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“Epoca nova” – Cerseyo

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Una sala gremita ed entusiasta ha assistito presso il Teatro comunale “Impero” di Chiaravalle Centrale, alla presentazione del primo album “Epoca nova” del gruppo Cerseyo: una formazione composta da nove elementi provenienti da differenti esperienze e percorsi musicali, ma accomunati dalla passione per la tradizione popolare: Marianna Pacicca (voce), Francesco Renda (fisarmonica), Cosimo Renda (fisarmonica),  Salvatore Tino (organetto), Roberto Alongi (lira), Marco Gagliardi (chitarra), Mario Garito (tastiera), Nicola Platì (basso e fiati) e Pino Rotiroti (batteria e percussioni).

Il risultato è un album dall’ampio respiro che attinge all’immenso patrimonio musicale calabrese, nel quale i Cerseyo alla ricerca di un proprio stile, riescono a produrre affascinanti e coinvolgenti sonorità, andando oltre gli accordi peculiari della tarantella e puntando su nuovi giri armonici. Melodie e testi inediti danno vita a dieci tracce che raccontano di miti, come “A leggenda da viti”, partendo “dalla bellezza per riscoprire valori veri”, tinteggiano i costumi di una società nella quale il fatidico “domani” non sembra giungere mai, e tra promesse rinnegate la forza di andare avanti si trova in gesti semplici, negli a1mici, nell’amore e nei ricordi. Ed ecco “Passa domana”.

Narrano di un tempo che non c’è più,  dell’umiltà e dignità di un Sud contadino, di gente, come “U zappaturi”, dalla schiena chinata dalla fatica, ma non dai compromessi, dal viso grondante di sudore e dalla pelle arsa dal sole, di mani ruvide, consumate  da duro lavoro, che portavano il pane. Riaffiorano  paesi e vie  che pullulavano di gente, di uomini e donne che animavano  botteghe e “potihi”, di gente operosa orgogliosa e fiera, di artigiane intente a  ricamare preziosi pizzi,  in un Sud lontano, ma fortemente autentico, come ne “A Chiaravadota”.

Testi dettati dalla voglia di riscatto, dall’amore per la terra e i luoghi in cui vive. Nessun amarcord, quanto desiderio di non dimenticare  richiamando, con ironia laddove occorre, detti antichi via via smarriti, sollecitando la conoscenza della propria eredità culturale.

Torna a sbuffare anche il vecchio caro treno a vapore, “A littorina”, che s’inerpicava verso l’entroterra e ridiscendeva  al mare,  tra le  colline maestose, in un verde rigoglioso tra paesaggi da togliere il fiato. Un mezzo di trasporto per uomini e merci, ma anche mezzo per consolidare relazioni e affetti.

Contenuti, musiche e interpretazione vocale esprimono un’intensità che si trasforma in emozione quasi palpabile quando ricordano, in “Stella celesti”,  un piccolo angelo volato via troppo presto, o i nonni, i “Nanni”, “alberi d’argento” che riparano dalle intemperie della vita e guidano da lassù quando non sono più con noi. Il sentimento fa palpitare il cuore, in “Regina d’amuri” che si declina romantica come una serenata.

La musica dilata il tempo ed ecco un brano  che lega più di tutte  la ricerca delle tradizioni all’innovazione per divenire sperimentazione nel brano  “Epoca nova” che dà nome all’album e si sofferma sul mutato modo dei giovani di comunicare.

Questo il frutto dell’impegno  e della passione  profuso dai Cerseyo, nel loro cammino intrapreso in circa un anno e mezzo fa, applicandosi allo studio di strumenti, sonorità e facendosi cultori di espressioni linguistiche.

Un impegno già premiato qualche mese fa con la loro esibizione presso il teatro Politeama di Catanzaro nell’ambito dello spettacolo di beneficenza “Popoli in festa…Un ponte tra culture”, all’insegna  dell’integrazione, dell’accoglienza e della solidarietà.

Un impegno omaggiato dal calore e dall’affetto del numeroso pubblico presente, assieme ad autorità locali e del comprensorio, presso il teatro “Impero” di Chiaravalle.

Maria Patrizia Sanzo

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