lei era la forza della comunit\u00e0, una forza orante. Aprire la cappella e trovare l\u00e0 suor Rosetta che pregava. Lei era la parte essenziale, era la preghiera, manteneva la comunit\u00e0 su con la preghiera. Ora continua da lass\u00f9 a guidare sia voi che ad essere presente in mezzo a voi. Un giorno ero all\u2019ospedale vicino a lei e stavo l\u00ec a farle compagnia e suor Rosetta mi ha raccontato tante cose di Caria, ha raccontato tutta la storia. Lei ha parlato di Caria, come qualcosa che teneva nel suo cuore. Oggi, posso dire che veramente ha seminato tanto e i frutti ci sono ancora oggi. Noi siamo contente, perch\u00e9 purtroppo con la crisi vocazionale siamo costrette tante volte con tanto dolore a chiudere le case. Ma sappiamo che se si \u00e8 seminato bene lo spirito salesiano continua. Questo \u00e8 il caso di Caria. Stasera \u00e8 una dimostrazione e certamente suor Rosetta da lass\u00f9 sorrider\u00e0, sar\u00e0 contentissima che voi qui continuiate l\u2019opera che lei ha iniziato. In quel giorno lei mi raccontava la grande sofferenza della chiusura della casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Quanto lei ha sofferto e come l\u2019ha sentito fortemente e intanto continuava a pregare affinch\u00e9 si potesse continuare l\u2019opera. La sua preoccupazione era questa: che i giovani potessero avere un posto dove si potessero incontrare. Ora vorrei fare un appello. Abbiamo detto che c\u2019\u00e8 crisi vocazionale, per\u00f2 il Signore sono sicuro che continua a chiamare. Ricordo ai giovani qui presenti, sia ai ragazzi che alle ragazze. Il signore sono sicura continua a chiamare, per\u00f2 non bisogna essere soli. Bisogna ascoltare la voce di Dio e avere il coraggio di dire: \u201cS\u00ec, ti voglio seguire\u201d. Suor Rosetta, certamente penser\u00e0 a continuare la sua opera. Questi giovani qui presenti, queste ragazze qui presenti, domani possono dire: \u201cVogliamo seguire la scia di suor Rosetta, anche noi vogliamo essere salesiani o Figli di Maria Ausiliatrice\u201d, perch\u00e9 Caria possa essere veramente ricca di queste risorse che poi fanno bene al paese stesso e alla giovent\u00f9. Allora, faccio tanti auguri ai giovani e ascoltate la voce del Signore, perch\u00e9 possiate disporvi all\u2019entusiasmo cos\u00ec come \u00e8 stata suor Rosetta. Questo \u00e8 il ricordo pi\u00f9 bello che si possa avere di suor Rosetta , che continua attraverso la voce del Signore a chiamare altri giovani. Auguri!<\/p>\n<figure id=\"attachment_13566\" aria-describedby=\"caption-attachment-13566\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/546927_538527729508853_750261565_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13566\" title=\"546927_538527729508853_750261565_n\" src=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/546927_538527729508853_750261565_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/546927_538527729508853_750261565_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/546927_538527729508853_750261565_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13566\" class=\"wp-caption-text\">Francesco Pugliese autore del libro<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Pugliese.<\/strong> Nel presentare questo libro, oggi, realizzo una promessa che avevo fatto tempo fa&#8230; quando consegnai \u00a0il libro sulla Madonna del Carmelo a suor Rosetta. Lei, allora, mi disse: <em>\u201cFrancesco, perch\u00e9 quando hai un po\u2019 di tempo non scrivi qualcosa sull\u2019 esperienza salesiana?