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Immigrazione e integrazione, domenica a Pizzo un importante seminario per gettare “Un sasso nello stagno” dell’indifferenza

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Il fenomeno dei flussi migratori, la condizione e i diritti dei migranti, i processi di integrazione, l’interazione di nuove culture e tradizioni con la società italiana sono gli argomenti al centro del seminario dal titolo Migranti, Azioni e Reazioni, in programma a Pizzo domenica 27 gennaio, alle ore 17, nel Museo della Tonnara. L’iniziativa, organizzata da una rete di associazioni e centri di ricerca denominata “Un sasso nello stagno 2013” e promossa da Carmine Caridà, si avvale del patrocinio dell’Amministrazione Callipo e della collaborazione diretta dell’assessorato alle Cultura e alle Politiche sociali, guidato da Cristina Mazzei.
«Lo scrittore Gianni Rodari – spiegano gli organizzatori – sosteneva che gettare un sasso nello stagno “suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità…”. È la stessa dinamica che intendiamo innescare con questa tavola rotonda, nel tentativo di sollecitare un confronto costruttivo sul fenomeno dell’immigrazione che coinvolga il maggior numero di soggetti».
Finalità condivise dall’assessore Mazzei, che ha rimarcato il ruolo di Pizzo nella promozione di eventi culturali di questo tipo: «La nostra città è in questo momento una delle sedi più appropriate per riflettere in Calabria, e più in generale nel Mezzogiorno, sulle tematiche legate ai processi migratori essendo, dal novembre 2012, l’unica città della Regione che fa parte del Network delle Città del Dialogo interculturale patrocinato dal Consiglio d’Europa e con sede per l’Italia presso l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Reggio Emilia. Gettare un sasso nello stagno su queste problematiche – prosegue Mazzei – è fondamentale, perché può produrre una serie infinita di reazioni a catena, cerchi concentrici fatti di pensieri, suoni, immagini, ricordi e significati che possono sensibilizzare la nostra attenzione sui fenomeni migratori e sulla necessità di affinare le strategie di integrazione».Dal canto suo, Carmine Caridà – che della rete Un sasso nello stagno 2013 è il promotore, in collaborazione con Giovanna Marino – sottolinea «l’importanza di sollecitare una partecipazione più assidua della politica, della società civile, ma anche dei singoli cittadini, autoctoni e migranti, a riflettere sulla inevitabilità del processo di trasformazione in senso multietnico della società locale (a Pizzo è particolarmente significativa la presenza di cittadini provenienti dall’Est Europa, soprattutto bulgari e rumeni, ndr)».
La società civile ha risposto a questo appello, infatti, oltre al Circolo del Cinema Lanterna Magica, da anni sensibile alla testimonianza su tematiche sociali attraverso la filmografia, sostengono l’iniziativa il Centro Europeo di Ricerche e Studi Sociali (con sede a Catania, Genova, Firenze e Vibo Valentia) e le associazioni Progetto Amore, Associazione Club Mamme Onlus e Mettiamoci al Lavoro.
L’appuntamento di domenica si aprirà con la proiezione del film-documentario di Andrea Segre “Il Sangue verde” che narra le tragiche vicende di Rosarno del gennaio 2010. Seguiranno gli interventi dell’assessore Mazzei, di Padre Domenico Crupi, della locale parrocchia di San Rocco e San Francesco di Paola, di Vanya Danovadell’associazione Club delle mamme di Pizzo e del professore Carlo Colloca, docente di Sociologia urbana presso l’Università degli Studi di Catania e responsabile scientifico del progetto Le città del Sud e la costruzione di uno spazio pubblico interculturale nel Mediterraneo, promosso dal Comune di Pizzo nell’ambito del citato Network delle Città del Dialogo interculturale.
Il seminario offrirà anche l’occasione al sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, e all’assessore Mazzei di illustrare le iniziative promosse in occasione della Giornata della Memoria, in ricordo dello sterminio degli ebrei nei campi nazisti.

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