Le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale, meglio conosciute con l’acronimo ONLUS, sono profondamente radicate nel tessuto connettivo del nostro Paese. Per decenni hanno rappresentato un pilastro insostituibile del sistema sociale italiano, intervenendo con efficacia e capillarità in innumerevoli contesti. Per apprezzare a fondo il contributo di queste realtà alla coesione e al benessere della collettività, è essenziale addentrarsi nel loro mondo, esplorando la loro identità, il vasto perimetro delle loro azioni e i meccanismi che, ogni giorno, ne garantiscono la sostenibilità.
Cosa sono le ONLUS
Una ONLUS è un’organizzazione privata che si fonda su una regola ferrea: ogni risorsa, economica o umana, viene interamente reinvestita per portare avanti obiettivi di solidarietà sociale, senza mai essere distribuita come profitto tra i soci. Questa qualifica, introdotta a livello normativo nel 1997, ha permesso a un numero enorme di associazioni, fondazioni e comitati la possibilità di operare con importanti agevolazioni. Tuttavia, il panorama delle ONLUS in Italia sta attraversando una fase di cambiamento epocale a seguito della Riforma del Terzo Settore. Con l’istituzione del Registro Unico Nazionale, si è voluto mettere ordine all’intero settore, e di conseguenza la storica qualifica di ONLUS si sta fondendo in quella, più ampia, di Ente del Terzo Settore (ETS). Non si tratta di un semplice cambio di nome, ma di una riorganizzazione profonda pensata per rendere questo universo più trasparente, coerente e riconoscibile agli occhi di tutti, dai singoli cittadini alle istituzioni.
Cosa fanno
L’ambito di intervento delle ONLUS è eccezionalmente ampio e tocca quasi ogni aspetto della vita civile, agendo spesso come complemento indispensabile all’azione dello Stato. Pensiamo prima di tutto alla cura delle persone: sono queste organizzazioni a stare al fianco di anziani e persone con disabilità, a offrire un approdo sicuro a minori e famiglie in difficoltà e a dare un primo aiuto a chi arriva nel nostro paese.
Un’altra area di fondamentale importanza è la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale, un campo in cui l’impegno di queste organizzazioni è vitale per la conservazione della nostra identità culturale e naturale. A questi si aggiungono settori come l’istruzione, la formazione professionale e la ricerca scientifica di particolare interesse sociale.
È proprio questa capacità di essere presenti su tanti fronti diversi che rivela la loro vera natura: non semplici comparse, ma veri e propri architetti di comunità, capaci di intervenire con rapidità e competenza dove ce n’è più bisogno.
Come vengono finanziate
Ma come riescono queste organizzazioni a sostenere un impegno così vasto e complesso? La loro sopravvivenza economica si basa su un mix equilibrato di risorse, che attinge sia dal mondo privato che da quello pubblico.
La spina dorsale del loro bilancio è senza dubbio la generosità delle persone e delle aziende, che si traduce in donazioni spontanee e, sempre più spesso, in lasciti testamentari. A questo si affianca uno strumento potentissimo come il “5 per mille“, una scelta democratica che permette a ogni cittadino di indirizzare una piccola parte delle proprie tasse verso una causa in cui crede, senza alcun costo. Non bisogna poi dimenticare l’importanza delle raccolte fondi organizzate per finanziare progetti specifici, che creano un legame diretto con la comunità.
Dall’altra parte, c’è un dialogo costante con le istituzioni. Le ONLUS possono infatti accedere a fondi pubblici partecipando a bandi nazionali o regionali, oppure stipulando convenzioni con i Comuni per gestire determinati servizi. Infine, per garantirsi maggiore autonomia, la legge permette loro di svolgere piccole attività commerciali: l’unica, ferrea condizione è che ogni singolo euro guadagnato venga reinvestito nella missione principale. È proprio questa capacità di intrecciare fonti diverse a renderle resilienti e a permettere loro, anno dopo anno, di continuare a fare la differenza



