One Response to “Un paese abbandonato al degrado”

  1. laura ceccarelli ha detto:

    Cara Maria Domenica,
    grazie per aver voluto pubblicare la mia poesia su Drpia.
    Erano gli anni del mio ritorno dopo la morte di zia Rosa e riprendere quella casa con le immagini continue di quanto amore c’era stato li dentro è stata per me una cosa dovuta e desiderata.
    Chiunque sia stato ospite nella casa di famiglia ha apprezzato Drapia. I miei amici Mangiarotti che avrebbero potuto comprare a Portofino hanno preferito Drapia. Ma Drapia chi la consoce ! E come viene pubblicizza e da chi ? Hotel Maddalena …. ti ricordi il tedesco ? Zia Maria Rosa quando zio Guido la prendeva in giro su ciò che avefva cucinato gli rispondeva in dialetto stretto “..se non ti piace vai a mangiare dal tedesco …) Ora su quella strada, che allora era allo sprofondo, nascono ville monumentali che dominano e che si affacciano sulle meraviglie della costa paradiso. Chi sono i proprietari e perchè scelgono proprio Drapia? Perchè chi viene aggiunge cemento invece di mantenere in piedi un borgo antico che profuma di vite vissute e si storie umane che solo pochi vecchi di Drapia posono ancora raccontare . Io ci sono Maria Domenica e l’immagine di te che eri la più bella del nostro gruppo me la ricordo molto bene . Le nostre passeggiate sul corso chi se le scorda, i nostri sorrisi quando passavano ragazzi che camminavano come noi in gruppo . Maschi da una parte e Femmine dall’altra e così camminavamo con Seconda Maria Antonietta Sarina Lucia tutte storie già vissute che sono arrivate alla nostra età e che non vedono nipoti che scorazzano sul corso di Drapia . La ricchezza dei paesi è compresa solo da chi li ama. Il grande Lucio Dalla diceva …. è l’Amore che ci cambierà …..e il nostro Amore cambierà Drapia, siam osolo noi a poterlo fare prima che ce la tolgano !
    un caro abbraccio di solidarietà.
    Laura

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