21 Responses to “Drapia, a chi intitolare la nuova sala consiliare?”

  1. potrebbe essere intitolata ad una esimia figura sicuramente molto più familiare alla comunità di Drapia: Giuseppe Lo Cane

  2. anna ha detto:

    “Il giudice e’ quindi solo, solo con le menzogne cui ha creduto, le verita’ che gli sono sfuggite, sollo con la fedecui si e’ spesso aggrappato come naufrago, solo con il pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice, nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso”.
    ANTONINO SCOPELLITI

  3. Giuseppe ha detto:

    Perchè non intitolarla a Goffredo Mameli colui che scrisse l’inno nazionale italiano oppure a Salvo D’Acquisto grande carabiniere che è morto per far scappare degli innocenti? Fate voi cosa ne pensate di queste proposte?

  4. Giuseppe ha detto:

    Perchè non intitolarla a Goffredo Mameli colui che scrisse l’Inno Nazionale Italiano, a Salvo D’acquisto grande carabiniere fucilato per liberare degli innocenti oppure a papa Giovanni XXIII (Giuseppe Roncalli)che prima che venisse eletto Papa fece visita a Caria nel 1968?
    Giuseppe Custureri

  5. thothsas ha detto:

    Abbiamo ricevuto alcuni commenti privi di firma. L’ho già detto, lo ripeto e mi auguro di non doverlo ribadire in futuro: I COMMENTI NON FIRMATI NON SARANNO PUBBLICATI!

    MarioVallone

  6. Raffaele Rombolà ha detto:

    Invece che personaggi, dei quali ci sarà sempre qualcuno insoddisfatto, si potrebbe mettere solo la DATA di quando venne istituito il comune.

  7. stefania rombolà ha detto:

    Dott. Antonino Scopelliti

    Quando fu ucciso stava preparando, in sede di legittimità, il rigetto dei ricorsi per Cassazione avanzati dalle difese dei più pericolosi esponenti mafiosi condannati nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra. Si ritiene che per la sua esecuzione si siano mosse insieme la ‘ndrangheta e Cosa Nostra, dopo che il magistrato rifiutò diversi tentativi di corruzione (il pentito Marino Pulito rivelò che a Scopelliti furono offerti 5 miliardi di lire italiane per “raddrizzare” la requisitoria contro i boss della Cupola siciliana).

    • giuseppe meligrana ha detto:

      perchè non intitolarla ad un cittadino del comune che anche se poco conusciuto è stato una persona che ha lottato per la democrazia, come ha fatto il concittadino CONTARTESE GIUSEPPE PARTIGIANO.
      giuseppe Meligrana

  8. Giuseppe ha detto:

    PERCHè NON FARE UN SONDAGGIO CON TUTTE QUESTE PROPOSTE CHE ABBIAMO FATTO?
    1)ANTONINO SCOPELLITI;
    2)GIOVANNI FALCONE;
    3)PAOLO BORSELLINO;
    4)GOFFREDO MAMELI;
    5)SALVO D’ACQUISTO;
    6)GIUSEPPE RONCALLI (FUTURO GIOVANNI XXIII);
    7)CONTARTESE GIUSEPPE PARTIGIANO;
    8)DATA DI ISTTUZIONE DEL COMUNE;

    Carissimi amici della thoth fate un sondaggio
    saluti
    Giuseppe Custureri

  9. Domenica Mollo ha detto:

    io propongo di intitolarla a Peppino Impastato, giovane che ha avuto il coraggio di rompere il legame familiare con la criminalità e ha dato la vita per affermare ideali di Giustizia e Libertà, di impegno civile nella lotta alla mafia.
    “la mafia uccide, il vostro silenzio pure”

  10. Giovanni Scordia ha detto:

    emergono nomi di grande rispetto, questi personaggi morti da eroi meritano di rimanere fissi nella nostra memoria e farci costantemente riflettere, non mi sento di scartare nessuno e proporrei di chiamarla
    LA SALA DELLA CONCORDIA.

  11. Domenico ha detto:

    Mi associo alla proposta di Giuseppe Meligrana e anche se non ho avuto il privilegio di conoscerlo personalmente l ho conosciuto attraverso gli occhi e i racconti di altri, anche se è meno conosciuto rispetto agli illustri giudici e giornalisti che hanno pagato con la soluzione estrema il prezzo della democrazia, il nostro concittadino Giuseppe Contartese nella seconda guerra mondiale ha ricoperto onorevolmente il ruolo di “Marò” nel glorioso battaglione San Marco, ma non ha esitato neanche un momento quando il 9 marzo 1943 alla firma dell armistizio si levò la gloriosa divisa per vestire la scomoda, ma importantissima per la nascita della futura repubblica italiana, “DIVISA DI PARTIGIANO”.

  12. Guido Di Bella ha detto:

    PIO LA TORRE o PLACIDO RIZZOTTO.
    Motivazione: in un’epoca in cui è forte il disprezzo verso una classe politica globalmente percepita come inetta e corrotta, il ricordo di simili figure rappresenta un freno alla pericolosa tentazione di indulgere a forme di qualunquismo acritico, accomunando in un’indiscriminata attribuzione di responsabilità “politicanti” di quart’ordine – dediti a passare la loro miserabile vita in gozzoviglie, a spese del contribuente, dove a richiamare l’immagine del maiale sono non soltanto i grugni di cartapesta – e politici che svolgono le loro funzioni con dignità, non perdendo di vista l’esempio di altri Politici (stavolta con la maiuscola) che la vita hanno speso, invece, per contrastare la canaglia mafiosa. Fino a rimettercela.
    Esprimo il mio apprezzamento sia per l’iniziativa dell’associazione “Drapia in Europa”, sia per l’idea del curatore del presente blog di lanciare il “referendum”.
    Guido Di Bella

  13. Rombolà Giuseppe ha detto:

    Io dico di nominare una persona umile del comune che ha lavorato in silenzio per insegnare a una intera generazione della frazione più grande del comune e comunemente era chiamatu u maestro cicco, molti cittadini di Brattirò hanno un grande ricordo di questo umile maestro che ha dato e si è speso tanto per i cittadini di brattirò e del suo comune.

