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La voce di migliaia di pizzitani

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Il santuario di San Francesco

In merito all’annunciato trasferimento di padre Domenico Crupi, parroco del Santuario di San Francesco di Pizzo Calabro, il sindaco, Gianluca Callipo, ha scritto una lettera aperta al rettore provinciale dell’Ordine dei frati minimi, padre Gregorio Colatorti. Nella missiva, Callipo si fa interprete della richiesta di migliaia di cittadini che hanno sottoscritto una petizione per chiedere alle autorità ecclesiastiche di permettere al giovane sacerdote di restare nella città napitina, dove negli ultimi anni ha realizzato importanti progetti di grande impatto sociale e pastorale. Ecco il testo della lettera:

Reverendo Padre Colatorti,

l’annunciato trasferimento di Padre Domenico Crupi, parroco del Santuario di San Francesco, ha determinato grande disorientamento nella comunità napitina, legatissima a questo umile e laborioso sacerdote, che è diventato un saldo riferimento, sia da un punto di vista squisitamente religioso che civile. 

Nell’ambito della sua missione pastorale, infatti, Padre Domenico è stato il principale promotore e artefice di una miriade di importanti iniziative a favore di bambini, giovani, anziani e famiglie, con particolare attenzione alle situazioni di disagio sociale ed economico. Sotto la sua guida, la chiesa di San Rocco e San Francesco è stata elevata a santuario e rappresenta oggi più che mai il cuore pulsante delle fede e dell’impegno civile nella città napitina. 

Al fianco di Padre Domenico, si è prodigato con identico impegno, amore e carità cristiana Padre Nicola, al quale va altrettanta gratitudine e incondizionata stima. Ora, però, entrambi dovranno essere trasferiti, lasciando un vuoto che rischia di essere incolmabile per migliaia di fedeli. Ma se con riguardo a Padre Nicola, la decisione da Voi assunta, per quanto dolorosa, viene comunque compresa, in considerazione dei 14 anni già trascorsi a Pizzo, in molti sono rimasti sconcertati dalla volontà di trasferire anche Padre Domenico, sacerdote giovanissimo, nella nostra città da appena 6 anni. 

Eppure, Padre Domenico ha saputo ricostituire la comunità parrocchiale con un’infaticabile attività di progettazione pastorale e con la sua brillante capacità organizzativa, grazie alla quale è riuscito a radunare intorno alle attività del Santuario centinaia di volontari, anche molto giovani, che operano in diverse associazioni, movimenti laicali e gruppi parrocchiali formatisi sotto la sua gestione. È comprensibile, dunque, la delusione che in queste settimane attanaglia moltissime persone all’idea che questo importante punto di riferimento umano e spirituale venga meno. Sull’onda di questo sincero sentimento è sorto anche un comitato spontaneo che ha raccolto circa quattromila firme in calce a una petizione che chiede alle autorità ecclesiastiche di non trasferire Padre Domenico. Un numero altissimo di adesioni per una città che conta complessivamente meno di novemila abitanti. Un appello, che come sindaco di Pizzo ho quindi il dovere di caldeggiare, al fine di farmi interprete delle istanze della mia comunità.

Rispetto profondamente le motivazioni che guidano la Vostra azione e non voglio entrare nel merito di scelte che non mi competono. Ci sono sicuramente ponderate e valide ragioni, anche legate alle regole del vostro Ordine, che Vi hanno spinto ad adottare questa decisione, ma come fedele e primo cittadino, Vi chiedo di ascoltare la voce di migliaia di pizzitani, valutando lo sbandamento che subirebbe la nostra comunità in seguito al trasferimento di Padre Domenico.

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