<\/em>\u201d Io ho risposto: \u201c <em>S\u00ec, s\u00ec suor Rosetta, poi qualcosa scriver\u00f2\u201d<\/em>. Non l\u2019ho fatto prima d\u2019oggi o meglio fino ad un giorno importante che don Sicari prima ricordava, il 31 gennaio. La stesura del libro \u00e8 \u00a0iniziata il 31 gennaio, festa di don Bosco, ma l&#8217;idea \u00e8 nata nei giorni del funerale di suor Rosetta. Quel giorno, mi sono tornati in mente oltre ad un sacco di immagini, tante sue parole, consigli, ammonimenti e quella &#8220;richiesta&#8221; di scrivere qualcosa sull\u2019esperienza salesiana a Car\u00eca. Ho iniziato quel 31 gennaio ed \u00a0il libro \u00e8 stato completato a maggio, come spigava Mario. Doveva uscire il 24 di maggio festa di Maria Ausiliatrice. Non ci sono riuscito, ma fa niente, l\u2019importante \u00a0\u00e8 che sia stato pubblicato. Don Sergio diceva prima della copertina. \u00c8 vero, se uno la guarda, a prim\u2019occhio \u00a0non riuscir\u00e0 \u00a0a collegare fra di loro \u00a0le foto che la compongono. \u00a0Ma anche la copertina \u00e8 stata creata \u00a0per trasmettere un messaggio. Attraverso la copertina, realizzata da Giuseppe Bruzzese che ringrazio, ho voluto lanciare un messaggio preciso tradotto in immagine da Bruzzese. Sullo sfondo abbiamo \u00a0una grande immagine di don Bosco, colui che ha dato inizio a tutto ci\u00f2 di cui stiamo parlando. Quindi la sua vita, il suo sogno, la sua missione, la sua opera, il suo carisma. Tutto quello che lui \u00e8 stato ed ha \u00a0fatto, noi, lo abbiamo ereditato grazie alle F.M.A; ecco, perch\u00e9 l\u2019immagine della Madonna, la Madonna Ausiliatrice, che non \u00e8 una Madonna Ausiliatrice \u201c qualsiasi\u201d , ma \u00e8 la statua che conserviamo qui a Caria, della quale suor Rosetta era gelosissima. Quindi, l&#8217;opera di \u00a0Bosco, arrivata a noi attraverso \u00a0le F.M.A. deve essere trasmessa a questi ragazzi che vediamo in copertina. Questi ragazzi sono una piccola parte dei ragazzi di Car\u00eca , sono le nuove generazioni. Alcuni mi hanno detto: \u201cMa perch\u00e9 la foto di questi ragazzi? Non sono i ragazzi che hanno vissuto l\u2019esperienza salesiana! Appunto! Proprio per questo, proprio \u00a0perch\u00e8 non hanno vissuto l\u2019esperienza salesiana in prima persona, ma ne hanno solo sentito parlare dalle mamme, dagli animatori, da me e tantissimi altri. Ed \u00e8 \u00a0proprio su questa fascia d\u2019et\u00e0 che ci \u00a0dobbiamo concentrare, la pi\u00f9 difficile da conquistare, la pi\u00f9 facile da perdere. Questi ragazzi sono coloro che saranno, gli uomini e le donne del futuro. I ragazzi sono ritratti su un prato, un luogo di svago, di gioco, un luogo aperto simbolo del loro mondo. Ho voluto rappresentarli \u00a0in un prato, simbolo del loro mondo perch\u00e9 \u00e8 proprio su di loro e sul loro mondo che bisogna concentrasi. La societ\u00e0, la scuola, la chiesa stessa, \u00a0deve assolutamente inserirsi e lavorare in questo loro mondo. \u00a0Qui, abbiamo stasera \u00a0tantissimi esponenti di Chiesa, sacerdoti e suore \u00a0perci\u00f2 lo ripeto anche a loro: \u00a0Non sono i giovani che devono andare incontra alla chiesa, ma \u00e8 la chiesa, \u00a0e la \u00a0stessa societ\u00e0 che devono andare incontro ai giovani. Io questo lo ripeter\u00f2 fino alla noia. Questo perch\u00e8 secondo me \u00e8 uno degli esempi lasciati dal Cristo. Una figura che operava in mezzo alla gente, che non restava rinchiuso nella sinagoga o nel tempio, ma era in mezzo alla gente. Lo stesso ha fatto don Bosco, che non restava chiuso nelle sacrestie o nelle stanze dell&#8217;oratorio, ma \u00a0operava \u00a0tra i ragazzi in mezzo alle strade prima, nei prati dopo, e, successivamente, nei cortili.\u00a0Quindi ecco il messaggio che ho voluto lanciare.