  14. pino rombolà ha detto:

    Massimo rispetto per tutti, da parte mia, però, non vedo la necessità di dover intitolare la sala consiliare.

    In ogni caso ritengo utile ricordare ed evidenziare che l’aula consiliare è un luogo che appartiene alla comunità nella sua interezza.
    L’aula dove si svolge il consiglio è il posto dove, attraverso il confronto dialettico e democratico, i rappresentati del popolo assumo le decisioni di interesse generale e che più di ogni altro rappresenta, all’interno di una piccola comunità, quello che per i greci era l’agorà.

    Pertanto se proprio si vuole intitolare la sala a qualcuno, ritengo sia indispensabile che questi sia una PERSONALITA’ (ovviamente la maiuscola è voluta) di indiscussa autorevolezza e sopratutto al di sopra delle parti, che possa rappresentare un punto di riferimento per tutti.
    Per intenderci del tipo: Sandro Pertini, Giacomo Matteottti ecc…

    Voglio infine sottolineare che vi è antimafia vera (che quasi sempre lavora senza mezzi, senza riflettori e senza microfoni) e parecchia (sempre più numerosa)antimafia di facciata.
    Con estrema facilità ci si lascia andare in esternazioni (sopratutto alla presenza delle telecamere), ma quando poi dalle parole si deve passare ai fatti e si rende necessario adottare comportamenti concreti ognuno si tira indietro e con la stessa disinvoltura volge lo sguardo altrove.

    Troppo spesso, oggi, squallidi personaggi che per una poltrona hanno rinnegato qualunque valore, si riempiono, con troppa, troppa facilità, la bocca di nomi di persone che per non abiurare ai propri valori sono morti.

    Concludo riecheggiando le parole del giudice Antonino Scopelliti
    “Noi non amiamo il giudice divo… spersonalizzando l’attività del magistrato…
    non troveremo questo o quel giudice ma la Legge.
    Come vuole la Costituzione.”

  15. Luciano Di Bella ha detto:

    GIACOMO MATTEOTTI, Politico. Vittima di una violenza – quella squadrista -altrettanto bestiale e ributtante di quella mafiosa.
    Luciano Di Bella

  16. Domenico Aiello ha detto:

    Il nostro Comune, grazie ad un lavoro sinergico di questa Amministrazione e di quella che l’ha preceduta, si è finalmente dotato di una sede degna ad accogliere il Civico Consesso, l’istituzione che rappresenta la volontà popolare, la DEMOCRAZIA che è la più importante conquista dell’umanità. Probabilmente la scelta è già stata effettuata ma solo per dare un ulteriore spunto, premettendo che tutte le proposte che mi hanno preceduto sono ottime, ritengo ci si debba attenere ad un personaggio o un elemento tipico del territorio, originale e non troppo banale o scontato. Propongo così di chiamare la sala: “ITALIA”. Apparentemente può risultare la scelta più scontata ma ritengo non sia così alla luce delle seguenti argomentazioni:
    Non molti di noi sono a conoscenza dell’immenso tesoro che si cela nel nostro territorio, mi riferisco all’area archeologica di Torre Galli, una delle più rilevanti del Mediterraneo e fra i cinque scavi più importanti d’Italia. Qui, insisteva uno dei più vasti centri dell’Italia preellenica, qui vivevano gli Itali e probabilmente, nessuno storico lo esclude, è proprio in quest’area che può essere nato il mito del Re Italo. Con la conquista romana, il nome Italia fu progressivamente attribuito a tutta la penisola e gli itali, poi italici oggi italiani divennero tutti coloro che vivevano dalle Alpi alla Sicilia. Sarebbe una scelta strategica intraprendere una campagna che, partendo da basi storiche e mitologiche, porti alla identificazione del nostro territorio come il luogo in cui nacque il nome Italia. Sicuramente l’originalità del messaggio, e il suo alto significato potrebbe rappresentare il punto di partenza per portare ad un rinnovato senso di appartenenza e concretizzarsi con la realizzazione di una strutturale progettazione turistica, che se fondata su basi culturali vere rappresenta il potenziale strumento di autentico rilancio economico della nostra terra.

  17. Giancarlo Di Bella ha detto:

    DI BELLA GIUSEPPE, Soldato del 55° Reparto d’Assalto.
    Insignito della MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE, con la seguente motivazione:
    “In brillantissimo assalto della sua compagnia, si distingueva per coraggio fra i coraggiosi, raggiungendo, nonostante il fuoco intenso e le reazioni delle successive difese nemiche attraversate, postazioni di artiglieria nemica. Ingaggiò con alcuni compagni vivace lotta contro artiglieri nemici alle bocche dei loro pezzi. Ricevuto qui l’ordine di ripiegare, catturò alcuni artiglieri coi quali tornò alla Compagnia. Il giorno appresso, con i pochi uomini superstiti tornava ad altro assalto. Mirabile esempio di spirito del dovere, di coraggio e di abnegazione”. Val Bocchetto (Grappa) 24-25 ottobre 1918.
    Fonte: EROI VIBONESI IN TRINCEA 1915-1918, di Felice Muscaglione – Edizioni Mapograf.
    Giancarlo Di Bella.

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