Bratiria – Brattirò

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Sabato 22 agosto il borgo di Drapia accoglie l’XI Festival di artisti di strada e tradizione. Burattini, clown, equilibrismo, circo-teatro e musica popolare invaderanno tre piazze del paese. Già dal 21 agosto al via i laboratori.

C’è un momento dell’estate in cui le piazze di Brattirò smettono di essere soltanto luoghi da attraversare e diventano palcoscenici. Le strade si riempiono di bambini, artisti, musicisti, famiglie e visitatori; pubblico e spettacolo finiscono per confondersi e un piccolo borgo dell’entroterra tropeano si trasforma, per qualche ora, in un grande teatro a cielo aperto.

È Bratiria ’nta chiazza, il Festival di artisti di strada e tradizione che sabato 22 agosto 2026 torna a Brattirò di Drapia per la sua XI edizione.

Una manifestazione cresciuta negli anni senza perdere la propria natura: riportare le persone nelle piazze, far incontrare generazioni e linguaggi diversi e creare attorno all’arte un’occasione autentica di comunità. Un percorso che la stampa locale ha più volte raccontato sottolineando il valore culturale ed educativo del festival e la sua capacità di mettere in relazione artisti provenienti da esperienze e Paesi differenti.

Dalla Francia alla Sicilia, passando per Puglia e Calabria.

Quest’anno il viaggio comincerà alle 19.30 in Piazza Duomo, dove tornerà una delle forme più antiche e amate del teatro popolare: i burattini.

La Compagnia Aiello di Cosenza porterà in scena Le avventure di Spazzolino, spettacolo di teatro di figura di e con Angelo Aiello. Spazzolino è un personaggio originale nato dal lavoro del burattinaio calabrese, che rilegge con uno sguardo contemporaneo i codici della tradizione e della commedia dell’arte. Aiello porta da anni il teatro dei burattini anche nei laboratori rivolti ai più piccoli, facendo della costruzione e dell’animazione delle figure un vero strumento creativo ed educativo.

Alle 20.30 Piazza Saladino cambierà linguaggio e accento. Dalla Francia arriverà Quentin Yvinec con È ora di viaggiare, spettacolo di giocoleria ed equilibrismo. Un titolo che sembra riassumere bene lo spirito stesso di Bratiria ‘nta chiazza: il viaggio non soltanto come spostamento geografico, ma come incontro con tecniche, artisti e immaginari provenienti da luoghi diversi.

Sempre Piazza Saladino, alle 21.00, ospiterà il ritorno a Brattirò degli SbadaClown di Catania, questa volta con Il mirabolante Circo Carrellino. Dietro la compagnia ci sono Maria Elena Rubbino e Andrea Arena. Rubbino ha approfondito movimento, acrobatica aerea e clown alla Scuola Romana di Circo; Arena nasce artisticamente come giocoliere ed equilibrista e si forma nel teatro fisico. Insieme hanno fondato SbadaClown e dal 2016 portano i loro spettacoli in festival, teatri e rassegne, affiancando all’attività artistica anche esperienze di circo sociale.

Alle 21.45 ci si sposterà in Piazza Cesare Battisti per incontrare la pugliese Giorgia Basilico con Il Provino, spettacolo di circo-teatro. Ginnasta agonista prima, attrice poi, Basilico ha progressivamente ritrovato nel circo il punto d’incontro fra le sue diverse esperienze, dedicandosi al trapezio, al monociclo, al cerchio e all’hula hoop. Con l’associazione Cirknos ha inoltre contribuito alla nascita di una scuola di circo a Lecce e alla ricerca nel teatro di strada e nel circo contemporaneo. Il Provino racconta, con il linguaggio tragicomico del circo, il tentativo di una circense di riuscire a entrare nel mondo dello spettacolo.

Dopo aver viaggiato attraverso burattini, giocoleria, equilibrismo, clown e circo contemporaneo, Bratiria ‘nta chiazza tornerà simbolicamente a casa.

Alle 22.30 in Piazza Saladino arriveranno “I Suonatori di Cataforio”, progetto di fanfare e musiche della tradizione calabrese con Danilo Scopelliti, Antonio Codispoti, Francesco Scopelliti, Marco Bruno e Giuseppe Scopelliti, provenienti da Reggio Calabria.

Un finale che ribadisce una delle caratteristiche fondanti del festival: guardare lontano senza recidere il legame con le proprie radici. L’arte di strada incontra così la musica popolare e la festa torna alla sua dimensione più antica e immediata, quella di una comunità che si ritrova attorno alla musica.

Non solo spettacoli: i bambini entrano nel festival.

Bratiria ‘nta chiazza, però, non comincerà con il primo spettacolo del sabato sera.

Già venerdì 21 agosto alle ore 18, in località Caggiano, è prevista una sessione di suonoterapia a cura di Viola Fera, su prenotazione.

Sabato 22 agosto le attività riprenderanno dalla mattina. Alle 10.00, nell’Oratorio Don Giuseppe Furchì, Angelo Aiello guiderà un laboratorio di costruzione di marionette, riservato a un massimo di trenta bambini.

Nel pomeriggio, dalle 18 alle 19.30, il paese diventerà una piccola scuola diffusa. In Piazza Saladino la compagnia SbadaClown proporrà Circo per bambini, mentre all’Oratorio Don Giuseppe Furchì Anthony Greco curerà il laboratorio di avviamento alla musica “La fabbrica dei suoni matti”. Greco è musicista e polistrumentista e ha già condotto insieme all’associazione Le Tarme attività laboratoriali dedicate alla musica e alla costruzione di strumenti.

I laboratori non rappresentano dunque un’attività collaterale, ma una parte essenziale dell’identità di Bratiria ‘nta chiazza: i più piccoli non sono chiamati soltanto ad assistere, ma a costruire, provare, suonare, sperimentare e conoscere da vicino gli artisti.

Anno dopo anno Bratiria ‘nta chiazza ha costruito la propria identità proprio su questa particolare vicinanza tra chi si esibisce e chi guarda. Già nelle precedenti edizioni gli organizzatori descrivevano un festival senza il tradizionale palcoscenico che separa attori e pubblico, ma con una grande piazza nella quale artisti e spettatori possono mescolarsi e interagire.

È forse questa l’immagine che meglio racconta la manifestazione. Non un evento da osservare a distanza, ma qualcosa a cui prendere parte.

Nel tempo Bratiria ‘nta chiazza ha accolto artisti provenienti dall’Italia e dall’estero, dal Guatemala all’Argentina, dalla Sardegna alla Sicilia, facendo arrivare a Brattirò teatro di figura, clown, acrobatica, equilibrismo e musica e trasformando per una sera il paese in un punto d’incontro fra culture.

Nell’XI edizione quel viaggio continua.

L’associazione e i volontari ci mettono ancora una volta il cuore. Al pubblico resta il gesto più semplice e, insieme, più importante: esserci. Perché Bratiria ‘nta chiazza, prima ancora che sul programma, vive nella presenza delle persone.

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