\u00a0Sicuramente stare con i giovani non \u00e8 facile, me ne sono reso conto in tutti questi anni, non \u00e8 facile. Si rischia anche, spesso e volentieri, di attirarsi \u00a0delle critiche, a volte anche pesanti e gratuite, sulle quali io spesso e volentieri ho cercato di passarci sopra. Ho continuato a lavorare tra di loro ed \u00e8 stata \u00a0un&#8217;esperienza che mi ha arricchito tantissimo anche se a volte durissima.\u00a0Questa sera, pubblicamente \u00a0davanti a tutti voi ma soprattutto davanti a tutti questi ragazzi tengo a sottolineare che, qualsiasi cosa che io abbia fatto \u00a0fino adesso, all\u2019oratorio dalle suore prima, all\u2019oratorio parrocchiale dopo ed in \u00a0questi mesi, sono state e sono tutte attivit\u00e0 \u00a0fatte &#8220;contro niente e contro nessuno&#8221;, sono state cose fatte esclusivamente per voi ragazzi. Chi mi conosce veramente sa perch\u00e9 io faccio \u00a0determinate cose \u00a0e perch\u00e9 lavoro con i ragazzi.\u00a0Quello che mi spinge a fare determinate cose non \u00e8 perch\u00e9 io devo fare, perch\u00e9 io devo dimostrare a qualcuno qualcosa o perch\u00e9 mi devo mettere in mostra. Io le faccio perch\u00e9 lo sento! Sono contento e felice perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un bellissimo gruppo di giovani che mi segue. Dunque \u00a0cerchiamo di puntare su questo gruppo anzich\u00e9 criticare chi si impegna. Rimbocchiamoci le maniche \u00a0e &#8220;vidimu u facimu \u00a0ncuna cosa&#8221;e lo dico in dialetto perch\u00e9 cos\u00ec si recepisce \u00a0meglio.Facciamo qualcosa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il libro non dico altro, perch\u00e9 avrete modo di leggerlo. E&#8217; semplicemente un omaggio innanzitutto a suor Rosetta, un omaggio a lei nel segno di don Bosco. Ma \u00e8 \u00a0anche \u00a0un omaggio che \u00e8 dedicato espressamente a voi ragazzi della mia comunit\u00e0. \u00a0Ecco \u00a0perch\u00e9 nella copertina del libro ci siete voi. Voi rappresentate tutti i giovani di Caria, che \u00e8 la mia comunit\u00e0, che \u00e8 la vostra e nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grazie va a tutte quelle persone che mi hanno aiutato nella realizzazione del libro. Un grazie va anche alla mia famiglia \u00a0 alla quale devo per\u00f2 anche fare delle scuse, in particolare a mia madre e mio padre. Non \u00e8 certamente bello sentirsi dire per un genitore : &#8220;si vede che tuo figlio non ha nulla da fare per radunare i ragazzi&#8221;, &#8220;\u00e8 pacciu&#8221;, &#8220;\u00e8 malatu i testa&#8221;. Sicuramente non \u00e8 bello per una madre sentire dire determinate cose sul proprio figlio, perci\u00f2 le mie scuse a loro. Per quanto riguarda queste critiche arrivate negli anni passati da alcune parti non mi interessano.\u00a0Dicevano queste cose anche a \u00a0don Bosco ed era un santo, figuriamo se non possono essere dette a me &#8220;povero morto di fame&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a tutti per la presenza, ma il mio grazie pi\u00f9 sincero, senza togliere niente a nessuno, va a tutti voi ragazzi e ragazzi, uno per uno, perch\u00e9 ci siete sempre e perch\u00e9 non \u00e8 vero che siete \u00a0vuoti o lontani da certi temi, perch\u00e9 non \u00e8 vero che non vi appassionate a determinate cose&#8230; avete solo bisogno di qualcuno che creda in Voi!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.vibonesiamo.it\/wordpress\/2012\/11\/la-presentazione-del-libro-di-francesco-pugliese-figli-del-suo-oratorio\/\">PER VEDERE LE IMMAGINI DELLA SERATA CLICCATE QUI<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO SCORSO 10 NOVEMBRE LA NOSTRA AGENZIA THOTH HA PRESENTATO A CARIA, PRESSO IL SALONE DELLA SCUOLA ELEMENTARE, IL LIBRO DI FRANCESCO PUGLIESE &#8220;FIGLI DEL SUO ORATORIO&#8221;. 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